Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

UNA COMUNITÀ CRISTIANA CHE NON GENERA VOCAZIONI È UNA COMUNITÀ MORTA.

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UNA COMUNITA CRISTIANA

Il Concilio Vaticano II si occupa in maniera chiara e diretta di pastorale vocazionale, anzitutto con l’affermazione fondamentale che è dovere di tutta la comunità cristiana la promozione delle vocazioni (cfr. Optatam totius, 2, e Presbyterorum ordinis, 11).

E’ finito, afferma il Vaticano II, il tempo della delega (“c’è chi ci pensa… non è compito mio… non posso occuparmi di tutto…”). La comunità cristiana deve assumersi in prima persona l’impegno e la responsabilità di generare nuove vocazioni, tutte le vocazioni alla e nella Chiesa.

Papa Giovanni Paolo II affermava con grande forza e chiarezza che una comunità cristiana che non genera vocazioni è una comunità morta.

La famiglia, se vuole sopravvivere nel tempo, deve generare nuovi figli; a nulla serviranno il denaro, la fortuna, il successo e tutto il resto, se tutto questo si conclude nell’arco temporale della vita della famiglia stessa.

Lo stesso concetto è valido in campo spirituale: se una comunità non ha nuove vocazioni, è condannata ad estinguersi. Ciò vale soprattutto per le vocazioni al sacerdozio, che amministra i sacramenti della Chiesa.

Padre SANDRO PERRONE rcj. La Pastorale Vocazionale del Concilio Vaticano II, Articololo su Mondo Voc, Ottobre 2012

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