Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

VOCAZIONE FA RIMA CON PROGETTO DI VITA.

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vocazione progetto

Accogliere questa vita in atteggiamento vocazionale vuol dire accettare di vivere in armonia con se stessi, riscoprendo la bellezza del nostro esistere, con sentimento di riconoscenza per tutto quello che Dio ci ha dato.

Il vero peccato, la miseria della nostra vita non si identifica con la povertà economica, non con le difficoltà e disagi che tutti in differente misura siamo costretti ad affrontare e talvolta riusciamo a risolvere, ma con la propria immaturità, con il non essere cresciuti secondo il piano di Dio, con il rifiutare il proprio destino divino, inseguendo invece ideali che sono fotografie senza senso.

Bisogna aiutare gli adolescenti e i giovani oggi a superare quella fase di apatia verso le tematiche religiose. Essi devono capire che le scelte nella vita non si possono identificare sempre con ciò che piace ora o che è facile da ottenere.

Crescere vuol dire prendere consapevolezza del senso che si vuole dare alla propria vita, attraverso l’agire quotidiano, con l’impegno nello studio, la scelta di determinati indirizzi scolastici o di apprendimento professionale.

Vocazione fa rima con progetto. Non si compie in un momento predeterminato, ma è il risultato e il frutto di un cammino educativo che ha le sue radici nell’adolescenza e quindi negli anni della giovinezza.

ADAMO CALO’. CONFERENZA. Roma 2009

21 NOMEMBRE. MEMORIA DELLA PRESENTAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

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presentazione

Maria aveva raggiunta l'età di tre anni, ed i suoi genitori, secondo la promessa fatta, la portarono al tempio onde consacrarla al Signore. Possiamo immaginare il loro dolore nel doversi separare da Colei che per tanto tempo avevano aspettato, per cui tanto avevano sospirato e pregato, e che formava l'unica consolazione e l'unico conforto della loro vecchiaia. Ma la fedeltà al voto doveva trionfare sull'amor naturale, ed essi si disposero al grande sacrificio. 

Maria invece, sebbene piccolina, appena seppe che doveva recarsi al tempio, ben volentieri acconsentì, per consacrarsi interamente al Signore e dimorare in mezzo alle vergini votate al ministero del tempio. Consolata da questo pensiero, Maria insisté presso i genitori, affinché venisse sollecitata la partenza verso il monte santo, su cui si ergeva superbo e magnifico il tempio di Gerusalemme. E l'ora giunse: Maria si avviò verso la grande città. 

Appena scorse da lontano il luogo della sua dimora innalzò i suoi occhi al cielo, ed adorò Colui che doveva incarnarsi nel suo seno. Il Sommo Sacerdote all'apparire di quella fanciulla rimase estasiato. Quel volto più divino che umano, quegli occhi limpidi e affascinanti, quelle labbra socchiuse ad un sorriso, davano alla fanciulla un'espressione angelica.

Il Sacerdote quasi non osava toccarla e solo alle preghiere dei genitori si decise a prendere la fanciulla e ad offrirla al Signore, Dio d'Israele. E così Maria, docile alla voce celeste, dimentica del popolo e della casa paterna, offrì al suo Divino Sposo il sacrificio più puro, più gradito e più perfetto che abbia mai ricevuto la Divina Maestà dopo il sacrificio della croce. 

Intanto la Vergine, ritirata fra quelle mura, dava esempi sublimi di umiltà e modestia: sempre sorridente e gentile con le sue compagne, non faceva mai nulla che le potesse disgustare. La sua anima, sempre assorta in Dio, si intratteneva in lunghe orazioni e veglie, e non sapeva distaccarsi dalla contemplazione del suo Diletto. 

Studiava molto le Sacre Scritture, imparò a tessere la seta e le altre stoffe per preparare gli abiti ai sacerdoti e gli, indumenti per il tempio. E così Maria, qual viola nascosta, trascorse circa undici anni nel ritiro. 

I CRISTIANI E LA PREGHIERA DEL PADRE NOSTRO

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PREGHIERA VIOLENZA

Diciamo di essere cristiani, diciamo di avere un padre, ma viviamo come, non dico come animali, ma come persone che non credono né in Dio né nell’uomo, senza fede, e viviamo anche facendo del male, viviamo non nell’amore ma nell’odio, nella competizione, nelle guerre.

È santificato nei cristiani che lottano fra loro per il potere? È santificato nella vita di quelli che assoldano un sicario per liberarsi di un nemico? È santificato nella vita di coloro che non si curano dei propri figli? No, lì non è santificato il nome di Dio”.

PAPA FRANCESCO. 

LA FEDE NON È QUALCOSA DA TIRARE FUORI DAL CASSETTO

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la fede non

LA FEDE NON È QUALCOSA DA TIRARE FUORI DAL CASSETTO insieme al vestito buono per andare a Messa, ma l'atteggiamento di fondo della nostra vita. Chiediamoci se la fede è un bel soprammobile nella nostra vita interiore o se, invece, è la dimensione principale che ispira ogni nostra scelta.

Siamo chiamati a lavorare sodo, a impegnarci per la diffusione del Regno di Dio, a mettere la missione al centro delle nostre scelte.

Le monete d'oro ricevute vanno investite per la crescita del Vangelo.

PREGARE COSA SIGNIFICA?

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PREGARE COSA

Fare esperienza di preghiera,
lasciando che lo Spirito 
parli al vostro cuore.

Pregare significa concedere
un pò del proprio tempo a Cristo.

Affidarsi a Lui,
rimanere in silenzioso ascolto
della sua Parola,
farla risuonare nel cuore.

SAN GIOVANNI PAOLO II, PAPA

QUANTO FA PIACERE RICEVERE UN "GRAZIE!"

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DIRE GRAZIE

La nostra felicità scaturisce dal bene che siamo riusciti a fare, non certo dalla gratitudine che gli altri ci dimostrano, ma certamente sentirsi dire "grazie" è una dolce carezza che a tutti fa piacere ricevere.

Eppure non è così scontato ricevere un sorriso se fai attraversare qualcuno o fai passare una macchina, se fai sedere una persona al tuo posto sull'autobus o in chiesa, se ti prodighi a scrivere lettere di conforto, se dedichi la tua vita al prossimo.

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