Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

AAA FOGLIETTO PARROCCHIALE CORPUS DOMINI 2017 PROVA 

 

SOLENNITA’ CORPUS DOMINI

 RIFLETTO

 CORPUS DOMINI

IL PANE DELL’UNITÀ  

  «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51)

 La solennità del Corpo e Sangue di Cristo è il momento in cui contemplare il grande dono fatto a tutti noi da Dio: un pane sempre fresco di cui essere nutriti lungo il cammino, a volte impervio, della vita. 

Un pane che si lascia prendere, spezzare e mangiare tutte le volte che vogliamo, senza limitazione.

Un pane che diventa energia vitale che cura, guarisce, salva, libera, fortifica.

Un pane che altro non è che la stessa vita di Dio messa a disposizione della nostra libertà. Dono immenso, e immensamente immeritato, che dovrebbe bastarci ed essere causa vera di gioia infinita.

E invece, quell’eucaristia che dovrebbe renderci un corpo solo nell’amore, spesso ci divide.

Sono i Giudei con le loro reazioni alle parole di Gesù che me lo ricordano: «Come può costui darci da mangiare la sua carne?» (Gv 6,52), gli obiettano. E fin da quel momento il dramma della divisione ha attraversato i secoli, seminando morte e mettendoci, fratelli e sorelle, gli uni contro gli altri, fino a oggi, fino ai nostri giorni.

E così in nome di regolette, spesso troppo umane, o di alte questioni teologiche, vanifichiamo il più grande dono che mai un Dio abbia fatto alla storia: se stesso, offerto per amore.

Riusciremo a lasciarci penetrare da quell’amore? Riusciremo a contemplarlo fino a perderci in esso? Riusciremo a farci trasformare dall’eucaristia? Riusciremo a permettere allo Spirito di renderci un corpo vivente, nutrendoci di quell’unico corpo?

 


  Conosciamo S. Annibale M.

 La sua Fede dalle Testimonianze

ANNIBALE M E EUCARESTIA

Padre Carmelo Drago, testimone per tanti anni di questa intima connessione delle virtù nel Padre Annibale, ha deposto: «Praticamente viveva la sua fede nell'esercizi o eroico delle virtù cristiane specialmente in quella della carità. La sua fede viva animava talmente ogni sua attività caritativa da fare quasi smarrire la ragione umana.

Tale è stato infatti il giudizio del Cardinale Arcadio Larraona, che quando era Prefetto della Sacra Congregazione per le Cause dei Santi, parlandomi una volta del Padre Annibale, mi disse: Il vostro santo Fondatore ha vissuto eroicamente la sua virtù della lede e della carità, tanto da fare perdere la ragione umana».

Ecco allora quanto afferma Fratello Omobono Bianca: «La fede soprattutto fu in lui intensa ed efficace: nelle contrarietà un sorriso sfiorava le sue labbra, riflesso del suo spirito adagiato nel seno di Dio». Anche il Canonico Antonino Celona vedeva in lui questa stretta connessione; ha testimoniato infatti: «La sua fede teologica fu perfetta; e fondamento delle sue opere e predicazione».

Padre Carmelo Drago racconta: «Un giorno Padre Annibale fu invitato a parlare a circa 700 persone tra ragazzi e giovani dell'Oratorio di San Gioacchino a Ceglie Messapico (Brindisi).

Egli parlò della presenza reale di Gesù nell'Eucaristia e della Santissima Comunione. Si trattenne a conversare per più di un'ora. Parlò con tanto spirito di fede e chiarezza che fece rimanere tutti come incantati, anche i più piccoli, tanto da essere pregato da tutti quegli ascoltatori perché volesse continuare a parlare ancora.

E alla fine tutti in coro lo hanno pregato perché volesse tornare a parlare loro altre volte. Gli ottimi dirigenti dell'Oratorio rimasero sbalorditi per i frutti che ebbero da quella conferenza rimasta indimenticabile in quella cittadina». 

Racconta Padre Vitale: «In Padre Annibale fu immenso l'ardore per dilatare la fede. Oltre la predicazione, cui ho accennato precedentemente, per poter far tornare alla fede ed alla pratica cristiana tanti e tanti intellettuali che si onoravano della sua amicizia, scrisse un opuscolo intitolato: Lettera agli Amici, che fu stampato in migliaia di copie e distribuito gratuitamente in Messina e fuori e spedito personalmente ai tanti suddetti amici, noti purtroppo per la loro incredulità. In essa tratta brevemente e lucidamente tutti gli argomenti teologici e di ragion e per la ragionevolezza della fede».''

      


 Lettera di un padre

a suo figlio

 

PAPA ANZIANO

Se un giorno mi vedrai vecchio:

se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi ...

abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.

Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose ...

non mi interrompere ... ascoltami.

Quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi.

Quando non voglio lavarmi, non biasimarmi e non farmi vergognare ...

ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno.

Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico: ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l'abc.

Quando a un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso ...

dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire ....

la cosa più importante non è quello che dico, ma il mio bisogno di essere con te e averti lì che mi ascolti.

Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo, non trattarmi come fossi un peso; vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l'ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi.

Quando dico che vorrei essere morto ... non arrabbiarti;

un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo.

Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive.

Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te e che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po' del tuo tempo, dammi un po' della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l'ho fatto per te.

Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza; in cambio io ti darò un sorriso e l'immenso amore che ho sempre avuto per te.

Ti amo figlio mio e prego per te anche se mi ignori.

Quanto più un uomo invecchia, tanto più si riavvicina alla fanciullezza, finché lascia questo mondo in tutto come un bambino al di là del tedio della vita e al di là del senso della morte.

(Erasmo da Rotterdam)

 


  la Parola di Papa Francesco

“Voi stessi date loro mangiare”. 

PAPA FRANCESCO E LEUCARESTIA

 

Nella solennità del “pane eucaristico”

PAPA FRANCESCO ha invitato i pastori a non cedere alla tentazione di “congedare la folla, perché vada a trovare cibo e alloggio”, ma a mostrarsi solidali e a condividere con essa i “pani” di cui dispongono.

“Nella Chiesa, ma anche nella società, una parola chiave di cui non dobbiamo avere paura è solidarietà, saper mettere, cioè, a disposizione di Dio quello che abbiamo”.

 


 L’angolo della preghiera

 

ANGOLO DELLA PREGHIERA

 

Sei tu, Gesù, il pane vivo:

 pane fragrante che reca il profumo

 di una comunione profonda ed indicibile

 che ti unisce al Padre e allo Spirito Santo.

 È mangiando di te che noi partecipiamo alla vita divina

 e le nostre povere, limitate esistenze,

 ricevono un gusto di eternità.

 Sei tu, Gesù, il pane vivo:  

pane disceso dal cielo,

dono di Dio ad un’umanità

 affamata di amore e di misericordia,

 umiliata nella sua dignità e grandezza,

 isterilita dall’egoismo e dalla durezza di cuore.

 È mangiando di te che noi veniamo risanati

e diventiamo capaci di compassione e di perdono,

 di generosità e di fedeltà.

 Sei tu, Gesù, il pane vivo:

pane che trasmette la bellezza e la bontà

dei tuoi gesti e delle tue parole.

Sì, perché tu ti sei fatto uomo

 per cambiare il nostro modo

 di essere uomini e donne

 e per far nascere una terra nuova.

Sei tu, Gesù, il pane vivo:

pane spezzato, esistenza donata

 per fermare il potere del male

 e farci sperimentare una capacità inaudita

 di costruire la giustizia e la pace. 

 

di  ROBERTO LAURITA

 


 Pubblicazione1

 

19 -20  Giugno:

Convegno diocesano con l’apertura di Papa Francesco alle ore 19,00 nella Basilica di San Giovanni in Laterano sulla educazione dei figli  adolescenti: “ non lasciamoli soli”

 

20-22  Giugno:

Inizia il Triduo al Sacro Cuore di Gesù con preghiera comunitaria dopo le Sante messe delle ore 8.30 e delle 18.30

 

23 Giugno:

Venerdì  Solennità del Sacro Cuore. Atto di Consacrazione  al Cuore di Gesù

 

24 Giugno:

Festa della Natività di San Giovanni Battista 

 

* Ci appelliamo intanto alla generosità e solidarietà dei nostri parrocchiani per portare pacchi di viveri per i poveri  che passano dalla nostra Parrocchia

 

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