Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

FOGLIETO COPERTINA PENTECOSTE

 

Domenica di Pentecoste

 

Rifletto

 

IL DONO DEL RISORTO

SPIRITO SANTO

  

«Soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo"» (Gv 20,22)

Pentecoste: giorno in cui il dono che l’umanità ha ricevuto con la risurrezione di Gesù raggiunge la sua pienezza. Dono che per l’evangelista Giovanni è dato già sotto la croce, subito dopo la morte di Gesù, a quei pochi che sotto la croce erano rimasti (Gv 19,30). Dono che, alla sera stessa del giorno in cui il sepolcro fu trovato vuoto, viene consegnato agli altri discepoli (Gv 20,19-23). Ma di cosa stiamo parlando?

Il dono del Risorto è uno, ed è per tutti: lo Spirito Santo.

Ed è qualcosa di molto particolare e prezioso. 

Il Signore lo dona in tempi duri, quando la fede in lui e nella sua potenza è messa brutalmente alla prova dalla morte, quando la paura blocca il cuore di chi invece dovrebbe raccontare, credere, attendere. Lo ha donato ai suoi nel Cenacolo e lo dona anche oggi!

Il Risorto ci raggiunge nei luoghi in cui ci siamo rifugiati per paura o per dolore, per sfiducia o per resa. Viene oltre, viene dentro, oltrepassa le porte dietro cui ci siamo barricati, e su di noi, sulle nostre paure soffia il suo Spirito. 

Soffia in noi la sua vita, soffia la potenza della sua misericordia,

soffia la forza della sua passione per l’umanità,

soffia il suo incontenibile amore che ci rende capaci di andare e ci impedisce di tacere.

 Vieni, Signore risorto, e di’ anche a noi, anche oggi, anche qui: «Ricevete lo Spirito Santo».

Siamo divisi dalle lingue, dalle esperienze, dalle culture, dalle religioni: il tuo Spirito ci mostri le vie inedite del dialogo, della presa in carico del debole, della fiducia; ci spinga a percorrerle; ci renda consapevoli dell’essere tutti, a ogni latitudine e fede, fratelli e sorelle in umanità.

 

  Conosciamo Padre Annibale Maria

 1 GIUGNO MEMORIA

 La sua Fede dalle testimonianze

" Padre Francesco Vitale, che per tanti anni ebbe consuetudine di vita con il Padre Annibale ed ebbe modo di sondare la sua anima, senza ombra di dubbio asserisce: «Fu angelico il Padre Annibale nell'osservanza dei comandamenti di Dio, dei precetti della Chiesa e dei doveri del proprio stato. Tutti ritenevano che Egli vivesse alla presenza di Dio in maniera sensibile. Era comune la convinzione in Messina che lui fosse un santo”.

Naturalmente questa fama crebbe con l'andar degli anni per il suo ministero così fecondo attraverso la predicazione, la penna e le opere di carità. Ricordo ancora che sacerdoti e laici, essendo ancora io giovane, dicevano: di Canonico Di Francia ce n'e uno, lo vedremo sugli altari”.

E Padre Vincenzo Caudo, da parte sua, ha testimoniato: «Ho conosciuto abbastanza il Padre Annibale; la prima volta ragazzetto nel Seminario di Noto, dove trovandomi a scuola, in primo corso ginnasiale, sentii che si sospendevano le lezioni perché era giunto il Canonico Di Francia di Messina.

La vista del Canonico mi fece comprendere che egli fosse un sacerdote esemplare. In occasione della sua morte dovetti costatare che qualche persona, la quale si era mostrata sempre ostile alle opere del Canonico Annibale Maria Di Francia, ed aveva influito moltissimo all'ordine della chiusura dell'Istituto “Spirito Santo”, ne parlò benissimo in un discorso funebre e disse ai fedeli presenti in chiesa: Premuratevi di toccare quelle vesti, che un giorno saranno reliquie e reliquie di un santo.

«Sono convinto che Padre Annibale sia stato fedelissimo osservante dei precetti di Dio e della Chiesa. Ricordo che egli era zelante, per mezzo della predicazione, della gloria di Dio e del bene spirituale del prossimo»."  

 “La voce del popolo che ne fece un santo con ferma la mia conoscenza»,'' testimonia Padre Anselmo Alessi, Superiore Provinciale dei Carmelitani.

A tal proposito, ha scritto Padre Teodoro Tusino: «Non possiamo dimenticare la parola significativa colta sulle labbra di un popolano, alla morte del Padre Annibale: Si è chiusa la bocca che non disse mai no!».

   

La parola del Papa

 PAPA FRANCESCO 

Vorrei raccontarvi una storia di un Rabbino del secolo XII.

Lui narra la storia della costruzione della Torre di Babele e dice che, per costruire la Torre di Babele, era necessario fare i mattoni.

Che cosa significa questo? Andare, impastare il fango, portare la paglia, fare tutto, poi, al forno. E quando il mattone era fatto doveva essere portato su, per la costruzione della Torre di Babele.

Quando cadeva un mattone, era una tragedia nazionale e l’operaio colpevole era punito; era tanto prezioso un mattone che se cadeva era un dramma. Ma se cadeva un operaio, non succedeva niente, era un’altra cosa.

Questo succede oggi: se gli investimenti nelle banche calano un po’… tragedia, come si fa? Ma se muoiono di fame le persone, se non hanno da mangiare, se non hanno salute, non fa niente!

Questa è la nostra crisi di oggi! E la testimonianza di una Chiesa povera per i poveri va contro questa mentalità.

   

La lezione di un bambino

 RAGAZZO SUL TRENO

 

Un bambino ed il suo papà erano seduti sul treno. Il viaggio sarebbe durato un’ora circa. Il padre si siede comodamente e si mette a leggere una rivista per distrarsi.

Ad un certo punto il bambino lo interrompe e domanda: “Cos’è quello, papà?”.

L’uomo si volta per vedere quello che gli aveva indicato il bambino e risponde: “E’ una fattoria.”

Incomincia di nuovo a leggere quando il bambino gli domanda un’altra volta: “Quando arriveremo, papà?”.

Il padre gli risponde che manca ancora molto.

Aveva di nuovo cominciato a leggere la sua rivista quando un’altra domanda del bambino lo interrompe e così per tantissime altre volte. Il padre disperato cerca la maniera di distrarre il bambino. 

Vede sulla rivista che stava leggendo la figura del mappamondo, la rompe in molti pezzetti e li dà al figlio invitandolo a ricostruire la figura del mappamondo.

Così si siede felice sul suo sedile convinto che il bambino sarebbe stato occupato per tutto il resto del viaggio.

Aveva appena cominciato a leggere di nuovo la sua rivista quando il bambino esclama: “HO TERMINATO”.

“Impossibile! Non posso crederci! Come hai potuto ricostruire il mondo in così poco tempo?” Però il mappamondo era stato ricostruito perfettamente.

Allora il padre gli domanda di nuovo: “Come hai potuto ricostruire il mondo così rapidamente?”

Il bambino risponde: “Non mi sono fissato sul mondo.... dietro al foglio c’era la figura di un uomo, HO RICOSTRUITO L’UOMO E IL MONDO SI E’ AGGIUSTATO DA SOLO !!!!”. 

Il mondo sarà aggiustato solo quando gli uomini saranno aggiustati ossia, saranno leali ed onesti

   

L’Angolo della Preghiera

 IN PREGHIERA 

Spirito Santo, soffio di Dio,

tu puoi trasformare le nostre lande solitarie,

i nostri deserti devastati dall’egoismo,

le nostre regioni lacerate dal sopruso, dall’odio,

dalla vendetta, dalla brutalità cieca

del terrorismo,

in una terra di giustizia e di pace,

rigenerata dall’amore e dalla solidarietà.

Spirito Santo, soffio di Dio, tu ci aiuti

ad abbattere i muri

costruiti per separare i popoli

nel nome del sospetto,

dell’ostilità e del privilegio

e ci dai la forza di lanciare ponti

per ridurre le distanze che impediscono

la comprensione, la stima,

il dialogo, la collaborazione.

Spirito Santo, soffio di Dio,

tu dai inizio ad un’epoca nuova,

abitata dal vangelo di Gesù, guarita dall’individualismo,

risanata da ogni sentimento cattivo,

ravvivata dalla tua fantasia,

che ispira iniziative nuove

di riconciliazione e di misericordia.

Spirito Santo, soffio di Dio,

tu sciogli la durezza dei nostri cuori

e ci fai ritrovare la strada della mitezza

e della semplicità,

tu rendi limpido il nostro sguardo

e ci permetti di trattare ogni uomo

non da estraneo, ma da fratello,

non da concorrente, ma da collaboratore.

 

di Roberto Laurita

 

 avvisi parrocchiali 

  • Dal 4 al 12 giugno: Novena a Sant’Antonio di Padova predicata da P. Adamo Calò durante la Santa messa delle ore 18.30
  • Giovedì 8/6: Ore 17.30 Adorazione Eucaristica Vocazionale
  • Domenica 11/6: Dopo la Santa Messa delle ore 11.30 Benedizione delle Famiglie che celebrano nell’anno il loro anniversario di Matrimonio:10°- 15°- 20°- 25° ecc...

 

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