Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

LA MIA VITA E IL MIO POSTO NEL MONDO NON DIPENDONO SOLTANTO DA ME.

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LA MIA VITA E IL MIO POSTO

Mi pongo costantemente la domanda sulla mia identità.

Non perché essa si plasmi giorno per giorno, a seconda delle convenienze, ma perché possa io avere coscienza della mia personale unicità e grandezza.

Sono figlio di Dio, amato e chiamato da Lui.

Questa consapevolezza è il fondamento della mia persona e di tutte le esperienze della vita.

La mia vita e il mio posto nel mondo non dipendono soltanto da me e non ruotano esclusivamente attorno a me.

Faccio memoria del mio passato, quello familiare, quello sociale, quello religioso. Ed è qui che riesco a trovare le mie radici e le radici della mia vita e posso capire meglio chi veramente sono. Qui soltanto posso trovare un fondamento solido per il mio presente e per il mio domani.

MIO CARISSIMO DEMETRIO MA TU VERAMENTE PENSI ANCORA CHE LA CHIESA E I PRETI STIANO SOLO A PROIBIRE? DROGARSI NON E’ UNO SPORT.

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DROGA

 

Veramente la Chiesa, composta dalla comunità dei credenti e non soltanto dai preti, a mio parere insiste di più nell’incoraggiare che a non a proibire, come invece sembra a te e forse a tanti tuoi amici che non venite più in chiesa.

La chiesa parla di pace e quindi proibisce la guerra. La chiesa parla di amore e di donazione e quindi proibisce il sesso sregolato in voga tra alcuni giovani. La chiesa parla e difende la vita e quindi proibisce l’aborto e gli anticoncezionali.

La chiesa parla di salute fisica e morale e quindi proibisce la droga che è ormai diventato il tuo personale e quotidiano problema ma anche di tanti altri giovani e ragazzi.

Drogarsi non è uno sport. Non è segno di emancipazione. E’ segno talvolta di degrado morale, di deserto di valori e mancanza di idealità giovanili. Talvolta è disperazione personale e familiare. La droga forse non è l’unica causa di tutto ciò, ma sicuramente non ne è mai stata la soluzione.

DESIDERO PREGARE COME TU HAI PREGATO, MARIA, CON LO SLANCIO DI TUTTO L'ESSERE

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MADONNA IN PREGHIERA

 

DESIDERO PREGARE COME TU HAI PREGATO, MARIA, CON LO SLANCIO DI TUTTO L'ESSERE,

Tu che possedevi la felicità di un cuore puro, di uno sguardo che vede Dio. Vorrei meditare la parola divina, gustarla in silenzio, lasciarla penetrare nella mia intelligenza e nella mia esistenza.

Come te, vorrei accogliere il Salvatore con un'anima semplice, e aprirmi interamente alla sua intimità senza alcuna riserva.

Come te, vorrei vivere di un lungo sguardo che si unisca a Gesù, respirare la preghiera respirando l'amore nella gioia di essere suo.

S. ANNIBALE MARIA di FRANCIA. PADRE DEGLI ORFANI E DEI POVERI E APOSTOLO DELLA PREGHIERA PER LE VOCAZIONI. PER I ROGAZIONISTI VOCAZIONE FA RIMA CON AVIGNONE ED EMARGINAZIONE.

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EDUCARE NON PUO FARSI

 

PER I ROGAZIONISTI VOCAZIONE FA RIMA CON AVIGNONE ED EMARGINAZIONE.

Forse sarà opportuno ripensare l’immagine del Santo con qualche spiga in meno e qualche ragazzo in più. Mi viene in soccorso l’episodio Di S. Annibale Maria che incontra il cieco Zancone.

  • - Le sai le cose di Do?
  • - E chi me le insegna?

E soprattutto chi ha il coraggio e il tempo di insegnarmele? Chi ha il coraggio infatti di parlare di Dio a un mendicante di strada?

Che senso può avere l’annuncio del vangelo, la lettura delle beatitudini, il sermone della montagna, a chi è stato emarginato dalla vita, a chi gli sono stati negati i diritti primari per sopravvivere in una società benestante e consumistica?

Come può sentirsi accolto in una comunità cristiana un uomo o una donna che sono relegati ai margini della società e vivono di espedienti? Come ti puoi sentire figlio di Dio se poi ti senti rinnegato in quanto uomo?

In una lettura sociologica e soltanto politica parleremmo della necessità di una leadership cristiana impegnata per trovare soluzione di problemi di ordine sociale.

In una visione carismatica S. Annibale Maria parla di pastorale vocazionale intesa come promozione umana quale primo e necessario passo per dire a ogni uomo, creato da Dio, anche il più emarginato, che egli ha ricevuto una vocazione e una missione nel mondo; che la sua vita è preziosa agli occhi di Dio; che la sua vita è un progetto da realizzare.

1 GIUGNO. S. ANNIBALE MARIA di FRANCIA, vero padre degli orfani e dei poveri

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FESTA DI S ANNIBALE

 

S. ANNIBALE MARIA DI FRANCIA.

Nato a Messina il 5 luglio 1851 da una famiglia della nobiltà cittadina. Giovanissimo, mentre era in adorazione dinanzi all’Eucaristia, sentì chiara la vocazione al sacerdozio, che egli stesso definì “improvvisa, irresistibile, sicurissima”. 

Era ancora Diacono quando un incontro provvidenziale con un mendicante lo portò alla scoperta drammatica delle “Case Avignone”, il quartiere più povero e malfamato di Messina, ritenuto da tutti “terra maledetta” perché costituiva un covo di ogni miseria morale e materiale.

Dopo l’ordinazione sacerdotale (16 marzo 1878), ottiene dal suo Vescovo di stabilirvisi, facendone il campo del suo apostolato di promozione umana e di evangelizzazione di quella povera gente. 

Tormentato dal pensiero che nel mondo vi erano milioni e milioni di persone bisognose di pane materiale e spirituale, afflitto per la scarsità di anime generose che si dedicassero alla loro salvezza spirituale e materiale, egli trovò la risposta nel comando di Gesù: Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe, convinto che le vocazioni dei nuovi apostoli sono dono di Dio e frutto della preghiera.

Attratti dal suo carisma, uomini e donne si unirono a lui. Padre Annibale Maria fondò le due Congregazioni religiose delle Figlie del Divino Zelo (1887) e dei Padri Rogazionisti (1897).

Padre Annibale Maria, chiamato a ragione “vero padre degli orfani e dei poveri”, volle che i membri degli Istituti da lui fondati esprimessero concretamente il loro impegno per le vocazioni facendosi essi stessi operai della messe preferibilmente a favore dei piccoli e dei poveri in tutte le possibili attività di carità spirituale e materiale.

Logorato dalle fatiche e pieno di meriti, si spense a Messina il 1° giugno 1927.

Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004 lo ha iscritto nell’albo dei Santi.

La Chiesa lo onora con il titolo di “insigne apostolo della preghiera per le vocazioni e autentico anticipatore e zelante maestro della moderna pastorale vocazionale.

1 GIUGNO. FESTA DI S. ANNIBALE MARIA DI FRANCIA. INNAMORATEVI DI GESÙ CRISTO.

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1 GIUGNO MEMORIA

 

Quale potrà essere il messaggio di S. Annibale Maria ai ragazzi e alle ragazze e ai giovani di oggi?


Al di là della testimonianza della sua vita spesa tra ragazzi e ragazze, Egli era solito ripetere ai suoi giovani: Innamoratevi di Gesù Cristo.

Innamorarsi spesso vuol dire perdere la testa e farsi trascinare dal cuore. E’ caratteristico di questa età. Ragionate con il cuore e date spazio ai sentimenti. La vita è pur sempre un’avventura che bisogna inventare o scoprire giorno su giorno.

Ma la vita, ci ricorda S. Annibale M., è anche un progetto che bisogna realizzare e costruire giorno su giorno. Il progetto richiede impegno e responsabilità.

Mettetevi spesso in silenzio e in ascolto di Dio. Non siate sempre in agitazione e in movimento. Una persona che si affanna ad andare sempre in giro alla ricerca di cose nuove e diverse non si affeziona mai a nessuna.

Date tempo a voi stessi di conoscere Dio e di innamorarvi di Lui; in un rapporto intimo, esclusivo, che non può essere capito da chi passa continuamente da un interesse all’altro.

Se mantieni invece un rapporto esclusivo con Dio come con una persona che tu ami, la tua energia, i tuoi interessi, convergono su di Lui, e lo scopri sempre nuovo, continuamente diverso, sempre più interessante, sempre più vicino, sempre più amabile. 

Riscoprite nella vita il significato e la gioia di parlare con Dio nella preghiera. Di sentire Dio nel silenzio della preghiera.

Mandate un messaggio sul cellulare di Dio quando siete allegri o troppo tristi, e soprattutto leggete i messaggi che Dio vi manda ogni giorno nelle mille occasioni della vita, sappiate leggere e capire quali sono i richiami e gli appuntamenti di Dio nella vita.

Pregare per le vocazioni è certamente compito di tutta la comunità cristiana, ma va intensamente praticata dai giovani, dai ragazzi e dalle ragazze che si trovano nell'età e nelle condizioni per scegliere il proprio stato di vita.

31 MAGGIO. CHIUSURA DEL MESE MARIANO.

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31 MAGGIO ROSARIO

 

ROSARIO BENEDETTO DI MARIA,

catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli angeli, torre di salvezza negli assalti dell'inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più.

Tu ci sarai conforto nell'ora dell'agonia, a te l'ultimo bacio della vita che si spegne.

E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.

Sii ovunque benedetta oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.

31 MAGGIO. VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA. VISITATI DA MARIA.

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31 MAGGIO VISITAZIONE

 

VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA.

Visitati da Maria.

Questa festa è un ricordo speciale per noi, la Visitazione della Madonna continua in noi, nelle nostre case, nella nostra vita.

La Visita di Maria colma di gioia la sua cugina Elisabetta: "Appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio seno". 

Maria è per noi regina della comunicazione e dell’accoglienza. Maria ci visita, come è stata prima lei visitata dall’Angelo, messaggero di Dio.

La Madonna viene a trovarci ogni volta che La chiamiamo, ci viene a parlare se siamo disponibili ad ascoltarla.

Maria ci guarda, ci considera e ci visita con gli occhi e lo sguardo di Dio, affinché anche noi impariamo a visitarci a vicenda con questo stile, con questo spirito e con questa modalità. 

GRAZIE O MARIA.

31 MAGGIO. TERZO GIORNO DEL TRIDUO DI PREPARAZIONE ALLA FESTA DI S. ANNIBALE MARIA. MODELLO DELLA NOSTRA ESPERIENZA DI VITA SACERDOTALE

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31 MAGGIO S ANNIBALE M

 

La figura di S. Annibale Maria. merita oggi particolare attenzione nella vita della Chiesa,

perché al di là della sua testimonianza di vita cristiana e sacerdotale, vissuta in modo eroico, egli ha una sua valenza culturale, che potrà essere riproposta ancora oggi a fondamento di eventuali progetti culturali e apostolici.

In un periodo della storia d’Italia, caratterizzato da profonde crisi sociali e religiose, e di avversione politica verso tradizioni religiose e impostazioni cristiane di vita, nel meridione d’Italia e nella sua città, il Santo ha saputo ridare rilevanza sociale alla figura del prete, come non più o non soltanto o non primariamente canonico di curia, ma ministro di Dio, presenza di Dio in mezzo ai poveri, inserito nel loro ambiente, coinvolto e facendosi carico, davanti a politici ed ecclesiastici, dei problemi della gente. Egli ha parlato di Dio rivalutando l’uomo nella sua dignità, ha riportato il vangelo in un quartiere prima da lui rigenerato socialmente.

L’incontro tra S. Annibale M. e il mondo dei poveri e della povertà, è all’origine e a base della impostazione della sua vita apostolica. Nell’ambiente sociale depresso ed emarginato, Egli conobbe e comprese la realtà e la vastità del dramma di un quartiere privo di operai evangelici, e in quello stesso ambiente capì e sperimentò che risorsa principale, la soluzione cristiana, anche se non unica, è la preghiera evangelica rivolta al padrone della messe perché mandi operai nella sua messe.

Le vocazioni solo Dio può darle. All’uomo resta il compito di meritarle, di chiederle, di prepararle. Una proposta di preghiera permanente, nella certezza che pregare per le vocazioni, non è richiesto da un bisogno locale o momentaneo della Chiesa, per la diminuzione numerica di vocazioni al sacerdozio o alla vita consacrata, ma è per esigenza di vita del popolo di Dio.

Signore Dio,

tu hai rivelato a Sant'Annibale MARIA
la Divina Parola di Gesù, quando, vedendo
le folle nella sofferenza e nell'abbandono,
indicò la preghiera per le vocazioni:
manda alla Chiesa sacerdoti santi e numerosi.

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