Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

PAROLE COME CARISMA, VOCAZIONE, MISSIONE,

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PAROLE COME CARISMA, VOCAZIONE, MISSIONE, PROFETISMO, COMUNIONE, DIALOGO, CHIESA LOCALE, NUOVA EVANGELIZZAZIONE, SONO ORMAI PARTE DEL NOSTRO DIALETTO CLERICALE. Ora sentiamo l’urgenza di esercitare il ministero sacerdotale in concrete esperienze di novità apostolica, individuali o comunitarie, con momenti di ricerca e di riflessione, che diventino al nostro interno, richiamo e presa di coscienza per un rinnovamento apostolico comunitario.

QUANDO PARLIAMO DI EDUCAZIONE PARLIAMO ANCHE DI VOCAZIONE.

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QUANDO PARLIAMO DI EDUCAZIONE PARLIAMO ANCHE DI VOCAZIONE. Quella singolare che riguarda ciascuno di noi, educatori ed educandi. Vocazione è la premessa di ogni progetto educativo ed è al tempo stesso il traguardo dell’educazione. Ciascuno di noi sente il bisogno di certezze e di significati autentici che possano giustificare la propria esistenza e che possano dare un senso alla vita stessa. Tutta la nostra vita, le fasi del suo sviluppo, i compiti, la missione, sono il risultato di una nostra chiamata e della nostra coerente risposta. Nel progetto educativo dobbiamo avere il senso di questa grandezza della nostra vocazione, di questa chiamata che viene da Dio e che ci accomuna e unisce tutti.

IN UNA CIVILTÀ PARADOSSALMENTE FERITA DALL’ANONIMATO

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IN UNA CIVILTÀ PARADOSSALMENTE FERITA DALL’ANONIMATO e, al tempo stesso, ossessionata per i dettagli della vita degli altri, spudoratamente malata di curiosità morbosa, la Chiesa ha bisogno di uno sguardo di vicinanza per contemplare, commuoversi e fermarsi davanti all’altro tutte le volte che sia necessario. Dobbiamo dare al nostro cammino il ritmo salutare della prossimità, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana.

Papa Francesco. Evangelii Gaudium, no. 169

ORA SE I CIECHI NON VEDONO, NON VUOL DIRE CHE LA LUCE DEL SOLE NON BRILLA PIÙ.

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ORA SE I CIECHI NON VEDONO, NON VUOL DIRE CHE LA LUCE DEL SOLE NON BRILLA PIÙ.

Se tu dici: «Mostrami il tuo Dio», anch'io potrei risponderti: «Tu mostrami il tuo uomo e io ti mostrerò il mio Dio». Dimostrami dunque che cosa vedono gli occhi della tua anima e odono le orecchie del tuo cuore. Come infatti quelli che vedono con gli occhi del corpo osservano quanto avviene nella vita e sulla terra, e percepiscono le differenze tra la luce e le tenebre, tra il bianco e il nero, tra il brutto e il bello, … così la stessa cosa si potrebbe dire riguardo alle orecchie e agli occhi dell'anima: è loro possibile vedere Dio. Dio è percepito da coloro che possono vederlo perché hanno aperto gli occhi della loro anima. Gli occhi li hanno tutti, ma alcuni li hanno velati e non possono vedere la luce del sole. Ora se i ciechi non vedono, non vuol dire che la luce del sole non brilla più.

Teofilo d'Antiochia, Tre libri ad Autolico, 1, 1

UNA VOLTA PER I GENITORI ERA PIUTTOSTO FACILE EDUCARE I PROPRI FIGLI ALLA FEDE IN DIO

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UNA VOLTA PER I GENITORI ERA PIUTTOSTO FACILE EDUCARE I PROPRI FIGLI ALLA FEDE IN DIO. Bastava dire loro con una certa autorità: Fai la preghiera! Vai a messa! Vai a confessarti! Ma forse quello non era il modo migliore di educare alla fede. Era forse un abituare i propri ragazzi a delle abitudini e usanze del tempo. Tanto è vero che molti di quei ragazzi non pregano quasi mai; non vanno più a messa; non si ricordano neanche più come ci si confessa. La fede non può essere imposta, né travasata. La fede è un rapporto personale con Dio. E i rapporti personali sono unici e non possono essere imposti da nessuno. La fede va preparata, aiutata a crescere. I genitori devono imparare a parlare di Dio ai figli con tutta sincerità, di ciò in cui loro stessi credono. E poi serve anche il loro buon esempio e la coerenza di vita.

19 dicembre. NOVENA DI NATALE. E TU SEMPRE RITORNI

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TORNA IL GIORNO DOPO LA NOTTE,

perché il giorno e la notte sono tuoi, o Signore.

Tornano le stagioni,

perché le stagioni sono tue, o Sgnore.

Tornano gli uccelli, sotto ogni tempo,

perché sono creature tue, o Signore.

Torni Tu, ogni anno, quando è Natale,

perché ti sei legato al nostro destino

con vincolo di carità invincibile,

fino a diventare uno di noi,

fino a prendere il posto di ognuno di noi.

Come è bello il, Natale che ci aiuta a rivivere

anche il nostro dramma interiore,

fatto di attese e di venute,

di smarrimenti e di ritrovamenti!

Rinnova i nostri sospiri

e rinverdisce le nostre speranze.

Se no, ci abitueremo alla tua presenza,

fino a non avvertirla più e a confonderla

con qualcuno che ci pesa sul cuore.

Invece ti perdo e ti ritrovo,

mi allontanto e ti invoco,

ti aspetto e Tu vieni, o Signore.

Il Natale è un dramma che vive e che cresce:

è sempre il mio perderti e il tuo ritrovarmi.

 

DON PRIMO MAZZOLARI. NATALE: QUESTA DIVINA OSTINAZIONE

NESSUN UOMO IN VERITÀ HA MAI VISTO DIO

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NESSUN UOMO IN VERITÀ HA MAI VISTO DIO NÉ LO HA FATTO CONOSCERE, MA EGLI STESSO SI È RIVELATO. E si è rivelato nella fede, alla quale soltanto è concesso di vedere Dio. Infatti Dio, Signore e Creatore dell'universo, colui che ha dato origine ad ogni cosa e tutto ha disposto secondo un ordine, non solo ama gli uomini, ma è anche longanime. Ed egli fu sempre così, lo è ancora e lo sarà: amorevole, buono, tollerante, fedele; lui solo è davvero buono. E avendo egli concepito nel cuore un disegno grande e ineffabile, lo comunica al solo suo Figlio. 
Dalla «Lettera a Diognèto», cap. 8

18 DICEMBRE. NOVENA DI NATALE. CON TE VIENE LA GIOIA.

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TU VIENI O SIGNORE,

e con te viene la gioia.

Se ti voglio, mi sei vicino;

anche se non ti voglio mi sei vicino.

Mi parli anche se non ti parlo,

se non Ti amo, Tu mi ami ancora di più.

Se mi perdo, vieni a cercarmi,

se non so camminare, mi porti.

Se io piango,

sono beato per Te che mi consoli,

se sono povero,

ho assicurato il Regno dei Cieli,

se ho fame e sete di giustizia,

sono saziato;

se perseguitato per causa di giustizia,

posso rallegrarmi ed esultare.

Così entra nel mondo la gioia,

attraverso di Te,

Bambino che non hai niente.

 

DON PRIMO MAZZOLARI. NATALE: QUESTA DIVINA OSTINAZIONE

17 DICEMBRE. NOVENA DI NATALE. SEI VENUTO PER TUTTI

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O Salvatore,

sei venuto per coloro che credono

e per coloro che dicono di non credere in Te;

gli uni e gli altri,

a volte questi più di quelli,

lavorano, soffrono, sperano,

perché il mondo vada un po’ meglio.

  

Tu sei l’oggetto di un comune desiderio, o Signore;

o Cristo,

sei nato “fuori della casa”

e sei morto “fuori della città”

per essere ancora in modo più visibile

il crocevia e il punto d’incontro.

Nessuno è fuori della salvezza, o Signore,

perché nessuno è fuori del tuo amore,

che non si sgomenta né si raccorcia

per le nostre opposizioni o i nostri rifiuti.

 

Tu, o Cristo,

non hai bisogno di passare ai barbari,

perché sei di qua e di là,

sei il Salvatore degli Orientali e degli Occidentali,

sei con tutti,

non per dare ragione a tutti,

ma per amare tutti.

(DON PRIMO MAZZOLARI. NATALE: QUESTA DIVINA OSTINAZIONE)

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