Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

22 GIUGNO. TERZO GIORNO TRIDUO PREPARAZIONE ALLA SOLENNITA' DEL CUORE DI GESU'

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MARIA E GESU

SUPPLICA AL CUORE DI GESU’

Non ci negare, o Santissimo Cuore di Gesù, la grazia che ti domandiamo. Non ci allontaneremo da te, finché non ci avrai fatto ascoltare le dolci parole dette al lebbroso: Lo voglio, sii guarito (Mt 8, 2).

Come potresti venirci meno tu che fai grazie a tutti? Come rigetterai la nostra supplica tu che così facilmente esaudisci le nostre preghiere?

O Cuore, fonte inesausta di grazie, o Cuore che ti sei immolato per la gloria del Padre e per la nostra salvezza;

o Cuore che hai agonizzato nell'orto degli ulivi e sulla croce; o Cuore, che, dopo spirato hai voluto fossi aperto da una lancia, per restare sempre aperto per tutti, specialmente per gli afflitti e i tribolati;

o Cuore adorabilissimo che sei sempre con noi nella Santissima Eucaristia, noi, pieni di grande fiducia alla vista del tuo amore, ti supplichiamo di concederci la grazia che desideriamo.

Non guardare i nostri demeriti e i nostri peccati. Guarda gli spasimi e le sofferenze che hai sopportato per nostro amore.

Ti presentiamo i meriti della tua Santissima Madre, tutti i suoi dolori ed affanni, e per suo amore ti chiediamo questa grazia, sempre però nella pienezza della tua divina volontà. Amen.

S. ANNIBALE MARIA di FRANCIA

22 GIUGNO. CI È GIUNTA INASPETTATA NOTIZIA CHE IL CONFRATELLO PADRE MARIO DI PASQUALE È TORNATO ALLA CASA DEL PADRE

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padre mario di pasquale

PADRE MARIO DI PASQUALE è tornato alla casa del Padre, nella mattinata di oggi per infarto, mentre era nella sede della sua comunità religiosa presso la Parrocchia Corpus Domini in Ferrara ove svolgeva il compito di vicario parrocchiale.

Era stato in precedenza anche presso questa nostra parrocchia di S. Antonio a Circonvallazione Appia, quale Vicario parrocchiale e Vice superiore, economo e Consigliere della comunità locale.

Il Signore lo accolga nella sua pace e conceda tanta serenità interiore a tutti noi suoi amici e confratelli che lo abbiamo sempre stimato per la sua disponibilità al servizio e la sua coerenza di pensiero e di vita.

Aveva 74 anni. Era nato a Tufara, Provincia di Campobasso il 3 dicembre del 1943. Era stato ammesso nella Scuola apostolica di Oria nell’ottobre del 1954 e al termine del noviziato in Firenze emise la sua prima professione religiosa il 30 novembre del 1960. Era stato ordinato sacerdote in Grottaferrata, Roma, il 27 luglio 1969.

IN ASCOLTO DEL SILENZIO DI DIO.

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GIOBBE

Egli spesso rimane muto ai nostri giorni. Il silenzio di Dio nella nostra vita diventa inquietante per tutti noi.

Forse è una denuncia muta contro il nostro molto parlare e agitarci, ma fa tremare il cuore di crede in Lui.

Di fronte ad esso la nostra fede prova un disorientamento profondo, nel constatare come siano inutili e impotenti le nostre invocazioni.

Il profeta Giobbe ci insegna a dare linguaggio e significato ai nostri tanti interrogativi, a osare gridando a Dio la nostra amarezza tutti i giorni, a non smorzare i toni della protesta, quando ci sentiamo abbandonati, nella speranza segreta di costringere Dio a rompere il suo silenzio, a dare spiegazione di questa sua lontananza, e intervenire a smuovere le nostre paure e delusioni.

SACERDOTI OGGI. NEL SILENZIO DELLA PREGHIERA GESÙ CI FA VEDERE SE STIAMO LAVORANDO COME BUONI OPERAI, OPPURE FORSE SIAMO DIVENTATI UN PO’ DEGLI IMPIEGATI.

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PRETI

Non c’è niente di più bello per un uomo che essere chiamato dal Signore Gesù.

La sorpresa sempre nuova di essere stato chiamato, anzi, di essere chiamato dal Signore Gesù.

Quando noi preti stiamo davanti al tabernacolo, e ci fermiamo un momento lì, in silenzio, allora sentiamo lo sguardo di Gesù nuovamente su di noi, e questo sguardo ci rinnova, ci rianima…

... a volte non è facile rimanere davanti al Signore perché siamo presi da tante cose, da tante persone, ma a volte non è facile perché sentiamo un certo disagio, lo sguardo di Gesù ci inquieta un po’, ci mette anche in crisi.

Nel silenzio della preghiera Gesù ci fa vedere se stiamo lavorando come buoni operai, oppure forse siamo diventati un po’ degli impiegati; se siamo dei canali aperti, generosi attraverso cui scorre abbondante il suo amore, la sua grazia, o se invece mettiamo al centro noi stessi, e così al posto di essere canali diventiamo schermi che non aiutano l’incontro con il Signore, con la luce e la forza del Vangelo.

PAPA FRANCESCO. Incontro con i sacerdoti di Cassano all’Ionio. 21 giugno 2014

21 GIUGNO. SAN LUIGI GONZAGA. «LETTERA ALLA MADRE»

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SAN LUIGI GONZAGA

Illustrissima signora, guardati dall'offendere l'infinita bontà divina, piangendo come morto chi vive al cospetto di Dio e che con la sua intercessione può venire incontro alle tue necessità molto più che in questa vita.

La separazione non sarà lunga. Ci rivedremo in cielo e insieme uniti all'autore della nostra salvezza godremo gioie immortali, lodandolo con tutta la capacità dell'anima e cantando senza fine le sue grazie. Egli ci toglie quello che prima ci aveva dato solo per riporlo in un luogo più sicuro e inviolabile e per ornarci di quei beni che noi stessi sceglieremmo.

Ho detto queste cose solo per obbedire al mio ardente desiderio che tu, o illustrissima signora, e tutta la famiglia, consideriate la mia partenza come un evento gioioso. E tu continua ad assistermi con la tua materna benedizione, mentre sono in mare verso il porto di tutte le mie speranze. Ho preferito scriverti perché niente mi è rimasto con cui manifestarti in modo più chiaro l'amore ed il rispetto che, come figlio, devo alla mia madre. 

Io invoco su di te, mia signora, il dono dello Spirito Santo e consolazioni senza fine. Quando mi hanno portato la tua lettera, mi trovavo ancora in questa regione di morti. Ma facciamoci animo e puntiamo le nostre aspirazioni verso il cielo, dove loderemo Dio eterno nella terra dei viventi. Per parte mia avrei desiderato di trovarmici da tempo e, sinceramente, speravo di partire per esso già prima d'ora.

La carità consiste, come dice san Paolo, nel «rallegrarsi con quelli che sono nella gioia e nel piangere con quelli che sono nel pianto».

Perciò, madre illustrissima, devi gioire grandemente perché, per merito tuo, Dio mi indica la vera felicità e mi libera dal timore di perderlo. Ti confiderò, o illustrissima signora, che meditando la bontà divina, mare senza fondo e senza confini, la mia mente si smarrisce.

Non riesco a capacitarmi come il Signore guardi alla mia piccola e breve fatica e mi premi con il riposo eterno e dal cielo mi inviti a quella felicità che io fino ad ora ho cercato con negligenza e offra a me, che assai poche lacrime ho sparso per esso, quel tesoro che è il coronamento di grandi fatiche e pianto.

2 GIORNO DEL TRIDUO AL SACRO CUORE DI GESU’ ATTO DI CONSACRAZIONE AL CUORE DI GESU E AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

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GESUECUOREMARIA

Il tuo Cuore, o Gesù, è asilo di pace, il soave rifugio nelle prove della vita, il pegno sicuro della mia salvezza.

A Te mi consacro interamente, senza riserve, per sempre.

Prendi possesso, o Gesù, del mio cuore, della mia mente, del mio corpo, dell'anima mia, di tutto me stesso.

I miei sensi, le mie facoltà, i miei pensieri ed affetti sono tuoi.

Tutto ti dono e ti offro; tutto appartiene a Te.

Signore, voglio amarti sempre più, voglio vivere e morire di amore.

Fa o Gesù, che ogni mia azione, ogni mia parola, ogni palpito del mio cuore siano una protesta di amore; che l'ultimo respiro sia un atto di ardentissimo e purissimo amore per Te.

O Maria, Madre mia amabilissima,

io figlio tuo mi offro oggi a Te, e consacro per sempre al Tuo Cuore Immacolato tutto quanto mi resta di vita,

il mio corpo con tutte le sue miserie,

la mia anima con tutte le sue debolezze,

il mio cuore con tutti i suoi affetti e desideri,

tutte le preghiere, fatiche, amori, sofferenze e lotte,

in special modo la mia morte con tutto ciò che la accompagnerà, i miei estremi dolori e la mia ultima agonia. 

NON ESSERE MAI UN PESO PER CHI TI VUOLE BENE, MA UNA FELICE COMPAGNIA NEL CAMMINO DELLA SUA VITA.

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NON ESSERE MAI UN PESO

Cammina vicino a chi ti vuole bene, ma non stargli mai davanti perché non ti accorgeresti se per caso si fermasse per qualche difficoltà.

Non stargli mai dietro, perché nei momenti più felici non riusciresti a vedere la gioia sul suo volto e nei momenti più tristi non vedresti le sue lacrime.

Camminagli accanto ma in silenzio, in modo che la tua presenza non diventi un intralcio, ma ricordati che standogli accanto potrai vivere tutte le emozioni che vive e se si dovesse fermare potrai fermarti ad aiutarlo.

Non essere mai un peso per chi ti vuole bene, ma una felice compagnia nel cammino della sua vita. 

NEL CUORE DI OGNI UOMO C'È IL DESIDERIO DI UNA CASA.

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NEL CUORE DI OGNI UOMO

Tanto più in un cuore giovane c'è il grande anelito ad una casa propria, che sia solida, nella quale non soltanto si possa tornare con gioia, ma anche con gioia si possa accogliere ogni ospite che viene.

È la nostalgia di una casa nella quale il pane quotidiano sia l'amore, il perdono, la necessità di comprensione, nella quale la verità sia la sorgente da cui sgorga la pace del cuore.

È la nostalgia di una casa di cui si possa essere orgogliosi, di cui non ci si debba vergognare e della quale non si debba mai piangere il crollo. Questa nostalgia non è che il desiderio di una vita piena, felice, riuscita.

Non abbiate paura di questo desiderio! Non lo sfuggite! Non vi scoraggiate alla vista delle case crollate, dei desideri vanificati, delle nostalgie svanite. Dio Creatore, che infonde in un giovane cuore l'immenso desiderio della felicità, non lo abbandona poi nella faticosa costruzione di quella casa che si chiama vita.

PAPA BENEDETTO XVI. Incontro con i giovani, Cracovia, 27 maggio 2006

21 GIUGNO. MEMORIA DI SAN LUIGI GONZAGA, PROTETTORE DEGLI STUDENTI E PATRONO MONDIALE DELLA GIOVENTU’.

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SAN LUIGI

Signore Gesù, che hai rivelato a san Luigi il volto del Dio amore, e gli hai donato la forza di seguirti rinunciando a tutto ciò che al mondo appariva prestigio e ricchezza, di spendere la sua vita per i fratelli, nella letizia e nella semplicità di cuore, concedici, per sua intercessione, di accogliere il tuo disegno sulla nostra vita e di comunicare a tutti i fratelli la gioia del Vangelo, il sorriso della tua presenza d’amore.

Fa’ che la tua croce sia, come lo è stata per Luigi Gonzaga, la nostra consolazione, la nostra speranza, la soluzione dei problemi oscuri della vita, la luce di tutte le notti e di tutte le prove.


Cardinale Carlo Maria Martini

LA SOFFERENZA NEL PIANO DI DIO

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LA SOFFERENZA NEL PIANO DI DIO è uno di quei misteri nei quali l’uomo o la donna vengono chiamati a superare se stessi per diventare dono d’amore per gli altri.

I malati e i sofferenti ci aiutano ad apprezzare il valore della salute e della vita, ricordandoci l’impegno di custodirla.

Sono per noi spesso esempi di eroica pazienza, di fede e di speranza e ci ricordano quotidianamente quanto siano secondarie e inutili talvolta le nostre sicurezze umane e certe priorità nella nostra vita, quali il denaro, il successo, la bellezza fisica.

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