Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

PASSARE ORE INTERE ABBANDONATI SUL LETTO IN CAMERA PENSANDO A NIENTE, O SDRAIATI SUL DIVANO A GUARDARE STANCAMENTE LA TELEVISIONE PER POMERIGGI INTERI. PER AMMAZZARE IL TEMPO.

on .

passare ore intere

In ambiti e situazioni culturali ove tutto risulta provvisorio riesce difficile pensare e parlare di vita come crescita nel tempo e processo di maturazione umana. Intendere la storia come un cammino dell’umanità, tra esperienze culturali e tragiche che possono segnare e descrivere un periodo storico.

Quasi niente del nostro passato acquista rilevanza di memoria e quelli che potevano essere eventi si trasformano oggi in episodi, di valore e significato limitati a quel tanto di spazio riservato ad essi dai media.

Entrano nel nostro quotidiano persone di viaggio, amici, vicini di casa e di lavoro. Poi scompaiono senza lasciare traccia, né ricordo. Il ricordo e la memoria spesso rappresentano soltanto un circuito di condizionamenti psicologici dai quali ci si dovrà liberare per sentirsi autonomi e liberi. Liberi dal tempo.

Si riesce ad impostare invece la quotidianità sul provvisorio, sul piacevole, su ciò che può gratificare. Per gustare il tempo. E il tutto deve essere breve perché non diventi impegnativo, il che per molti adolescenti o giovani sarebbe come dire noioso o stucchevole.

Per non perdere tempo. Passare ore intere sdraiati sul letto in casa pensando a niente, o a guardare stancamente la televisione con il cellulare acceso per pomeriggi interi. Per ammazzare il tempo. Correre a casa dopo la scuola, poi la piscina, poi la lezione di piano, poi la festa di compleanno di Danilo, poi dovevo fare compiti, poi dovevo uscire con Chiara. Sentirsi schiavi del tempo.

ADAMO CALO. RIFLESSIONI Incontro Giovani. 2012

21 AGOSTO. SAN PIO X, PAPA

on .

SAN PIO X

Giuseppe Sarto nacque a Riese, presso Treviso, il 2 giugno 1835, da Giovanni Battista Sarto e da Margherita Sanson, poveri, ma ottimi coniugi, cari a tutti per il loro spirito di carità. Era il primogenito di dieci figli. Ricevette i primi insegnamenti religiosi in seno alla famiglia, dove la virtù era tradizionale.

All'età di 9 anni « Bepi » fa alla mamma una cara confidenza: Vuole essere prete! L'inaspettata rivelazione è accolta con un sussulto di gioia e una pena a stento dissimulata. Troppo onore per la famiglia Sarto! Ma, e i mezzi?... "Occorre confidare - pensò l'ottima madre - se Dio lo vuole sacerdote ci fornirà i mezzi necessari".

Nel novembre del 1850 entrò nel Seminario di Padova e il 18 settembre del 1858 fu ordinato sacerdote a Castelfranco Veneto e il giorno seguente celebrò la Prima Messa Solenne nella nativa Riese, dove era stato battezzato e aveva ricevuto la Prima Comunione.

Fu Cappellano a Tombolo, Parroco a Salzano e poi Canonico e Cancelliere della Curia di Treviso. Ma tanto fu lo zelo e la competenza dimostrata nell'esplicare le mansioni affidategli, che Leone XIII lo elesse il 24 nov. 1884 Vescovo di Mantova, quindi Vescovo di S. Apollinare di Roma e in seguito Cardinale e Patriarca di Venezia. Lo Spirito Santo lo voleva però Capo Supremo di tutta la Chiesa.

Morto Leone XIII, il 4 agosto 1903 il Cardinal Sarto veniva eletto Papa col nome di Pio X.

Sulla Cattedra di Pietro Pio X fece delle riforme che rimarranno indelebili nella storia del Pontificato, dalla riforma della Musica Sacra, al dogma dell'Immacolata, alla codificazione del diritto canonico ad encicliche sul catechismo, contro la Massoneria, alla riorganizzazione dell'Azione Cattolica. La riforma più importante fu quella di portare ai 7 anni l'età della Prima Comunione, che fino allora si faceva in età molto più avanzata. 

Pio X fu sensibile a molti altri gravi problemi sociali, politici ed economici del suo tempo, tra cui il socialismo, problema aperto dalla "Non expedit" di Pio IX; la separazione francese fra Stato e Chiesa, i problemi sindacali esistenti in alcuni stati europei; l'avvicinarsi della guerra mondiale, o com'egli diceva, «il guerrone». Gemeva, implorava la pace; ma la voragine s'aprì inesorabilmente. «Poveri figli miei, poveri figli miei sospirava nell'agonia... Offro la mia vita... Milioni di uomini che muoiono... Io avrei voluto evitare, ma non ho potuto».

Nelle prime ore del 20 agosto 1914 si sparse per il mondo la notizia: Sua Santità Pio X s'era spento serenamente in Cristo, in seguito a broncopolmonite.

Pio X fu un grande Santo, oltre che per le virtù proprie del suo sacerdozio, per aver fatto risplendere attorno a sé le virtù strettamente evangeliche della povertà e della carità. 

Il 29 maggio 1954, anno Mariano, a meno di quarant'anni dalla sua morte, Pio X fu solennemente elevato alla gloria degli altari da Pio XII. 

Il suo motto che egli attuò scrupolosamente in tutto il suo Pontificato fu «Instaurare omnia in Christo», cioè rinnovare ogni cosa in Cristo. 

RECITARE IL ROSARIO PER ME È UNA NOIA!

on .

ROSARIO RECITA

Mi sento proprio in colpa ad ammettere che odio il Rosario. – così una mail da Paola da Tivoli. -

Tutti dicono che il Rosario dovrebbe essere la preghiera per eccellenza, ma io proprio non la penso così, anzi la considero lunga, noiosa e ripetitiva…

Carissima Paola, la recita del Rosario è una meditazione sull’intera vita di Cristo. È per questo che è considerato una delle preghiere più significative. Viene descritto come una catena che collega la terra al cielo. Un’estremità è nelle nostre mani, l’altra in quelle di Maria.

Forse il modo migliore per sviluppare un apprezzamento per il rosario è imparare di più su questa devozione – da dove deriva, come si è evoluta nel corso dei secoli, il suo ruolo nella storia, i suoi significati collegati alla Scrittura e le virtù che vengono promosse attraverso di esso.

In genere recitare il Rosario richiede tra i 20 e i 30 minuti. Ci vuole una mente piuttosto disciplinata per trascorrere tanti minuti in preghiera contemplativa.

Qualsiasi cosa tu decida di fare, continua a pregare. Anche se la tua preghiera è imperfetta o distratta continua a pregare. 

20 AGOSTO. XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. CONDURRÒ GLI STRANIERI SUL MIO MONTE SANTO.

on .

GIUDIZIO UNIVERSALE

Contro i continui i rigurgiti di razzismo che avvelenano gli uomini, Gesù ci ricorda che la fratellanza si impone. Che l’amicizia e l’accoglienza dell’altro è il principio di ogni convivenza umana.

Invece di vedere nel nostro simile l’estraneo, il rivale, l’antipatico, l’avversario, il nemico, dobbiamo abituarci a vedere l’uomo, che vuol dire un essere pari a noi, degno di rispetto, di stima, di amore, di assistenza.

Dobbiamo convincerci che c’è una sola razza: l’umanità. Per questo bisogna che ci sentiamo e viviamo come fratelli; bisogna che sappiamo condividere, perdonarci e volerci bene; bisogna che collaboriamo sempre più fra noi per la costruzione di un mondo più umano, più giusto, più solidale.

L’identità cristiana non è mortificata dalla differenza, ma cresce nell’incontro, nello scambio, nel dialogo, nella intelligente relazione tra le persone.

GLI ANZIANI? UNA GENERAZIONE ACCANTONATA E SOLITARIA NEL TEMPO. TUTTI SPERANO DI VIVERE IL PIÙ A LUNGO POSSIBILE MANTENENDOSI GIOVANI.

on .

GLI ANZIANI UNA GENERAZIONE

Viviamo in una società e in una cultura in cui si parla giovane e tutti parlano dei giovani e si preoccupano di loro e del loro avvenire.

Gli altri sono i nonni, i vecchi cioè, coloro che non fanno notizia e per loro non si prevede alcun avvenire e forse neanche il loro presente fa più notizia. Una generazione accantonata e spesso dimenticata. 

Arte, moda, cinema, sport, invece sono pubblicità giovanile. Tutti gli argomenti più interessanti e forse problematici sono ancora e sempre i problemi dei giovani, scuola, lavoro, disoccupazione giovanile, alcol, droghe.

E sono ormai veramente pochi quelli che sanno e accettano e si preparano a dover invecchiare. 

ADAMO CALO’. in: Giovani si diventa con il passare del tempo, MONDO VOC on line, luglio 2013

LASCIATE CHE I PICCOLI VENGANO A ME

on .

LASCIATE CHE I BAMBINI

Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro infatti, appartiene il regno dei cieli».  

Mt 19,13-15

QUALE POTRÀ ESSERE IL MESSAGGIO DI S. ANNIBALE MARIA PER VOI INSEGNANTI ED EDUCATORI CHE VI FATE CARICO DI PREPARARE I RAGAZZI E I GIOVANI E INTRODURLI ALLA VITA?

on .

VOLTO DI GESU.png

Si racconta nella vita di Padre Annibale Maria che un giorno, camminando per le vie della città di Messina, incontra un ragazzo che veniva insultato dai suoi compagni di gioco. Lo vede sporco e intristito.

Lo porta a casa, lo fa lavare, lo fa mangiare, lo fa portare a letto per farlo riposare.

Mentre il ragazzo dorme, per un attimo vede nel volto del fanciullo il volto stesso di Cristo e si china per baciarlo.

Non sempre il mestiere e la professione sono sufficienti per portare a termine il compito educativo a voi affidato.

La vostra di insegnanti ed educatori cristiani è una missione, perché nel volto dei ragazzi e delle ragazze affidati a voi, voi vedete e servite il volto nascosto di Gesù.

Professione e vocazione non sempre vanno d’accordo.

Uno fa il suo mestiere, esercita la sua professione. Per vocazione invece uno è portato a occuparsi e preoccuparsi dell’altro, del suo prossimo, molto di più e al di là di quello che il nostro impiego ci chiede di dover fare. 

ADAMO CALO’. Riflessioni Incontro insegnanti, educatori e ragazzi. Padova. 1 giugno 2004

NON RENDETE AD ALCUNO MALE PER MALE

on .

NON RENDETE AD ALCUNO

NON RENDETE AD ALCUNO MALE PER MALE; cercate di fare il bene davanti a tutti gli uomini. Se è possibile e per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.

Se dunque il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere. Non essere vinto dal male, ma vinci il male con il bene.

(dalla Lettera ai Romani 12, 17-21)

19 AGOSTO. SAN GIOVANNI EUDES, SACERDOTE

on .

san giovanni eudes

Giovanni nacque il 14 novembre 1601 da pia e modesta famiglia a Ri, un villaggio vicino ad Argentan nella Normandia. Fin da giovinetto diede prova di grande virtù e di profonda pietà, dimostrando una particolar devozione alla SS. Eucarestia ed a Maria Vergine. 

Alunno dei Gesuiti nel collegio di Caen, compì brillantemente gli studi di Lettere e di Filosofia, ricevendone una solida formazione umana e spirituale.

II 25 marzo 1623, entrò a far parte della Congregazione dell'Oratorio: venne ordinato sacerdote il 20 dicembre 1625; e iniziò la sua attività pastorale dedicandosi alla cura degli appestati e alle missioni popolari. Ebbe fama di grande predicatore.

Fondò nel 1641 la Congregazione di Nostra Signora della Carità del Rifugio, un istituto religioso femminile destinato al recupero delle prostitute in cerca di redenzione: l'Ordine ottenne l'approvazione di papa Alessandro VII il 2 gennaio 1666.

Si fece promotore e diffusore della devozione ai Sacri cuori (in onore dei quali nel 1637 scrisse il libello "La vita e il regno di Gesù") e compose l'ufficio liturgico delle messe per le feste del Cuore Immacolato di Maria (celebrata per la prima volta nel 1648) e del Sacro Cuore di Gesù (1672).

Dopo vent'anni di oratorio, ispirato dal Signore, fondò, assieme a cinque suoi compagni, la «Congregazione dei Sacerdoti di Gesù e di Maria» per la formazione dei chierici. Scopo della sua Congregazione è la direzione dei Seminari, le missioni al popolo e gli esercizi al clero. Diede ancora vita ad altre sante istituzioni, quali l'Ordine di Nostra Signora della Carità, l'Istituto del Buon Pastore d'Angers, e la Società del Cuore ammirabile della Madre di Dio. 

Giovanni si impegnò particolarmente a promuovere il culto liturgico e la devozione ai Cuori Sacratissimi di Gesù e di Maria, celebrandone per il primo le feste ogni anno e lasciando alla sua Congregazione di celebrarle con grande solennità. Per questo ebbe dal Pontefice Leone XIII il bel titolo di autore del culto liturgico dei Cuori Sacratissimi di Gesù e di Maria. 

All'età di 79 anni, affranto dalle fatiche e dagli anni, ripetendo di continuo i nomi soavissimi di Gesù e di Maria, tante volte invocati in vita, spirò santamente a Caen il 19 agosto 1680. 

UA-90394871-1