Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

UNA VOLTA PER I GENITORI ERA PIUTTOSTO FACILE EDUCARE I PROPRI FIGLI ALLA FEDE IN DIO

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UNA VOLTA PER I GENITORI ERA PIUTTOSTO FACILE EDUCARE I PROPRI FIGLI ALLA FEDE IN DIO. Bastava dire loro con una certa autorità: Fai la preghiera! Vai a messa! Vai a confessarti! Ma forse quello non era il modo migliore di educare alla fede. Era forse un abituare i propri ragazzi a delle abitudini e usanze del tempo. Tanto è vero che molti di quei ragazzi non pregano quasi mai; non vanno più a messa; non si ricordano neanche più come ci si confessa. La fede non può essere imposta, né travasata. La fede è un rapporto personale con Dio. E i rapporti personali sono unici e non possono essere imposti da nessuno. La fede va preparata, aiutata a crescere. I genitori devono imparare a parlare di Dio ai figli con tutta sincerità, di ciò in cui loro stessi credono. E poi serve anche il loro buon esempio e la coerenza di vita.

19 dicembre. NOVENA DI NATALE. E TU SEMPRE RITORNI

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TORNA IL GIORNO DOPO LA NOTTE,

perché il giorno e la notte sono tuoi, o Signore.

Tornano le stagioni,

perché le stagioni sono tue, o Sgnore.

Tornano gli uccelli, sotto ogni tempo,

perché sono creature tue, o Signore.

Torni Tu, ogni anno, quando è Natale,

perché ti sei legato al nostro destino

con vincolo di carità invincibile,

fino a diventare uno di noi,

fino a prendere il posto di ognuno di noi.

Come è bello il, Natale che ci aiuta a rivivere

anche il nostro dramma interiore,

fatto di attese e di venute,

di smarrimenti e di ritrovamenti!

Rinnova i nostri sospiri

e rinverdisce le nostre speranze.

Se no, ci abitueremo alla tua presenza,

fino a non avvertirla più e a confonderla

con qualcuno che ci pesa sul cuore.

Invece ti perdo e ti ritrovo,

mi allontanto e ti invoco,

ti aspetto e Tu vieni, o Signore.

Il Natale è un dramma che vive e che cresce:

è sempre il mio perderti e il tuo ritrovarmi.

 

DON PRIMO MAZZOLARI. NATALE: QUESTA DIVINA OSTINAZIONE

NESSUN UOMO IN VERITÀ HA MAI VISTO DIO

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NESSUN UOMO IN VERITÀ HA MAI VISTO DIO NÉ LO HA FATTO CONOSCERE, MA EGLI STESSO SI È RIVELATO. E si è rivelato nella fede, alla quale soltanto è concesso di vedere Dio. Infatti Dio, Signore e Creatore dell'universo, colui che ha dato origine ad ogni cosa e tutto ha disposto secondo un ordine, non solo ama gli uomini, ma è anche longanime. Ed egli fu sempre così, lo è ancora e lo sarà: amorevole, buono, tollerante, fedele; lui solo è davvero buono. E avendo egli concepito nel cuore un disegno grande e ineffabile, lo comunica al solo suo Figlio. 
Dalla «Lettera a Diognèto», cap. 8

18 DICEMBRE. NOVENA DI NATALE. CON TE VIENE LA GIOIA.

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TU VIENI O SIGNORE,

e con te viene la gioia.

Se ti voglio, mi sei vicino;

anche se non ti voglio mi sei vicino.

Mi parli anche se non ti parlo,

se non Ti amo, Tu mi ami ancora di più.

Se mi perdo, vieni a cercarmi,

se non so camminare, mi porti.

Se io piango,

sono beato per Te che mi consoli,

se sono povero,

ho assicurato il Regno dei Cieli,

se ho fame e sete di giustizia,

sono saziato;

se perseguitato per causa di giustizia,

posso rallegrarmi ed esultare.

Così entra nel mondo la gioia,

attraverso di Te,

Bambino che non hai niente.

 

DON PRIMO MAZZOLARI. NATALE: QUESTA DIVINA OSTINAZIONE

17 DICEMBRE. NOVENA DI NATALE. SEI VENUTO PER TUTTI

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O Salvatore,

sei venuto per coloro che credono

e per coloro che dicono di non credere in Te;

gli uni e gli altri,

a volte questi più di quelli,

lavorano, soffrono, sperano,

perché il mondo vada un po’ meglio.

  

Tu sei l’oggetto di un comune desiderio, o Signore;

o Cristo,

sei nato “fuori della casa”

e sei morto “fuori della città”

per essere ancora in modo più visibile

il crocevia e il punto d’incontro.

Nessuno è fuori della salvezza, o Signore,

perché nessuno è fuori del tuo amore,

che non si sgomenta né si raccorcia

per le nostre opposizioni o i nostri rifiuti.

 

Tu, o Cristo,

non hai bisogno di passare ai barbari,

perché sei di qua e di là,

sei il Salvatore degli Orientali e degli Occidentali,

sei con tutti,

non per dare ragione a tutti,

ma per amare tutti.

(DON PRIMO MAZZOLARI. NATALE: QUESTA DIVINA OSTINAZIONE)

16 DICEMBRE. NOVENA DI NATALE. QUESTA DIVINA OSTINAZIONE.

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Tu SEI LA NOSTRA SPERANZA, O CRISTO,

perché facendoti uomo,

hai legato la tua sorte alla nostra.

Hai preso posto sulla nostra barca,

condividendone le vicende

e accettandone i rischi.

Talvolta, ci pare, o Signore,

che quasi non ti importi della traversata,

ma solo perché siamo uomini di poca fede

e lo scoramento ci prende ai primi soffi di vento.

Ci hai forse garantito un vivere tranquillo e prospero,

un navigare col mare in bonaccia?

“Avrete molte tribolazioni per causa mia,

però confidate, io ho vinto il mondo,

e le potenze del male non avranno il sopravvento …”

La tribolazione è la nostra condizione sulla terra,

e spesso il guadagno dei nostri errori;

se alla rotta indicata da te, o Signore,

preferiamo la nostra, capricciosa e inconsulta,

se perdiamo di vista il porto,

siamo noi che scateniamo il vento e il mare.

(DON PRIMO MAZZOLARI)

11 DICEMBRE. III DOMENICA DI AVVENTO. Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi. Il Signore è vicino.

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Desiderare Dio, aspettarlo, incontrarlo, è il senso dell'Avvento ed è l'esperienza che la Liturgia ci invita a vivere in queste settimane, in attesa del Natale. Il nostro tempo sembra fare a meno di Dio: cerca tante cose, è insoddisfatto e deluso. Noi celebriamo l'Avvento, perché, al di là di ogni risposta che ci viene dalle scienze che indagano l'uomo, sentiamo rinascere in noi il desiderio insopprimibile di qualcuno che sazi il nostro desiderio di pace, di felicità, di amore. Desiderare, aspettare, incontrare Dio è un'esperienza infinitamente grande, che ci coinvolge completamente.

L'uomo che cerca Dio deve solo aprire i suoi occhi per vedere che Dio è dentro la sua vita, la sua storia, il suo mondo. E' Lui che manifesta la sua onnipotenza nella misericordia e nel perdono, nella compassione, nella condivisione della nostra fragilità. E'Lui che ama chi è povero, chi non indossa maschere di falsa potenza, di ipocrisia: è lui che rende felice chi si lascia amare e crede nell'amore. E' Lui che ci stupisce non con lo splendore della sua gloria ma con l'infinito del suo amore che si fa piccolo per essere uno di noi, con noi, per noi, per farci sentire la bellezza della esperienza umana.

8 dicembre. SOLENNITA' DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA

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Nel giorno della festa dell’Immacolata Concezione di Maria, il nostro sguardo è attratto dalla bellezza della Madre di Gesù, la nostra Madre! Con grande gioia la Chiesa la contempla «piena di grazia» (Lc 1,28), e cominciando con queste parole la salutiamo tutti assieme: “piena di grazia”.

In questa festa, contemplando la nostra Madre Immacolata, bella, riconosciamo anche il nostro destino più vero, la nostra vocazione più profonda: essere amati, essere trasformati dall’amore, essere trasformati dalla bellezza di Dio. Guardiamo lei, nostra Madre, e lasciamoci guardare da lei, perché è la nostra Madre e ci ama tanto; lasciamoci guardare da lei per imparare a essere più umili, e anche più coraggiosi nel seguire la Parola di Dio; per accogliere il tenero abbraccio del suo Figlio Gesù, un abbraccio che ci dà vita, speranza e pace.

Papa FRANCESCO. (Angelus 8 dicembre 2013)

4 DICEMBRE 2016. II DOMENICA DI AVVENTO. Convertitevi: il regno dei cieli è vicino!

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Sappiamo tutti che la parola conversione indica un senso di cambiamento, di rinnovamento interiore. Ora - ed è ciò che più conta - tale cambiamento non tocca tanto le cose esteriori, le abitudini, le vicende a cui è legata la nostra esistenza, bensì la cosa tanto nostra: il CUORE... E allora ci chiediamo, per ottenere tale risultato, cosa fare?

Entrare in noi stessi, riflettere sulla nostra persona, acquisire una nozione chiara di quello che siamo, vogliamo e facciamo e alla fine rompere qualche cosa di noi, spezzare questo o quell'elemento, che magari ci è molto caro ed a cui siamo abituati. Ma come si fa a convertirci?

 

Il primo passo consiste nell'ascoltare il richiamo e orientare la nostra mente là da dove parte la voce. La voce è la Parola di Dio, quale eco personale che il Signore suscita nelle nostre anime ... Come piacerebbe sostare in conversazione con ciascuna delle persone presenti e chiedere se hanno questa capacità di udito, se ascoltano la Parola di Dio, e con essa quella sete di bontà che è il sospiro che il Padre ci fa udire.

Beato papa Paolo VI. marzo 1965

27 NOVEMBRE. PRIMA DOMENICA DI AVVENTO. VIENI SIGNORE GESU'

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Inizia l'«Avvento», un ter­mine latino che significa avvicinarsi, camminare verso... Tutto si fa più prossimo, tutto si rimette in cam­mino e si avvicina: Dio, noi, l'altro, il nostro cuore profon­do.

L'avvento è tempo di atten­zione. Tempo per attende­re, perché qualcosa o qual­cuno manca. Tempo per svegliarci, per ac­corgerci. Tempo dell'at­tenzione. Tempo per desidera­re e attendere quel Dio che viene, dice il Vangelo di oggi, con una metafora spiazzan­te, come un ladro. Che viene nel tempo delle stelle, in si­lenzio, senza rumore e clamore, senza apparenza, che non ruba niente e dona tut­to. Si accorgono di lui i desi­deranti, quelli che vegliano in punta di cuore, al lume delle stelle, quelli dagli occhi profondi e trasparenti che sanno vedere quanto dolore e quanto amore, quanto Dio c'è, incamminato nel mon­do.

Sono quattro le settimane che ci preparano al Natale, un'arca di salvezza che ci viene data per ritagliarci uno spazio di consapevolezza. Un mese per preparare una culla per Dio, fosse anche in una stalla. Gesù è già nato nella storia, tornerà nella gloria. Ma ora chiede di nascere in me.

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