Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

FILIPPINO VIA CRUCIS

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Domenica sera dopo la messa di 18:30,presieduta da Padre BALEBA BALEBA DIEUDONNE, rci nella parrocchia di Sant'Antonio di Appia Circonvallazione, un gruppo della comunità Filippina ha animato la via della croce vivente. I fedeli della parrocchia San Antonio si sono radunati davanti all'ingresso della chiesa parrocchiale dove ha iniziato la processione della via crucis vivente; preparata dalla comunità Filipino Molti fedeli hanno partecipato a questa oratio devotionale che segna in un modo speciale il tempo della quaresima, sotto il controllo delle Suore Figlie del Divino Zele che hanno prestato anche il loro spazio di vità per la realizzazione di questa Via Crucis.L a soddisfazione è stata totale secondo i fedeli che hanno potuto vivere quest'anno questa novita sotto i colori e il ritmo della devozione asiatica. La via della croce è completata nella chiesa parrocchiale con la solenne benedizione del sacerdote.

II GIORNO DEL TRIDUO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE

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SAN GIUSEPPE2

O GLORIOSO PATRIARCA SAN GIUSEPPE, IO TI SALUTO COME L’ELETTO DA DIO FRA TUTTI GLI UOMINI, COME RICOLMO DI TUTTI I LUMI, DONI, PRIVILEGI E GRAZIE, FIN DAL SENO MATERNO.

Il tuo cuore fu sempre giardino fiorito delle più prelibate virtù, e lo Spirito Santo ti partecipò, con la più grande abbondanza, la sua divina santità. Tu fosti modello esemplare di vita interiore, giacché non solo eri esteriormente oggetto di edificazione a tutti, ma interiormente piacesti al sommo Dio, che ti scelse a sposo della Immacolata Vergine Maria, e a Padre vergine del Verbo fatto uomo: Gesù.

SANT'ANNIBALE MARIA DI FRANCIA

ANGELO SANTO, MIO CUSTODE, TUTORE E MAESTRO

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angelo mio

MIA GUIDA E DIFESA, MIO SAPIENTISSIMO CONSIGLIERE ED AMICO FEDELISSIMO, A TE IO SONO STATO RACCOMANDATO, PER LA BONTÀ DEL SIGNORE, DAL GIORNO IN CUI NACQUI FINO ALL'ULTIMA ORA DELLA MIA VITA.
Vigila quando dormo, sostienimi quando sono stanco, sorreggimi quando sto per cadere, alzami quando sono caduto, indicami la via quando sono smarrito, rincuorami quando mi perdo d'animo, illuminami quando non vedo, difendimi quando sono combattuto. E specialmente nell'ultimo giorno della mia vita, sii mio scudo contro il demonio. 
In grazia della tua difesa e della tua guida, ottienimi infine di entrare nella tua radiosa dimora, dove per tutta l'eternità io possa esprimerti la mia gratitudine e glorificare insieme a te il Signore e la Vergine Maria, tua e mia Regina.

17 MARZO. SANTO DEL GIORNO. SAN PATRIZIO, VESCOVO

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san PATRIZIO

SAN PATRIZIO, APOSTOLO DEL VANGELO FRA IL POPOLO IRLANDESE, nacque nella Scozia da agiati e pii genitori verso la fine del secolo quinto. La Divina Provvidenza che nei suoi arcani disegni, sempre infinitamente sapienti, destinava Patrizio a grandi cose nella Chiesa Cattolica, dispose che egli, ancor giovane, strappato dal grembo della famiglia, fosse condotto schiavo nell'Irlanda. Durante questa schiavitù, in cui il povero giovanetto ebbe a sentire tutta l'amarezza dell'abbandono e subire il disprezzo più avvilente ed inumano, la grazia del Signore plasmò il cuore del suo servo e lo predispose alla sua sublime missione. Finalmente dopo dieci anni di sofferenze inenarrabili, poté ritornare in famiglia. 

Patrizio, per prepararsi alla divina missione che da Dio gli era stata assegnata, si diede agli studi e all'esercizio delle virtù sacerdotali. Fu ordinato diacono, sacerdote e, prima di partire per l'evangelizzazione dell'Irlanda, fu consacrato vescovo.

Tra quelle popolazioni ancora barbare ed idolatre, S. Patrizio ebbe a soffrire la persecuzione ed il carcere. Ma tutto sopportò in pace, poiché il martirio fu sempre uno dei suoi desideri più intensi. Non vi fu luogo di quell'isola che non fosse visitato più volte dal Santo, nonostante che la sua vita corresse grave pericolo. Il Signore benedisse largamente le fatiche di questo novello Paolo, e quella terra pagana divenne la terra dei Santi. Le lotte che attraverso i secoli, specialmente contro il Protestantesimo, sostenne l'Irlanda per conservare integra la dottrina evangelica, gli esempi di fede e gli slanci di amore che quel popolo ha dimostrato ne sono prova evidente. 

L'opera di Patrizio fu completa. Non solo convertì e battezzò tante anime, ma molti giovani ricevettero gli ordini sacri, molte chiese furono innalzate e molte giovani si consacrarono al Signore nella vita religiosa.

Tra le virtù che particolarmente spiccarono nel Santo, ammirabile fu il suo distacco dalle cose di questo mondo. Delle tante offerte che i fedeli deponevano ai suoi piedi, nulla mai prese per sé, ma tutto dispensava ai poveri. 

Verso la fine della sua vita. scrisse La Confessione, libro in cui narra i principali avvenimenti della sua vita. L’infaticabile apostolo concluse la sua vita nel 461 nell’Ulster a Down, che prenderà poi il nome di Downpatrick.


Durante il secolo VIII il santo vescovo fu riconosciuto come apostolo nazionale dell’Irlanda intera e la sua festa al 17 marzo, è ricordata per la prima volta nella ‘Vita’ di s. Geltrude di Nivelles del VII secolo. 

TRIDUO DI PREPARAZIONE ALLA SOLENNITA’ DI S. GIUSEPPE

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SAN GIUSEPPE

OGGI, 16 MARZO, HA INIZIO IL TRIDUO DI PREPARAZIONE ALLA SOLENNITÀ DI SAN GIUSEPPE.
Ricordiamo le parole del nostro santo Fondatore:
"Fratelli e figliuoli in Gesù Cristo, onoriamo San Giuseppe. Questo Santo Patriarca è Protettore e Patrono di tutti, ma specialmente di quelli che abbracciano la vita religiosa, e noi siamo fortunati di pronunziare i Voti ogni anno appunto nella festa di San Giuseppe. 
"Questa circostanza, nel tempo stesso che ci fa sperare l’aiuto del gran Santo, ci obbliga alla perfetta osservanza, perché San Giuseppe non solo è il protettore, ma è pure il modello da imitare."

S. ANNIBALE M. di Francia, Scritti, vol. 57, p. 83

VOCAZIONI NUOVE MA PER FAR CHE COSA?

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vocazioni nuove

E’ UNA DOMANDA UN PO’ PROVOCATORIA E INQUIETANTE CHE TUTTI NOI DOVREMMO FARCI DI FRONTE ALLA COSIDDETTA CRISI VOCAZIONALE che affligge la maggior parte degli istituti religiosi in occidente. La sfida più importante sta nel rispondere adeguatamente alle domande di sempre: chi siamo noi religiosi per i giovani di oggi? Cosa abbiamo da dire di nuovo e di diverso a questa società e a questa nostra Chiesa? Qual è il nostro specifico servizio? Per qual motivo un giovane si dovrebbe imbarcare in questo progetto di vita, in questa avventura? Perché dovrebbe lasciare tutto in cambio di quale tesoro?

ADAMO CALO'. Conferenza. Roma, 2003

SIGARETTE, ALCOL E TATUAGGI DI GRANDE IMPATTO, OLTRE A DETERMINATE ACCONCIATURE E TINTURE DI CAPELLI.

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sigarette

MOLTI ADOLESCENTI SONO INDOTTI A OSTENTARE QUASI SEMPRE UNA CERTA RILASSATEZZA e a proiettare all’esterno una patina di invulnerabilità e forza, proprio nel periodo in cui sono particolarmente fragili e indifesi. Ci si aspetta che ispirino sicurezza e coraggio, che assumano qualche rischio e trasgrediscano alcuni tabù di lieve entità in quanto elementi indispensabili del loro rito di passaggio. 
Sigarette, alcol e tatuaggi di grande impatto, oltre a determinate acconciature e tinture di capelli con cui assicurarsi l’esasperazione degli adulti. L’essere brillante e fascinoso prevede un codice per l’abbigliamento, un elenco di predilezioni musicali accettabili, una serie di eroi comuni e perlopiù la devozione a certi sport.

MEL LEVINE. Preparati, la vita comincia.

MOLTI DI NOI CREDIAMO IN DIO PERCHÉ DIAMO PER SCONTATO CHE DIO ESISTE.

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adamo creato

MOLTI ALTRI NON CREDONO IN DIO PERCHÉ DANNO PER SCONTATO CHE DIO NON ESISTE. 
Sia noi che loro diamo Dio per scontato. Sia credere che non credere non ci causa molte preoccupazioni. Quasi che Dio sia soltanto il personaggio di un programma televisivo che ci colpisce ma che sappiamo che non è vero. 
Quando ero giovane avevo un amico che era convinto che si possa vivere senza credere in niente. Io credo invece che non esistono atei in questo mondo, cioè persone che non credono in Dio, ma soltanto persone che hanno sostituito Dio con qualcosa d’altro. Forse i soldi, forse il lavoro ad ogni costo, forse la carriera, forse ….

LA PAROLA AI GIOVANI

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GIOVANI SEDUTI

MA IL LORO LINGUAGGIO RIMANE SPESSO UN CODICE SEGRETO IGNOTO AGLI ADULTI. 
In che modo avviene la comunicazione tra il mondo giovanile e il mondo degli adulti? Il linguaggio parlato dai giovani assomiglia sempre più a un codice segreto, incomprensibile ai più, ignoto ai genitori, usato soltanto in una cerchia di amici, di appartenenti al gruppo. 
Di questa confraternita non fanno parte gli adulti, genitori e insegnanti, tagliati fuori da un modo di esprimersi sempre più criptato, proprio loro che della educazione dei giovani dovrebbero essere i responsabili diretti. 
Uno slang giovanilese che è segnale di auto identificazione, di appartenenza a un gruppo, di complicità, ma che diventa anche strumento e momento di esclusione per coloro che non fanno parte o non si desidera facciano parte del gruppo. 
E’ come parlare una lingua straniera, solo chi la conosce riesce a comunicare. 
Il linguaggio ha la funzione di filtro tra i giovani e il mondo adulto, tra i giovani e la propria famiglia.

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