Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

PARROCCHIA S ANTONIO dei ROGAZIONISTI. CORSI DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO CRISTIANO

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                                 CORSI DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO CRISTIANO

      presso LA PARROCCHIA DI S. ANTONIO dei Padri ROGAZIONISTI in CIRCONVALLAZIONE APPIA, ROMA

Agli sposi cristiani, con il sacramento del matrimonio, il Signore dona la grazia che li sosterrà nel vivere il loro amore come segno dell’Amore di Cristo per la sua Chiesa.

PREPARARSI AL MATRIMONIO: si tratta di un programma di informazione e formazione, utile per prendere coscienza di che cosa significhi sposarsi da cristiani nella Chiesa. Ovviamente tale programma non esaurisce la preparazione al Matrimonio che si matura nella riflessione personale, nel dialogo di coppia, nei gruppi giovanili, nei colloqui con il parroco, nella partecipazione alla vita cristiana.

Lo stile del corso è quello del confronto in gruppo, valorizzando l’esperienza e le convinzioni dei singoli, la Parola di Dio e i documenti del Magistero. Il clima che si cerca di costruire insieme è quello dell’amicizia e della condivisione.

La preparazione consiste:

  • nell'affiancare i fidanzati per aiutarli a vivere il fidanzamento e la prossima celebrazione del matrimonio come momento di crescita umana e cristiana nella Chiesa;
  • nel favorire una conoscenza della realtà del matrimonio che intendono celebrare, perché lo possano celebrare non solo validamente e lecitamente, ma anche fruttuosamente, e perché siano disponibili a fare di questa celebrazione una tappa del cammino di fede;
  • nel portarli a percepire il desiderio e insieme la necessità di continuare a camminare nella fede e nella Chiesa anche dopo la celebrazione del matrimonio.

(dal Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia, n.52)

IL CORSO PRENDERA' AVVIO IL GIORNO 16 GENNAIO c.a. LUNEDI'

L'itinerario è strutturato in incontri serali, dalle 20.45 alle 22.15 circa, che si terranno presso la sede dell’Ufficio parrocchiale, nei giorni e con gli argomenti che verranno concordati con il Parroco Padre Paolo BERTAPELLE, che guiderà gli incontri e le riflessioni.

N.B. PRIMA DEL MATRIMONIO E' PREVISTA LA CELEBRAZIONE DEL SACRAMENTO DELLA CRESIMA per coloro che non l’avessero ancora ricevuta. Per consentire un’adeguata preparazione anche a questo sacramento è offerta una serie di incontri: un breve itinerario che aiuta a riscoprire le radici della fede e introduce nella vita della comunità cristiana.

L’EDUCATORE È LO SPECCHIO SU CUI SI MODELLANO I RAGAZZI

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L’EDUCATORE È LO SPECCHIO SU CUI SI MODELLANO I RAGAZZI.

Nel contesto educativo odierno, in una società che fa di ogni evento una immagine provvisoria, siamo in presenza di progetti di uomo e di criteri pedagogici provvisori e spesso contrastanti, legati più alla inventiva di singoli operatori che a principi condivisi, i modelli educativi proposti sono diversificati e a volte alternativi, creando tra i giovani e soprattutto nelle famiglie, un disorientamento nei comportamenti quotidiani e sfiducia nelle proposte che vengono dagli educatori che avvertono quanto sia divenuto oggi faticoso il compito di educare e orientare.

Il carisma dell’educatore non si inventa, né deriva dal proprio ruolo, genitore, insegnante, sacerdote. E’ uno stile di vita, testimonianza di maturità raggiunta. Per Santo Annibale M. di Francia l’educatore è lo specchio su cui si modellano i ragazzi. Dal suo comportamento dipende il comportamento degli allievi.

Egli terrà specchiata condotta morale, che deve trasparire nei gesti, nelle parole e nel modo di agire, parlare e pensare. Scriveva il Di Francia: L’educazione è attenzione e amorevolezza, è cosa di cuore, ma è anche competenza ed esemplarità. L’educazione dei fanciulli pochi la sanno possedere e bisognerebbe essere grande conoscitore del cuore umano, e santo, per essere perfetto educatore di un piccolo bambino.

 

8 GENNAIO. DOMENICA. OGGI CELEBRIAMO LA FESTA DEL BATTESIMO DEL SIGNORE, CHE CONCLUDE IL TEMPO DI NATALE

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OGGI CELEBRIAMO LA FESTA DEL BATTESIMO DEL SIGNORE, CHE CONCLUDE IL TEMPO DI NATALE.

Il Vangelo descrive ciò che avvenne sulla riva del Giordano. Nel momento in cui Giovanni Battista conferisce il battesimo a Gesù, il cielo si apre. «Subito – dice san Marco – uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli» (1,10).

Torna alla mente la drammatica supplica del profeta Isaia: «Se tu squarciassi i cieli e scendessi!» (Is 63,19). Questa invocazione è stata esaudita nell’evento del Battesimo di Gesù. È così finito il tempo dei “cieli chiusi”, che stanno ad indicare la separazione tra Dio e l’uomo, conseguenza del peccato.

Il peccato ci allontana da Dio e interrompe il legame tra la terra e il cielo, determinando così la nostra miseria e il fallimento della nostra vita. I cieli aperti indicano che Dio ha donato la sua grazia perché la terra dia il suo frutto (cfr Sal 85,13).

Così la terra è diventata la dimora di Dio fra gli uomini e ciascuno di noi ha la possibilità di incontrare il Figlio di Dio, sperimentandone tutto l’amore e l’infinita misericordia.

Lo possiamo incontrare realmente presente nei Sacramenti, specialmente nell’Eucaristia. Lo possiamo riconoscere nel volto dei nostri fratelli, in particolare nei poveri, nei malati, nei carcerati, nei profughi: essi sono carne viva del Cristo sofferente e immagine visibile del Dio invisibile.

PAPA FRANCESCO

 

DOMENICA 8 GENNAIO. ESTRAZIONE POLIZZINE IN PARROCCHIA SECONDO LA TRADIZIONE DI S ANNIBALE MARIA

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DOMENICA 8 GENNAIO. ESTRAZIONE DELLE POLIZZINE IN PARROCCHIA SECONDO LA TRADIZIONE DI S ANNIBALE MARIA.

La consegna delle “polizzine” di Gesù Bambino, secondo la tradizione di S Annibale Maria di Francia, tramandata negli anni dai suoi religiosi Rogazionisti, segna la conclusione delle feste natalizie. Una devozione che si ripete all’inizio di ogni anno, nelle case dei Rogazionisti e nelle comunità parrocchiali loro affidate.

COSA E’ LA POLIZZINA?! La “Polizzina” è un’immaginetta raccolta dalle mani del Bambino Gesù, e può essere una sfida per un rinnovato impegno nel cammino spirituale all’inizio di questo nuovo anno.

Il nome “Polizzina” può apparire strano ma la spiegazione è semplice. Come una “POLIZZA ASSICURATIVA” stringe una relazione di soccorso tra la compagnia e l’assicurato, così la “Polizzina” costituisce un patto, un’intesa spirituale tra la persona e Dio: essa esprime l’impegno pratico per una vita più virtuosa che ci “assicuri” di essere protetti da Lui.

ECCO IN COSA CONSISTE LA POLIZZINA”: è un ingegnoso contratto spirituale, preso liberamente, per aiutarti ad esercitare durante tutto l’anno una VIRTU’ cristiana, che tu studierai e cercherai di mettere in pratica…

Con la virtù ti viene data anche una MASSIMA, CIOE' UNA FRASE SPIRITUALE che sintetizza il senso della virtù specificata. È bene impararla a memoria e ripeterla spesso a se stessi.

Viene stipulata anche un’INTENZIONE SPECIFICA DI PREGHIERA. Essa è logicamente legata alla virtù in maniera che tu possa pregare nello spirito della virtù che ti proponi di esercitare.

IMPEGNO DI CARITA’ , perché “la fede senza le opere è morta” (Gc 2,17). Per assisterti nel tuo cammino di impegno spirituale, ti vengono affidati dei Protettori speciali: UN ANGELO E UN SANTO.

È bene che durante l’anno tu cerchi di conoscerli meglio, leggendo quello che puoi su di essi ed invocandone l’aiuto.

Infine, per dare più “mordente” al tuo impegno, ti viene chiesto di fare un piccolo sacrificio, di RINUNCIARE AD UN TIPO DI FRUTTA e di DOLCE per la durata dell’intero anno.

La “Polizzina” è uno strumento provato dai Santi per dare vigore alla tua vita spirituale. Ti accorgerai della sua efficacia nella misura in cui sarai capace di restarle fedele.

NELLA NOSTRA PARROCCHIA LE POLIZZINE VERRANNO DISTRIBUITE AI FEDELI INTERESSATI IL GIORNO 8 GENNAIO DOMENICA, AL TERMINE DELLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA DELLE ORE 11;30 E DELLE ORE 18;30

COLUI CHE HA VOLUTO NASCERE PER NOI, NON HA VOLUTO ESSERE IGNORATO DA NOI

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COLUI CHE HA VOLUTO NASCERE PER NOI, NON HA VOLUTO ESSERE IGNORATO DA NOI.


Colui che ha voluto nascere per noi, non ha voluto rimanere a noi nascosto. I magi, che lo ricercavano splendente fra le stelle, lo trovano che vagisce nella culla.

Oggi i magi vedono chiaramente, avvolto in panni, colui che tanto lungamente si accontentarono di contemplare in modo oscuro negli astri. Oggi i magi considerano con grande stupore ciò che vedono nel presepio: il cielo calato sulla terra, la terra elevata fino al cielo, l'uomo in Dio, Dio nell'uomo, e colui che il mondo intero non può contenere, racchiuso in un minuscolo corpo.

Vedendo, credono e non discutono e lo proclamano per quello che è con i loro doni simbolici. Con l'incenso lo riconoscono Dio, con l'oro lo accettano quale re, con la mirra esprimono la fede in colui che sarebbe dovuto morire.

Da questo il pagano, che era ultimo, è diventato primo, perché allora la fede dei gentili fu come inaugurata da quella dei magi.

(Dai «Discorsi» di san Pietro Crisòlogo, vescovo. Disc. 160)

AL VEDERE LA STELLA PROVARONO UNA GIOIA GRANDISSIMA

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AL VEDERE LA STELLA PROVARONO UNA GIOIA GRANDISSIMA

 Quel Bambino, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è venuto non soltanto per il popolo d’Israele, rappresentato dai pastori di Betlemme, ma anche per l’intera umanità, rappresentata oggi dai Magi, provenienti dall’Oriente.

I Magi ci indicano la strada sulla quale camminare nella nostra vita. Andavano alla ricerca di Dio. Visto il segno della stella, lo hanno interpretato e si sono messi in cammino, hanno fatto un lungo viaggio.

È lo Spirito Santo che li ha chiamati e li ha spinti a mettersi in cammino; e in questo cammino avverrà anche il loro personale incontro con il vero Dio.

Guidati dallo Spirito, arrivano a riconoscere che i criteri di Dio sono molto diversi da quelli degli uomini, che Dio non si manifesta nella potenza di questo mondo, ma si rivolge a noi nell’umiltà del suo amore. I Magi sono così modelli di conversione alla vera fede perché hanno creduto più nella bontà di Dio che non nell’apparente splendore del potere.

Chiediamo al Signore che ci conceda di vivere lo stesso cammino di conversione vissuto dai Magi. Che ci difenda e ci liberi dalle tentazioni che nascondono la stella. Che troviamo il coraggio di liberarci dalle nostre illusioni, dalle nostre presunzioni, dalle nostre “luci”, e che cerchiamo questo coraggio nell’umiltà della fede e possiamo incontrare la Luce, come hanno fatto i santi Magi.

Papa FRANCESCO. OMELIA 6 GENNAIO 2015

6 GENNAIO. EPIFANIA DEL SIGNORE. ABBIAMO VISTO UNA STELLA!

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6 GENNAIO. EPIFANIA DEL SIGNORE. ABBIAMO VISTO UNA STELLA!

Abbiamo tutti bisogno di una stella per orientarci nel nostro cammino, spesso buio e contrassegnato da irte salite e spinosi sentieri, nei quali è facile perdersi o scivolare e cadere. Per questo è necessario alzare gli occhi al cielo, scrutare l'orizzonte per cercare punti di riferimento sicuri, luminosi e belli.

Riuscite ad immaginare un cielo senza stelle? Una notte buia, un cammino senza meta, foglie secche spinte dal vento. Così è spesso il nostro mondo. Ma ecco che nel cielo, il Signore rimette le sue stelle, ricolloca segni di speranza... Abbiamo visto sorgere la sua stella. È la stella che guida i Magi fuori dal loro paese alla ricerca del Re che è nato, è la sua luce che accende di passione le loro attese e muove i loro cuori, prima ancora dei loro piedi, verso Colui che, solo, è approdo sicuro e riparo nella tempesta…

La stella è il segno della chiamata di Dio: per noi che abbiamo nostalgia di Dio è la stella della fede che ci indica la via da percorrere per cercare Colui che ci cerca e incontrarlo.
La vita è proprio questo: un'avventura dietro ad una stella che possiamo vedere spuntare, sorgere e brillare per la prima volta ma che non ci accompagna visibilmente per tutto il cammino... ad un tratto sembra quasi tramontare e scomparire nel buio. È a questo punto che sopraggiunge la tentazione di tornare indietro, aprendoci allo scoraggiamento e alla tristezza!

A volte si fa fatica ad andare avanti. I Magi hanno visto brillare la stella per la prima volta... hanno avuto così il loro indizio, la loro traccia; ma la cosa più straordinaria è che hanno continuato a camminare per cercare il tesoro della loro vita, senza sapere più se era soltanto un sogno a far loro da guida. Essi non hanno ceduto alla tentazione... hanno continuato a camminare.

Andiamo avanti, allora, senza indugi... anche nella notte, nella tempesta, nel deserto... Non abbandoniamoci alla paura, perché la stella che abbiamo visto sorgere, comparirà presto di nuovo e sarà per sempre! Non arrendiamoci... lasciamo che sia il primo bagliore della sua luce a condurci, a guidare i nostri passi!

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