Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

BISOGNERÀ AVERE IL CORAGGIO DI ACCETTARCI COME SIAMO.

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BISOGNERA

Solo così saremo preziosi a noi stessi e agli altri.

Molti hanno paura di non essere capiti e accettati.

Una ragazza però che evita di incontrare gli amici perché teme di essere giudicata male, probabilmente pensa che la sua dignità dipenda soltanto dal suo modo di vestire.

FATIMA, 13 OTTOBRE 1917. IL GIORNO IN CUI IL SOLE DANZÒ IN CIELO

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fatima

Cent'anni fa la Madonna apparve per la sesta e ultima volta ai pastorelli.

A Cova da Iria (Conca di Iria), una località vicino alla città portoghese di Fatima, la Madonna si manifestò per la sesta e ultima volta a tre pastori bambini; Lucia dos Santos (10 anni) e due suoi cugini, i fratelli Francisco e Giacanta Marto (di 9 e 7 anni).

Le apparizioni erano cominciate il 13 maggio precedente.  Quel giorno erano accorse fin lì centinaia e centinaia di persone. Molte confermarono. Dissero che mentre pioveva e spesse nubi ricoprivano il cielo, d'un tratto la pioggia cessò e le nuvole si diradarono. Il sole, tornato visibile, ruotò diventando multicolore e ingrandendosi, come per precipitare sulla terra.

Sull’episodio scriveva il direttore del giornale O Seculo, il più diffuso e autorevole quotidiano liberale (e anticlericale) di Lisbona.

Un articolo pubblicato due giorni dopo i fatti, il 15 ottobre 1917 riportava: «​Dalla strada, dove i carri erano tutti raggruppati e dove stavano centinaia di persone che non avevano il coraggio sufficiente per attraversare il terreno reso fangoso dalla pioggia, vedemmo l'immensa folla girarsi verso il sole che apparve al suo zenit, chiaro tra le nuvole.

Sembrava un disco d'argento, ed era possibile guardarlo senza problemi. Non bruciava gli occhi, non li accecava. Come se vi fosse stata un'eclissi. Poi si udì un urlo fragoroso, e la gente più vicina cominciò a gridare – Miracolo, miracolo! Meraviglia, meraviglia! - Davanti agli occhi estasiati delle persone, il cui comportamento ci riportava ai tempi della Bibbia e le quali ora contemplavano il cielo limpido, sbalordite e a testa scoperta, il sole tremò, compì degli strani e bruschi movimenti, al di fuori di qualsiasi logica scientifica, – il sole - secondo la tipica espressione dei contadini».

RAGAZZI MA KE VI SUCCEDE?

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ragazzi ma ke

Con i vostri comportamenti fuori della norma cosa ci state gridando che forse noi non riusciamo a capire? Siamo osservatori e testimoni di fatti di cronaca nera ormai quotidiana e di atti di violenza particolarmente bestiali con soggetti giovani e spesso adolescenti che portano noi adulti ad interrogarci seriamente su cosa stia accadendo alle nuove generazioni.

Perché si comportano in questo modo? Andare a scuola ed accoltellare un insegnante, riprendere con il videofonino lo stupro di una coetanea, cospargersi di benzina dandosi poi fuoco per il gusto di vedersi su Youtube.

Rubano per divertimento, seviziano per noia, terrorizzano per ingannare il tempo e una società moderna come la nostra, altamente tecnologizzata e all'avanguardia, dove sempre più spesso si riscoprono anche i valori positivi della vita, non riesce a porre un freno alla violenza giovanile.

Si può dare una spiegazione a tutto ciò? La violenza, verbale, reale o simulata aumenta a dismisura e i soggetti più deboli e malleabili sono influenzati da modelli di vita sbagliati.

Nei soggetti poi particolarmente sensibili e suggestionabili, come gli adolescenti e i giovani, l'esposizione continua ad input di tipo volgare, violento, maleducato, produce inevitabilmente questi effetti.

11 OTTOBRE. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE BAMBINE E DELLE RAGAZZE.

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In questo giorno come ogni anno ricorre la International Day of the Girl Child, la Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze.

Una giornata speciale nata per sensibilizzare l'opinione pubblica e riconoscere i diritti di ragazze e bambine.

In occasione della Giornata, l’UNICEF vuole stimolare l’attenzione e l’azione internazionale verso le sfide che le ragazze affrontano prima, durante e in seguito alle crisi attraverso il tema di quest’anno, EmPOWER Girls: Prima, Durante e Dopo le Emergenze”. 

Le ragazze nel mondo rappresentano una risorsa di potere, energia e creatività – e i milioni di ragazze in emergenza non costituiscono un’eccezione. 

11 OTTOBRE 1962. APERTURA DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO II

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11 ottobre

Il Concilio Ecumenico Vaticano II fu aperto ufficialmente l’11 ottobre 1962 da papa Giovanni XXIII all'interno della basilica di San Pietro con cerimonia solenne.

In tale occasione il Papa pronunciò il celebre discorso Gaudet Mater Ecclesia, (Gioisce la Madre Chiesa) nel quale indicò quale fosse lo scopo principale del concilio.

“Occorre – egli disse - che la dottrina certa ed immutabile, alla quale si deve prestare un assenso fedele, sia approfondita ed esposta secondo quanto è richiesto dai nostri tempi. Altro è infatti il deposito della Fede, cioè le verità che sono contenute nella nostra veneranda dottrina, altro è il modo con il quale esse sono annunziate.”

11 OTTOBRE. SAN GIOVANNI XXIII. PAPA

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giovanni xxiii

«Figlioli... tornando a casa, troverete i bambini, date loro una carezza e dite: questa è la carezza del papa. Troverete, forse, qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Dite che il papa è con loro...». 

Era una tiepida serata d'autunno e Giovanni XXIII congedava così la gente accorsa in piazza San Pietro per celebrare l'avvio del concilio Vaticano II (1 ottobre 1962). Quelle parole, intrise di umanità e di poesia, commossero il mondo e furono il miglior preludio della grande assise ecumenica destinata a rinnovare profondamente la chiesa.

E’ stato il papa del dialogo, delle aperture, delle audaci novità che in pochi anni servirono ad avvicinare la chiesa al mondo moderno. Quando lo elessero, ormai prossimo agli ottant'anni, tutti pensarono che sarebbe stato un papa di transizione, per consentire alla chiesa di riordinare le idee di fronte alle sfide che la società le stava imperiosamente ponendo. Invece il suo pontificato fu sì di breve durata, ma come pochi altri significativo e incidente. 

Giovanni XXIII, Angelo Giuseppe Roncalli, era nato a Sotto il Monte, piccolo paese del bergamasco, il 25 novembre 1881. Alla povertà contenta e benedetta lo ha educato la sua patriarcale famiglia contadina che viveva nella cascina «La Colombera», alternando lavoro e preghiera, sotto la guida saggia dello zio Saverio.

Di indole buona e sensibile, sentì presto il desiderio di consacrare la propria vita a Dio per poter servire meglio gli altri nella carità. Nel seminario di Bergamo iniziò la lunga strada di preparazione al sacerdozio, che si concluse a Roma il 10 agosto 1904. 

Consacrato vescovo il 15 marzo 1925, cominciò il suo lungo viaggio che lo porterà in missione come visitatore apostolico in Bulgaria, poi delegato apostolico in Turchia e in Grecia e poi nunzio apostolico a Parigi, ultima tappa prima dell'approdo a Venezia. 

Eletto papa, il 28 ottobre 1958, a chi gli chiedeva con quale nome volesse essere chiamato, disse: Mi chiamerò Giovanni, un nome dolce e nello stesso tempo solenne.

Svolgerà il suo servizio che la provvidenza gli aveva assegnato con il suo stile accattivante di bontà, di umiltà, di comprensione che faranno di lui il «papa buono».

L’anziano papa è stato una primavera per la chiesa e, per il mondo intero, una porta aperta alla speranza.

Il 3 giugno 1963, alle ore 19.45, in Vaticano, si spegneva una grande luce sul mondo. Il suo nome era Giovanni. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 3 settembre 2000 ed è stato canonizzato il 27 aprile 2014 da Papa Francesco.

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