Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

BEATA VERGINE MARIA REGINA E MADRE DEL ROGATE

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Maria, Vergine dal cuore infinito.


Incoraggia con cuore di Madre il profondo desiderio di ogni vita,
che sa farsi dono e servizio nella Chiesa.


Donaci la tua mano dolce, quando la strada delle scelte                                      si fa ardua e faticosa.


Donaci la tua preghiera fiduciosa 
per capire, per partire, per servire.


Intercedi per noi sante Vocazioni,
dono gioioso della Carità di Dio.

VERAMENTE DIO NON STA DIETRO L’ANGOLO A VENDERE MIRACOLI SU NOSTRA RICHIESTA.

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VERAMENTE DIO NON STA DIETRO L ANGOLO

Mi scrive Matteo da Tivoli. Ma Dio dove si trova quando ne abbiamo bisogno? Mi fanno tanto pensare quelle persone che si rivolgono a Dio nella preghiera per ottenere miracoli.

E si rivolgono ai santi e a Padre Pio.

Io veramente prego pochissime volte, anche se credo in Dio.

Alcune volte però, soprattutto quando mi sono trovato in difficoltà, Dio mi è parso molto lontano e mi sono dovuto arrangiare da solo.

Carissimo Matteo, veramente non è che Dio stia dietro l’angolo a vendere miracoli dietro nostra richiesta.

Soprattutto se ci rivolgiamo a Lui soltanto quando siamo nei guai.

Pregare dovrebbe essere una cosa naturale per chi crede che Dio è Padre ed è Provvidenza.

Probabilmente è il senso di fede che in te è venuto a mancare, quel sentimento cristiano di sentirsi a proprio agio nelle cose ordinarie e nelle difficoltà quotidiane, nella certezza che tutti noi agiamo e viviamo guidati e protetti da un Dio che ci vuole bene e vuole il nostro bene.

POSSEDERE IL CUORE DEI GIOVANI È IL PUNTO PIÙ ALTO DELL’ EDUCAZIONE.

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ADAMO E RAGAZZI

Per diversi anni e in differenti ambienti mi sono occupato anche della educazione di ragazzi e giovani, non ultimo quelli provenienti da situazioni di disagio familiare e sociale, affidati a strutture educative su indicazione dei servizi sociali territoriali o su richiesta delle stesse famiglie di origine.

Ho poi avuto la fortuna, di poter trascorrere all’estero diversi anni della mia vita sacerdotale, un’esperienza provvidenziale che mi ha concesso di incontrare, accogliere e seguire adolescenti e giovani in difficoltà.

E ho potuto conoscere e seguire nei particolari l’itinerario di crescita e sviluppo di molti di questi ragazzi che oggi sono giovani o adulti e scoprire spesso il delicato cammino umano e religioso che un ragazzo e un adolescente compie nell’instaurare e progredire nelle sue relazioni e impegni e cosa matura nel cuore e nella mente di un ragazzo e di un giovane nei momenti problematici della vita.

Sempre occorre ricordare che l’educazione è una questione di cuore.

Possedere il cuore dei giovani è il punto più alto dell’ educazione, perché essi potranno anche dimenticare molte cose nel corso della vita, ma non dimenticheranno mai la bontà e la simpatia verso ognuno di loro dimostrata nelle debolezze e nelle loro richieste quotidiane.

ADAMO CALO'. Io prete e i miei punti di vista su giovani di oggi, Articolo marzo 2012

ABBIAMO UNA FESTA IN CASA. MA CHI INVITIAMO?!

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banchetto

La prima domanda che ci siamo fatti: chi invitiamo a pranzo?

Allora, con l’elenco davanti, diciamo: questo sì, questo sì, questo no, questo sì, questo no.

E perché questi no?  Perché non vanno d’accordo tra di loro anche se sono fratelli e non vogliono perdonare: quando si perdoneranno, allora potranno venire a festeggiare il papà con un bel pranzo.

Del resto, essi stessi non verranno proprio per la paura d’incontrarsi.

È invitato soltanto chi ama e riesce a perdonare. Chi non perdona e non ama, non solo non è invitato, ma non se la sente neanche di accettare l’invito.

“Beati, quindi, gli invitati alla cena del Signore.” Invitati sono tutti coloro che vanno prima a riconciliarsi col fratello: Se vuoi partecipare al banchetto, “va prima a riconciliarti con tuo fratello. “

Il biglietto d’invito è proprio la carità fraterna.

C'È SEMPRE QUALCOSA DA DIRE SUI PRETI!

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preti

Se il prete una volta parla dieci minuti più a lungo: è un parolaio.
Se durante una predica parla forte: allora urla. Se non predica forte: non si capisce niente.

Se possiede un'auto personale: è capitalista, è mondano. Se non ha un'auto personale: non è capace di adattarsi ai tempi.

Se visita i suoi fedeli fuori parrocchia: allora gironzola dappertutto.

Se frequenta le famiglie: non è mai in casa. Se rimane in casa: non visita le famiglie.

Se parla di offerte e chiede qualcosa: non pensa ad altro che a far soldi.

Se non organizza feste, gite, incontri: nella parrocchia non c'è vita.

Se in confessionale si concede tempo: è interminabile. Se fa in fretta: non è capace di ascoltare.

Se comincia la Messa puntualmente: il suo orologio è avanti. Se ha un piccolo ritardo: fa perdere tempo a un sacco di gente.

Se abbellisce la Chiesa: getta via i soldi inutilmente. Se non lo fa: lascia andare tutto alla malora.

Se parla da solo con una donna: c'è sotto qualcosa. Se parla da solo con un uomo: eh!

Se prega in Chiesa: non è un uomo d'azione. Se si vede poco in Chiesa: non è un uomo di Dio.

Se si interessa agli altri: è un impiccione. Se non si interessa: è un egoista.
Se parla di giustizia sociale: fa della politica. 

Se cerca di essere prudente: è di destra. Se ha un po' di coraggio: è di sinistra.

Se è giovane: non ha esperienza. Se è vecchio: non si adatta ai tempi.

Se muore: non c'è nessuno che lo sostituisce!

È quanto la gente dice e dirà di voi, ma voi siate forti e coraggiosi, pazienti e perseveranti nel vostro operare nella vigna del Signore.

BENEDETTO XVI E’ PER ME UNA ISTITUZIONE NON UNA STATUA IN UN MUSEO

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Benedetto e Francesco

«Sì. Il Papa emerito Benedetto XVI non è una statua in un museo. È una istituzione. Non eravamo abituati. Sessanta o settant’anni fa, il vescovo emerito non esisteva. Venne dopo il Concilio.

Oggi è un’istituzione. La stessa cosa deve accadere per il Papa emerito. Benedetto è il primo e forse ce ne saranno altri. Non lo sappiamo. Lui è discreto, umile, non vuole disturbare. Ne abbiamo parlato e abbiamo deciso insieme che sarebbe stato meglio che vedesse gente, uscisse e partecipasse alla vita della Chiesa.

La sua saggezza è un dono di Dio. Qualcuno avrebbe voluto che si ritirasse in una abbazia benedettina lontano dal Vaticano.

Io ho pensato ai nonni che con la loro sapienza, i loro consigli danno forza alla famiglia e non meritano di finire in una casa di riposo».

 

PAPA FRANCESCO. INTERVISTA

RISPETTO E LA CURA DEL CREATO

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rispetto natura

Il rispetto per la vita

e la dignità della persona umana

include anche il rispetto e la cura del creato,

che è chiamato a unirsi all’uomo

per glorificare Dio.

PAPA GIOVANNI PAOLO II. Messaggio Giornata Mondiale della pace, 1990

L’EDUCAZIONE DEI RAGAZZI OGGI, INTESA COME PROCESSO DI PROMOZIONE E ACCESSIBILITÀ ALL’ISTRUZIONE E AL LAVORO, NON PUÒ ESSERE LETTA COME UN ATTO DI BENEFICENZA VERSO I RAGAZZI.

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BANBINO

E’ un diritto da assicurare ai ragazzi. A tutti i ragazzi. Essa non può dipendere dalla beneficenza e dalla compassione degli altri.

E’ un diritto dei ragazzi crescere in modo sano ed equilibrato, usufruendo delle opportunità che la società concede.

Anche per quei ragazzi che per motivi non dipendenti da loro si venissero a trovare in situazioni di disagio familiare o sociale.

Rimane quindi un discorso provvisorio e talvolta ambiguo quello di sollecitare beneficenza perché ai ragazzi meno fortunati non venga a mancare il necessario, se non si trasmette allo stesso tempo un richiamo alle responsabilità reciproche, per regolare una rete di interessi e di rapporti tra le varie parti sociali, perché a tutti i ragazzi, soprattutto a quelli in difficoltà, venga salvaguardato quello che loro tocca per diritto riconosciuto.

E’ mutato infatti l’ambiente sociale e la cultura legata al processo educativo, come era inteso fino a qualche decennio addietro, quando la povertà economica e la mancanza di istruzione erano i problemi più considerati e condizionanti; sono mutati la nozione di bisogni, il concetto di educazione; sono cambiate la definizione e le descrizioni della povertà che si identifica sempre più con l’ambito dei disagi giovanili; è cambiata soprattutto l’attenzione dello Stato in quanto sempre più interessato e coinvolto con normative e politiche sociali nel venire incontro e risolvere problematiche familiari e giovanili.

ADAMO CALO' in: educazione è diritto non più beneficenza. Articolo. 2010

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