Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

AVVISO AI MIEI AMICI E LETTORI

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AVVISO I MIEI AMICI E LETTORI

che in questi giorni, come da richiesta dei miei superiori e come già tanti di voi sono a conoscenza, mi trasferisco nella nuova sede di Via Tuscolana, Roma.  

DATO QUINDI IL MIO NUOVO IMPEGNO,

IN UNA NUOVA E DIFFERENTE SEDE

HO RITENUTO OPPORTUNO SMETTERE

DI AGGIORNARE IL SITO DELLA NOSTRA PARROCCHIA

S. ANTONIO a Circonvallazione Appia http://www.santantoniocirconvallazioneappia.it/

e la pagina facebook della stessa parrocchia.

Grazie per la vostra attenzione e amicizia.

 

PADRE ADAMO CALO'  rci

LA FEDE NON È UNA ESPERIENZA PROVVISORIA E PURAMENTE EMOTIVA.

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la fede non è SEM

Tutti siamo testimoni di come tanti giovani che pur mostrano, in talune circostanze interesse ed entusiasmo, col tempo però si allontanano dalla vita della comunità cristiana e subentra in essi una certa indifferenza verso le tematiche di fede. In molti casi non si arriva a produrre una scelta di fede personale, un incontro profondo del giovane con Gesù, che possa aiutarlo a vivere la propria fede mantenendo nella società uno stile di vita che si trasformi in servizio, in testimonianza.

Nel progettare la pastorale parrocchiale, gli incontri di catechesi, nella impostazione dei movimenti e associazioni religiose, sarà opportuno quanto prima riformulare e riorganizzare il settore della pastorale giovanile, sulla base che il mondo dei giovani cambia e che alcune scelte del passato non assicurano più un processo concreto di trasmissione della fede.

L’ educazione religiosa oggi dovrebbe aiutare il giovane a sentire la fede come incontro personale con Gesù, e superare il rischio di ridurre la fede a una esperienza provvisoria e puramente emotiva e soprattutto il rischio di identificarla con aride formule dottrinali e con precetti morali.

ADAMO CALO. RIFLESSIONI INCONTRO GIOVANI. ROMA 2012

MA È DAVVERO UNA BELLA VITA QUELLA CHE FATE? FUORI DALLE VOSTRE CASE C'È UNA GUERRA DA COMBATTERE.

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GUERRA

Ma davvero pensate che quando sarete anziani i vostri figli non vi metteranno in ospizio, oppure non desidereranno la vostra morte per godere al più presto dell'eredità? Davvero pensate che ci sarà qualcuno disposto ad accogliervi in casa se vostra moglie o vostro marito vi mandasse via?

Vi auguro che tutto questo non vi riguardi, ma questo è il mondo che stiamo costruendo. Siamo ancora in tempo per cambiarlo, basta avere il coraggio di alzarsi, uscire di casa e chinarsi su coloro che hanno bisogno di noi, siano essi anziani, poveri, senza tetto, bambini abbandonati.

Fuori dalle vostre case c'è una guerra da combattere ed il Signore chiama anche voi ad essere soldati della Carità, ma se non vorrete farlo per Dio fatelo per voi e per i vostri figli, aiutate chi ha bisogno, dividete ciò che avete con chi non ha nulla, accogliete in casa un bambino ed insegnate alla vostra prole cosa sia la solidarietà, la condivisione.

Don RICCARDO RIPOLI. OMELIA

PROIBITO PROIBIRE. LA LIBERTÀ NON SI TOCCA. IL NOSTRO NON E’ UN DIO CAPRICCIOSO.

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moralita

Mettiamo bene in chiaro il punto di partenza. Non è che un giorno Dio si è svegliato e come primo pensiero ha scritto i dieci comandamenti. Dio non è capriccioso.

La morale cristiana non deve essere vista anzitutto come obbedienza a un insieme di comandamenti enunciati da Dio o di precetti catalogati dalla gerarchia ecclesiastica per disciplinare e controllare i nostri comportamenti quotidiani e ogni attimo della nostra giornata, anche quelli più intimi e personali.

Un giudizio morale di onestà e disonestà su eventuali comportamenti del cristiano non può basarsi esclusivamente su canoni o criteri di permesso o proibito.

La nostra moralità quotidiana, i tanti avvenimenti, importanti o soltanto ordinari, che edificano la nostra vita, sono conseguenza di una opzione fondamentale religiosa, che ognuno di noi, condizionato e aiutato dall’ ambiente in cui si nasce e si vive, dall’educazione ricevuta in famiglia o quella da quella che viene impartita a scuola, dalla convivenza con amici e coetanei, scopre insita nell’intimo della sua vita.

Essa sola dà senso e normalmente ispira le nostre azioni e le nostre decisioni particolari.

ADAMO CALO. Conferenza educatori rogazionisti. 2006

23 NOVEMBRE. SAN CLEMENTE I ROMANO. PAPA E MARTIRE

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san clemente

Nacque circa l'anno 30 dell'era volgare in Roma da genitori oriundi della Palestina. Trascorse la giovinezza nella più fedele osservanza della religione paterna; ma quando l'apostolo Pietro venne in questa città a portare la parola del Vangelo, fu tra i suoi primi discepoli e ben presto si distinse fra tutti per fedeltà e integrità di costumi. Più tardi l'Apostolo lo consacrò sacerdote per averlo compagno nel sacro ministero. 

Dopo la morte del Principe degli Apostoli, i cristiani lo volevano innalzare subito alla dignità papale, ma egli se ne stimò indegno e fece cadere l'elezione prima su Lino, quindi su Cleto. Quando la vita di questo ultimo venne troncata dalla persecuzione, Clemente fu costretto ad accettare l'onerosa carica. Fu papa zelantissimo, oratore e scrittore: a lui dobbiamo i preziosi atti di tanti gloriosi martiri, avendo egli ordinato a sette notai di raccoglierli per iscritto. 

La sua attività non sfuggì ai persecutori. Traiano lo voleva indurre al silenzio minacciandogli la morte: ma l'eroe non si spaventò, anzi avendo sempre presente il sublime esempio di Pietro e di Paolo, lavorava con tutto Io slancio per guadagnare anime a Cristo, per meritarsi la corona immarcescibile e la palma della vittoria. 

E la minacciata condanna venne. Tratto in arresto, fu mandato ai lavori forzati nel Chersoneso. Nelle cave di pietra trovò tanti suoi figli che per la comune causa avevano subìto la stessa condanna. Duemila e più cristiani, sotto la sferza degli aguzzini, privi di tutto, persino di un po' di acqua con cui bagnare le arse labbra e rinfrescare gli infuocati petti, soggiacevano ai più tormentosi e duri lavori. Il cuore del Padre, straziato pel dolore di tanti figli, alzò fidente la sua preghiera a Dio e un Angelo apparendogli su di un vicino colle gli indicò che colà sarebbe scaturita l'acqua. Accorsero i minatori al luogo indicato e trovarono la bevanda refrigerante.

Alla novella del prodigio avvenuto per intercessione di Clemente, numerosi pagani abbracciarono la religione cristiana che aveva un Dio tanto potente e tanto misericordioso. Ma s'indurì invece il cuore di Traiano, il quale ordinò che il venerando capo dei cristiani fosse gettato nel mare con un'ancora appesa al collo. 

Ma ecco un nuovo strepitoso prodigio. Non appena le acque ebbero soffocato quel corpo ormai sfinito, spinte da forza arcana, si ritirarono dalla riva e sul fondo dell'abisso apparve un prezioso monumento sepolcrale di bianchissimo marmo. Gli astanti, stupefatti, mirarono il miracoloso sarcofago, ma la loro meraviglia crebbe ancor più, quando il cadavere dell'intrepido vegliardo scivolando dal seno delle acque guidato da mano angelica, andò a giacere nella tomba marmorea. 

Poco dopo le acque ritornarono a ribaciare il lido e la folla abbandonò la spiaggia; ma mentre i cristiani lodavano e ringraziavano il Signore per lo strepitoso miracolo, molti pagani si decisero ad entrare nell'ovile di Cristo. Le reliquie del glorioso Pontefice, portatevi dai santi fratelli Cirillo e Metodio, riposano ora in Roma nella Basilica eretta in suo onore. 

VORREI VIVERE COME UN GIGLIO,

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santa scorese

«Vorrei vivere come un giglio, godere dell'abbondanza che dai, del caldo sole dell'estate, delle prime piogge di autunno, del gelo dell'inverno e del canto degli uccelli di primavera!

“Vorrei essere una vela che solca i mari, gli oceani, che si perde completamente nella Tua immensità. Vorrei avere le ali di un'aquila e spiccare voli sempre più alti verso di Te, che sei l'Altissimo e non accontentarmi delle basse quote.

“Vorrei essere musica che giunge ai tuoi orecchi e portarti la gioia. Vorrei, vorrei... quante cose vorrei essere, ma io sono quella che sono e sono quella che Tu hai voluto.”

(Cfr. dal Diario di Santa Scorese, nata a Bari nel 1968, giovane ragazza del movimento del Focolare e consacrata all’Immacolata secondo la spiritualità di Padre M. Kolbe, mortalmente pugnalata, nel 1991, a soli 23 anni, sulla soglia della sua casa da un giovane psicopatico che la perseguitava da tempo).

22 NOVEMBRE. SANTA CECILIA, VERGINE E MARTIRE

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santa cecilia

Sotto l'impero di Alessandro Severo era stata proibita ogni persecuzione contro i cristiani e la Chiesa godette un periodo di tranquillità e di pace.

Ma a turbare il mite gregge di Cristo sorse presto il tristo prefetto di Roma, Almachio. Essendosi assentato l'imperatore dalla capitale, egli ne approfittò per sfogare il suo odio contro i cristiani scatenando contro di loro una terribile persecuzione.

Fra le sue vittime più illustri, va ricordata S. Cecilia, nobilissima vergine romana. Nacque ella da ricchissima famiglia alle falde del Gianicolo, e quivi fra agi e comodità fu educata dai più rinomati maestri di Roma. Fattasi segretamente cristiana, andava ogni giorno più distaccando il suo cuore dalle cose terrene. 

Costretta a sposarsi, durante le feste del matrimonio, mentre tutti l'attorniavano per festeggiarla e cantavano inni pagani, essa in cuor suo cantava un cantico di amore al suo mistico e vero sposo, Gesù Cristo. Quando fu sola con Valeriano gli disse: «Sappi che io sono cristiana e già da molto tempo ho consacrato a Gesù tutto il mio cuore... Egli solo è il mio sposo, e tu devi rispettare il mio corpo, perché io ho sempre vicino a me un Angelo del Signore che mi custodisce e mi difende». 

Valeriano rispose: «Io crederò a quanto mi dici e farò quello che tu desideri, se potrò vedere questo Angelo che ti custodisce». E Cecilia: «Nessuno può vedere l'Angelo del Signore, se non è battezzato. Va' dunque dal santo vescovo Urbano, fatti istruire nella religione cristiana, fatti battezzare, e poi ritorna e vedrai quanto desideri». Valeriano andò, si fece istruire ed il Vescovo, vedendo le sue buone disposizioni e la mirabile trasformazione che la grazia aveva operato in lui, lo battezzò. 

Ritornato presso la sua santa sposa, entrando nella stanza, vide un Angelo di bellissimo aspetto, che teneva in mano due corone intrecciate di rose e di gigli. A tale vista Valeriano comprese che una di quelle corone era preparata per lui se fosse rimasto sempre fedele a Gesù Cristo. 

Quindi non solo promise di custodire intatta la purezza della sua castissima sposa, ma si fece ferventissimo cristiano ed istruì e fece battezzare anche suo fratello Tiburzio. Continuava intanto la persecuzione: Valeriano ed il fratello Tiburzio furono decapitati, mentre Cecilia fu condannata a morire asfissiata nella sua stessa camera da bagno. 

I soldati eseguirono l'ordine, ma aperta la camera dopo un giorno e una notte trovarono la Santa sana e salva come se avesse respirata aria purissima. Comandò allora Almachio che un littore le troncasse il capo. Andò il littore, vibrò ben tre colpi, ma non riuscì a staccare completamente la testa dal busto, per cui terrorizzato si allontanò lasciando la Santa in una pozza di sangue. 

I fedeli accorsi, raccolsero con pannolini il sangue della Martire, come preziosa reliquia e soccorsero Cecilia che visse ancora tre giorni, pregando ed incoraggiando gli astanti ad essere forti nella fede. 

Finalmente, consolata dal Papa Urbano a cui donò la propria casa affinché fosse trasformata in chiesa, placidamente spirò, e andò a cantare eternamente le lodi al suo amato sposo Gesù. 

21 NOVEMBRE 1964. SI CHIUDE LA TERZA FASE DEL CONCILIO VATICANO SECONDO.

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CONCILIO VAT

In Vaticano si chiude la terza fase del Concilio Vaticano Secondo, ventunesimo e ultimo concilio ecumenico, ovvero una riunione di tutti i vescovi cattolici del mondo, per discutere di argomenti riguardanti la vita della Chiesa cattolica.

Si svolse in quattro sessioni, dal 1962 al 1965, sotto i pontificati di San Giovanni XXIII e Beato Paolo VI. Promulgò quattro Costituzioni, tre Dichiarazioni e nove Decreti.

L'importanza del Concilio Vaticano II, nella storia della Chiesa, è stata da alcuni paragonata a quella del Concilio di Trento.

21 NOVEMBRE GIORNATA DI PREGHIERA PER LE CLAUSTRALI

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claustrali

Nello stesso giorno della presentazione al Tempio della Beata Vergine Maria, la Chiesa invita a pregare per le sorelle chiamate dal Signore alla vita contemplativa.

Le Claustrali sono per il mondo intero preziose tramiti con il Padre. Il loro silenzio orante insegna come l’ascolto e la preghiera siano lo strumento più efficace per operare un discernimento ineccepibile.

Attraverso di essi diventa più facile comprendere la realtà, prendere decisioni e compiere azioni, senza soccombere passivamente a ciò che capita.

Grazie a tutte le sorelle claustrali, che hanno donato al Padre la forza della loro preghiera quotidiana e incessante per noi, per le fragilità del mondo e per la sua salvezza.

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