Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

12 NOVEMBRE 2017. XXXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO. FOGLIETTO PARROCCHIALE SETTIMANALE

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FOGLIETTO PARROCCHIALE 12 NOVEMBRE

 

XXXII DOMENICA

DEL TEMPO ORDINARIO

«Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora». (Mt 25,13)

vierges folles et sages

Parabola ultra conosciuta, quella delle dieci vergini, che la liturgia della XXXII domenica propone. Eppure risentirla scomoda ogni volta, mette in discussione alcune certezze.

Spesso e volentieri pensiamo che l’attesa sia fatta di veglia, di quel non assopirsi nella notte, di resistenza assoluta e determinata. Poi però leggi il Vangelo e scopri che non è il sonno né le lampade a fare la differenza. Sia le vergini sagge sia le vergini stolte hanno le lampade. Entrambe attendono. Entrambe si addormentano.

La vera differenza sta nell’olio. Le sagge lo prendono, le stolte no. Le sagge coltivano nel cuore il senso dell’attesa, le stolte no.

Le sagge sanno, nel profondo del loro cuore, che chi ama sa attendere; le stolte si riducono al tutto e subito.

Le sagge hanno la consapevolezza di dover portare il carico pesante dell’attesa, perché sarà solo quel personale esercizio interiore a renderle capaci di svegliarsi nella notte, all’arrivo dello sposo, con la stessa gioia e vivacità con cui si sono addormentate; le stolte pretendono che siano altre a farlo.

Le sagge non hanno paura di addormentarsi, perché sono certe che ciò che hanno messo da parte permetterà loro di ricominciare al momento giusto: e lo faranno. Le stolte dormono, ma quel lasciare tutto al caso impedirà loro di essere davvero pronte.

Così per noi. In ciò che viviamo ogni giorno, ciò che conta è vivere ogni attesa, anche la più sofferta, mettendo da parte l’olio della speranza.

 


Conosciamo Sant’Annibale Maria

Il rogate  fu  la  sua  intuizione lungimirante

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 Padre Annibale, con saggia  intuizione, accenna anche all'apostolato dei laici, estendendo così il concetto di “operaio” del Vangelo oltre le file del clero: «Domandare operai per la Santa Chiesa vuol dire in primo luogo chiedere al Signore sacerdoti secondo il suo cuore, in secondo luogo uomini e donne religiosi e religiose, o anche secolari (= laici] che pieni dello Spirito di Dio e dello zelo santo  s'impegnino alla salvezza delle anime con ogni mezzo possibile.

«Ubbidire a quel divino Rogate, vale pure domandare alla divina Bontà maestri ed educatori e direttori d'Istituti credenti, praticanti, timorati di Dio, che mentre istruiscono la  mente con sana istruzione, santamente ne educano il cuore.

«Vale pure questa Preghiera perché il buon Dio dia lumi e grazie a tutti i genitori che hanno nelle loro mani la gran messe delle future generazioni, perché sappiano edificare col buon esempio i loro figli e sappiano tenerli lontano dai pericoli dell'anima, li crescano con santa educazione e li presentino bene riusciti, o avviati a buona riuscita, a quel Dio che a questo fine loro li ha dati.

Ma ahimè, quanto rari sono questi genitori, e come spesso la casa e la famiglia formano proprio quel mondo che è uno dei tre formidabili nemici dell'uomo!”.

 


Prova  a  cambiare

non vedente

 

 

 Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: «Sono cieco, aiutatemi per favore»

Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello.

Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase

Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.

Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.

Il pubblicitario rispose:"Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo".
Sorrise e se ne andò.
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:

«Oggi è primavera e io non posso vederla».

Morale: Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio.

 



LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO

la messa non è uno spettacolo

 

ultima cena 1

Il Papa nell’Udienza di mercoledì 8 in Piazza San Pietro si è soffermato più volte sulla bellezza dell’Eucaristia perché “il Signore è lì con noi presente”, dice, anche se tante volte “chiacchieriamo fra noi mentre il sacerdote celebra l’Eucaristia”.

Se oggi venisse qui il presidente della Repubblica o qualche persona molto importante del mondo – dice il Papa - è sicuro che tutti saremmo vicino a lui, che vorremmo salutarlo”.

'Ma, pensa: quando tu vai a Messa, lì c’è il Signore! E tu sei distratto, giri … È il Signore! Dobbiamo pensare a questo'. Qualcuno però - avverte Francesco - potrebbe obiettare: 'Padre, è che le messe sono noiose'. 'Ma cosa dici, che il Signore è noioso?'. 'No, no. La Messa no, i preti'. 'Ah, che si convertano i preti, ma è il Signore che sta lì, eh!'. Capito? Non dimenticate”.

 “Partecipare alla Messa è vivere un’altra volta la passione e la morte redentrice di Cristo", ribadisce ancora Francesco che pone anche alcune domande per stimolare i fedeli nella loro vita cristiana.

Prima di tutto si raccomanda di insegnare ai bambini “a fare bene il segno della croce”. Poi, a interrogarsi sul significato delle Letture o su alcune parole del sacerdote. Ad esempio, quando dice “in alto i nostri cuori” non “in alto i nostri telefonini” per fare fotografie. “Niente telefonini”, avverte con chiarezza.

“A me dà tanta tristezza quando celebro qui in Piazza o in Basilica e vedo tanti telefonini alzati non solo dei fedeli, anche di alcuni preti e anche vescovi. Ma per favore! 

La Messa non è uno spettacolo: è andare all’incontro della passione, della resurrezione del Signore”.

Bisogna tornare alle fondamenta, come San Tommaso che chiede di “toccare” in qualche modo Dio per poterlo riconoscere. E sono proprio i Sacramenti e la Celebrazione eucaristica "vie privilegiate” per incontrarci con l’amore di Dio. Riscoprire questa bellezza, conclude, “dà senso pieno alla vita di ciascuno”.

 


L'angolo della preghiera

 

DAVANTI ALLE MOLTE COSE

 

C’è un appuntamento decisivo

 che non possiamo perdere, Gesù.

Non è in gioco solo la partecipazione

ad una qualche festa, ad un banchetto,

 ma quello che ci accadrà per l’eternità.

 In effetti la tua proposta,

quel regno dei cieli di cui ci parli,

 è un mondo nuovo di grazia e di misericordia,

 in cui potremo entrare,

 ma anche esserne tenuti fuori.

Dipende da noi, dalla nostra vigilanza:

solo se saremo pronti

al momento in cui lo sposo arriva,

solo se le nostre lampade

 saranno ancora accese,

 grazie alla riserva d’olio,

potremo partecipare alle nozze.

Senza quell’olio, nel protrarsi dell’attesa

le nostre lampade potrebbero spegnersi

 e al momento giusto risulteremmo

 completamente immersi nel buio.

Senza quell’olio, potremmo distrarci

e lasciarci afferrare da altre preoccupazioni,

che riempiono il cuore e la mente

ed impediscono di vivere l’attesa, 

di scrutare la notte

per cogliere l’arrivo dello sposo.

Senza quell’olio rischiamo di trovarci

davanti ad una porta inesorabilmente chiusa

 e alla dolorosa coscienza di aver perso tutto.

 

Roberto Laurita

 


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Giovedì 16 alle ore 17.30

Adorazione Eucaristica Vocazionale

 

Domenica 19 alle ore 11.30

P. Paolo Bertapelle saluterà dopo la Celebrazione Eucaristica tutti i parrocchiani prima di partire per la sua nuova sede.


 

 

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