Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

ANCHE SPOSARSI IN CHIESA HA I SUOI COSTI. MA NON CONFONDIAMO IL SACRO CON IL PROFANO.

on .

SPOSI

ANCHE SPOSARSI IN CHIESA HA I SUOI COSTI. MA NON CONFONDIAMO IL SACRO CON IL PROFANO.

Mi scrive Livio da Roma. La scorsa estate, dopo un lungo periodo di fidanzamento, la mia ragazza ed io abbiamo deciso di sposarci. Il tutto con il pieno accordo dei nostri genitori. Io personalmente non sono un praticante, ma per l’amore che mi lega alla mia ragazza e anche per l’insistenza dei nostri genitori, abbiamo deciso di sposarci in chiesa.

Per non complicare le cose abbiamo pensato di sposarci nella chiesa parrocchiale della mia ragazza, tenendo conto che lei frequenta con regolarità la messa ed è quindi conosciuta dal prete del luogo.

Da ragazzo i miei mi avevano fatto fare la prima comunione e la cresima, quindi pensavo che non ci sarebbero stati problemi. Fino a quando non abbiamo incontrato il prete.

Prima i corsi prematrimoniali, poi domande e informazioni sulla nostra vita privata, il dovere di confessarci, e infine le tariffe e le tasse. Non pensavo proprio a tante difficoltà. Soprattutto la richiesta di pagare per i corsi e riscuotere la tariffa per la celebrazione in chiesa mi sono sembrate delle assurdità.

Caro Livio, potranno sembrare assurdità per coloro che pensano che i riti religiosi non debbano essere legati a fatturazioni, anche se poi i prezzi richiesti non sembra siano eccessivi. Per altri invece sembra più che logico contribuire alle spese che una qualsiasi parrocchia deve affrontare.

Ci sono giovani coppie, ma dal tono della sua lettera lei non mi sembra sia tra queste, che per sposarsi non badano a spese.

Abiti costosi, macchina lussuosa, fotografo rinomato, il pranzo al ristorante con decine di invitati, viaggio di nozze o crociera e quant’altro serve per rendere la giornata memorabile. Hanno forse delle buone ragioni.

Ma poi questi stessi si perdono nel fare i calcoli se il loro prete chiede un contributo per pagare i corsi prematrimoniali, le spese di ufficio, l’organista per la celebrazione, le spese per l'ordinaria manutenzione di una chiesa. E non ultimo, ma questo molti cristiani lo sottovalutano, quello di venire incontro a persone che sono nel bisogno.

Certo molto dipende da come le cose sono presentate sia dal sacerdote o dall’addetto all’ufficio parrocchiale. Bisogna sempre evitare di dare l’impressione che si stia vendendo o comprando qualcosa. I corsi prematrimoniali in quanto preparazione prossima al matrimonio dovrebbero servire anche a dare spiegazioni in tal senso. Altro invece è quanto si riferisce alla richiesta della confessione, o su alcune domande fatte dal prete sulla tua vita cristiana.

Penso sia un fatto di coerenza. Per il sacerdote informare e per gli sposi capire il significato e l’importanza di celebrare il matrimonio in chiesa, oggi, e le responsabilità che ciascuno si assume con tale celebrazione.

Non confondiamo quindi il sacro con il profano.

LA CORRUZIONE È IL PECCATO CHE INVECE DI ESSERE RICONOSCIUTO COME TALE E DI RENDERCI UMILI, VIENE ELEVATO A SISTEMA

on .

LUPO

 

«LA CORRUZIONE È IL PECCATO CHE INVECE DI ESSERE RICONOSCIUTO COME TALE E DI RENDERCI UMILI, VIENE ELEVATO A SISTEMA, diventa un abito mentale, un modo di vivere.

Non ci sentiamo più bisognosi di perdono e di misericordia, ma giustifichiamo noi stessi e i nostri comportamenti.

Il peccatore pentito, che poi cade e ricade nel peccato a motivo della sua debolezza, trova nuovamente perdono, se si riconosce bisognoso di misericordia.

Il corrotto, invece, è colui che pecca e non si pente, colui che pecca e finge di essere cristiano, e con la sua doppia vita dà scandalo. Il corrotto non conosce l’umiltà, non si ritiene bisognoso di aiuto, conduce una doppia vita. Il corrotto si stanca di chiedere perdono e finisce per credere di non doverlo più chiedere.

Non ci si trasforma di colpo in corrotti, c’è un declino lungo, nel quale si scivola e che non si identifica semplicemente con una serie di peccati».

Papa FRANCESCO. Il nome di Dio è Misericordia. Piemme 2016.

FINCHÉ SEI VIVO, SENTITI VIVO

on .

VIVI

 

FINCHÉ SEI VIVO, SENTITI VIVO.

Non aspettare di finire l’università,
di innamorarti, di trovare lavoro,
di sposarti, di avere figli, di vederli sistemati,
di perdere quei dieci chili,
che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno.

Non c’è momento migliore di questo per essere felice.

La felicità è un percorso, non una destinazione.

Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
ama come se non ti avessero mai ferito e balla,
come se non ti vedesse nessuno.

Ricordati che la pelle avvizzisce,
i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
Ma l’importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela.

Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza.

Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida.
Finché sei vivo, sentiti vivo.
Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.

MADRE TERESA DI CALCUTTA

19 MAGGIO. RITIRO E CONFESSIONI DEI RAGAZZI CHE RICEVERANNO LA LORO PRIMA COMUNIONE.

on .

 

 

2a

 

1a 

3a

GIORNATA DI PREGHIERA PER I RAGAZZI CHE DOMENICA PROSSIMA RICEVERANNO LA LORO PRIMA COMUNIONE

Nei locali della Parrocchia, il Parroco Padre Paolo, coadiuvato da Suor Fe delle Figlie del Divino Zelo e da due mamme dei ragazzi ha giudato il ritiro spirituale quale momento di preparazione alla giornata di domenica 21 maggio quando questi sette ragazzi riceveranno per la prima volta Gesù Sacramentato.

E' stata una giornata intensa, ricca di momenti di riflessione, laboratori, momenti di gioco e di svago.

Nel pomeriggio, al termine delle confessioni individuali, la giornata si conclude con una celebrazione eucaristica nella cappella parrocchiale, alla quale hanno partecipato i ragazzi e alcuni genitori. 

FAR BENE OGNI COSA.

on .

studio

 

FAR BENE OGNI COSA.

Sono interessanti nel vangelo le espressioni con le quali le folle commentavano i miracoli di Gesù.

Fa bene ogni cosa, fa udire i sordi, fa parlare i muti.

Noi sicuramente non possiamo far udire i sordi e far parlare i muti, ma possiamo impegnarci a fare bene le cose che facciamo, utilizzando la nostra intelligenza, la volontà e soprattutto il cuore nel far bene ogni cosa, i nostri doveri prima di tutto.

20 MAGGIO. MARIA LA VIA PER IL CIELO. ESISTE UNA SCORCIATOIA PER IL PARADISO? SÌ È LA MADONNA!

on .

20 MAGGIO MARIA

 

MARIA LA VIA PER IL CIELO.

ESISTE UNA SCORCIATOIA PER IL PARADISO? SÌ È LA MADONNA!

Essa è il mare attraverso cui si raggiungono i lidi degli splendori eterni. Vorrei avere una voce così forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna.

Amate la Madonna e fatela amare.

Recitate sempre il Rosario.

Questa preghiera è la nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità. Maria è tutta la ragione della mia speranza.

SAN PADRE PIO DA PIETRALCINA

19 MAGGIO. MARIA MADRE DELLA CHIESA.

on .

19 maggio maria

 

Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria,
raccogliamo nelle nostre mani quanto un popolo è capace di offrirti;
l'innocenza dei bambini, la generosità e l'entusiasmo dei giovani,
la sofferenza dei malati,
gli affetti più veri coltivati nelle famiglie,
la fatica dei lavoratori, le angustie dei disoccupati,
la solitudine degli anziani,
l'angoscia di chi ricerca il senso vero dell'esistenza,
il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato,
i propositi e le speranze di chi scopre l'amore del Padre,
la fedeltà e la dedizione di chi spende le proprie energie nell'apostolato
e nelle opere di misericordia.

SAN GIOVANNI PAOLO II, Papa

HAI MAI PENSATO DI DIVENTARE SACERDOTE O FAR PARTE DI UNA COMUNITA’ RELIGIOSA?! ECCO ALCUNI SEGNALI DI UNA VOCAZIONE ALLA VITA RELIGIOSA

on .

aspiranti

 

Gesù ha chiamato come apostoli quelli che ha scelto, dopo aver trascorso la notte in preghiera.

La Chiesa ha visto in questo la chiamata al sacerdozio e anche alle altre forme di vita religiosa. È Gesù che chiama il giovane alla vita sacerdotale, il che non è facile. La vita religiosa esige molte rinunce per essere “tutto di Dio”, per essere al servizio del Suo Regno per l’edificazione della Chiesa e la salvezza delle anime.

La parola “vocazione” deriva dal latino vocare, che significa chiamare. Dio mette nel cuore del giovane il desiderio di servirlo in modo radicale, indiviso, a tempo pieno.

Per discernere questa chiamata divina, il giovane ha senz’altro bisogno di un buon orientatore spirituale, un sacerdote o un laico esperto che lo aiuti. Penso che alcuni segni indicatori della vocazione di un giovane al sacerdozio o alla vita religiosa siano questi:

1 – Voler offrire totalmente la vita a Dio senza tenere nulla per sé; essere come Gesù, totalmente disponibile al Regno di Dio. Essere un altro Cristo – alter Christus. Abbracciare il celibato volentieri, offrendo a Dio la rinuncia ad avere una moglie, dei figli, dei nipoti, una volontà propria, ecc. Si tratta di un matrimonio con Gesù. Egli ha detto che chi lascia tutto per causa Sua e del Suo Regno riceverà cento volte tanto in questa vita e nella vita eterna che le seguirà.

Gesù ha detto che le volpi hanno le loro tane, ma che Egli non aveva nemmeno dove posare la testa. Questo è il segno di una vita spogliata di tutto. Niente era Suo, né la grotta in cui è cresciuto né l’asinello che lo ha portato a Gerusalemme. Non erano suoi neanche la barca dalla quale predicava e su cui viaggiava o il mantello che i soldati hanno tirato a sorte. Neanche la casa in cui viveva a Cafarnao apparteneva al Signore. Tutto Gli era stato dato in prestito. Cristo era spogliato di tutto; a Lui apparteneva solo la croce.

Don Bosco ha detto che per una famiglia non ci può essere grazia più grande che avere un figlio sacerdote. È vero. Il sacerdote fa quello che gli angeli non possono fare: perdonare i peccati, realizzare il miracolo dell’Eucaristia, rendere presente il Calvario in ogni Messa per la salvezza del mondo.

2 – La vocazio ne religiosa richiede che il candidato abbia il desiderio di lavorare come Gesù per la salvezza delle anime,  senza pensare a un progetto per la sua vita. Richiede di mettersi totalmente nelle mani di Dio, il desiderio di vivere immerso nel Signore. Il candidato deve amare la preghiera, deve voler stare con Dio, meditare la Sua Parola e partecipare alla liturgia, perché senza di questo una vocazione sacerdotale non ha basi.

Il demonio ha molte ragioni per tentare un sacerdote o un religioso, perché questo gli sottrae le anime. Il religioso consacrato deve allora condurre una vita di estrema vigilanza, molta preghiera e mortificazione, come ha detto Gesù.

3 – Amare la Chiesa con tutto il cuore, averla come Madre e Maestra, essere sottomesso agli insegnamenti del suo Magistero. Essere fedele alla Chiesa e ai suoi pastori, non insegnando mai qualcosa che non sia conforme al Sacro Magistero della Chiesa. Vivere ciò che dicevano i Santi Padri: sentire cum Ecclesia.

Amare il Papa, i vescovi, la Madonna, gli angeli e i santi, i sacramenti, la liturgia e tutto ciò che fa parte della nostra fede cattolica. Amare la Bibbia e volerla meditare tutti i giorni. Desiderare di studiare Teologia, Filosofia e tutto il resto che il Sacro Magistero della Chiesa ci raccomanda e ci insegna. Amare la meditazione, i ritiri spirituali e una ricerca costante della santità. Raggiungere la statura di Cristo, essere un buon pastore per le pecore.

4 – Voler vivere una vita di penitenza, nella semplicità, nella povertà evangelica, nell’obbedienza senza restrizioni ai superiori, aperti a tutti con un dialogo franco. Essere tutto per tutti. Essere disposti ad obbedire sempre al proprio vescovo o al proprio superiore, per tutta la vita, qualunque sia la decisione sulla propria persona.

5 – Essere disposti a dare anche la vita per la Chiesa, per le anime e per Gesù Cristo.

Forse sono stato un po’ esigente, ma a colui che desidera essere un “sacerdote del Dio Altissimo” credo che non si possa chiedere meno di questo.

Chi opta per la vita sacerdotale deve donarsi anima e corpo ad essa; non può essere “più o meno” sacerdote o religioso. Sarebbe una frustrazione per la persona e per Dio.

È meglio essere un buon laico che un cattivo religioso.

OGNI STAGIONE DELLA VITA È SEMPRE NUOVA

on .

OGNI STAGIONE DELLA VITA

 

OGNI STAGIONE DELLA VITA È SEMPRE NUOVA

e pone imprevedibili impegni, apre nuovi orizzonti, talvolta sorprendenti e inaspettati. In particolare questo accade con i ragazzi, quando cercano esperienze nuove, diverse e più personali, con tanta voglia di affermare la propria personalità con delle scelte precise anche se non sempre e non tutte condivise in famiglia, da papà e mamma.

Spesso anche le amicizie di ieri e le relazioni confidenziali cambiano.

Le cose tanto desiderate e i progetti di vita appaiono insufficienti e si cercano nuovi stili di vita e si allacciano nuove amicizie, con tanta sete di poter trovare nuovi contatti più personali e amici sinceri con i quali trascorrere il tempo e parlare di se stessi e del proprio futuro.

UA-90394871-1