Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

MOLTI ADOLESCENTI VIVONO ORMAI NELLA CULTURA DELL’IMPUNITÀ

on .

molti adolescenti

del farla comunque franca. Non conoscono etica e moralità, manca in loro il timore della sanzione. Troppi genitori hanno abdicato al ruolo di adulti nell’educare i figli.

Sarà indispensabile riscoprire e ridare senso alla genitorialità per vocazione, comunicare e confrontarsi con i propri figli, cercando di utilizzare quando possibile il loro stesso linguaggio.

Fondamentale capire il loro mondo che non è solo quello scolastico. Quanti genitori, oltre a chiedere com’è andata a scuola, si interessano dei temi relazionali, affettivi ed emozionali dei propri figli?

ADAMO CALO’. i RaGaZzI dElLa NoTte, Articolo in Mondo Voc novembre 2008

XXXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO. ESSERE CHIESA VIGILANTE NEL TEMPO DELLO SPIRITO SANTO.

on .

VERGINI SAGGE

Le vergini con le lampade accese, rappresentano la chiesa vigilante che non dimentica l'olio dello Spirito Santo.

La nostra vita, la storia dell'umanità, possono apparire avvolte nel buio della notte per le sofferenze che dobbiamo assumere e affrontare con tanta fatica, e per le ingiustizie e i segnali di morte che vediamo nel mondo. Ed è fatica perseverare nella fede. Molti attorno a noi, e anche nelle nostre stesse famiglie perdono la fede e si trovano come persi nella notte della vita dura in questo mondo.

Ma siamo nel tempo dello Spirito Santo, e lo Spirito è l'olio che alimenta le lampade in mano alle vergini, che rappresentano la chiesa nel mondo, chiamata a mantenere accesa la luce del Risorto, la luce della speranza, la luce dell'amore divino che sconfigge le tenebre di una vita senza senso.

Le vergini stolte, rappresentano quei cristiani che dimenticano l'olio dello Spirito Santo, perché addormentati nell'esperienza della preghiera, sono quei cristiani che si dimenticano dello Spirito Santo perché non sanno più vigilare, non sanno più pregare, poco a poco spengono la fiamma della speranza che viene dalla loro fede in Cristo risorto, e non godono più della bellezza di essere e sentirsi Chiesa vigilante.

Accanto a noi ci sono fratelli e sorelle addormentati, che si sono dimenticati della presenza dello Spirito Santo, effuso nei loro cuori, e fanno tanta fatica a pregare, nella frenesia della loro vita quotidiana.

Preghiamo per loro, perché la venuta definitiva del Cristo alla fine della loro vita non li colga di sorpresa, impreparati.

OGGI SI FA UN GRAN PARLARE DEL FENOMENO DEL BULLISMO

on .

bullibulli

Oggi si fa un gran parlare del fenomeno del bullismo che, secondo alcuni, invade in modo massiccio la nostra società e in particolar modo il mondo della scuola e delle aggregazioni giovanili.

Qualcuno, in cerca di emozioni diverse, si lascia prendere la mano e approfitta di chi è meno fortunato, meno attrezzato per rispondere e difendersi.

Spesso, chi si rende responsabile di tali comportamenti ammette di averlo fatto senza pensare o perché riteneva la cosa non tanto grave.

Un fenomeno deprecabile, comportamenti da condannare perché non rientrano nella regola di una sana convivenza e non riconoscono il rispetto dovuto agli altri.

11 NOVEMBRE. SAN MARTINO DI TOURS, VESCOVO

on .

san martino

Nato nel 316 in Sibaria, città della Pannonia, l'odierna Ungheria, da genitori nobili ma pagani, ancor bambino si trasferì a Pavia, ove conobbe la religione cristiana. A 10 anni all'insaputa dei genitori si fece catecumeno, e prese a frequentare le assemblee cristiane. Appena dodicenne deliberò di ritirarsi nel deserto; essendo però figlio d'un tribuno, dovette presto seguire il padre nella cavalleria e per tre anni militare sotto gli imperatori Costanzo e Giuliano. 

Umile e caritatevole, aveva per attendente uno schiavo, al quale però egli puliva i calzari e che trattava come fratello. Un giorno nel rigore dell'inverno era in marcia per Amiens, incontrò un povero seminudo: sprovvisto di denaro, tagliò colla spada metà del suo mantello e lo copri.

La notte seguente, Gesù, in sembianza di povero, gli apparve e mostrandogli il mantello disse: «Martino ancor catecumeno m'ha coperto con questo mantello». Allora bramoso di militare solo più sotto la bandiera di Cristo, chiese e ottenne dall'imperatore stesso l'esenzione dalle armi. 

Si portò a Poitiers presso il vescovo S. Ilario da cui fu istruito, battezzato e in seguito ordinato sacerdote. Visitò ancora una volta i genitori per convertirli; poi, fatto ritorno presso il maestro, in breve divenne la gloria delle Gallie e della Chiesa. 

Desideroso di vita austera e raccolta, si ritirò dapprima in una solitudine montana, poi eresse la celebre e tuttora esistente abbazia di Marmontier (la più antica della Francia) ove fu per parecchi anni padre di oltre 80 monaci. Però i suoi numerosissimi miracoli, le sue eccelse virtù e profezie lo resero così famoso, che, appena vacante la sede di Tours, per unanime consenso del popolo fu eletto vescovo di quella città.

La vita di San Martino fu compendiata in questo epigramma: "Soldato per forza, vescovo per dovere, monaco per scelta". 

Formidabile lottatore, instancabile missionario, grandissimo vescovo. sempre vicino ai bisognosi, ai poveri. ai perseguitati. Disprezzato dai nobili, irriso dai fatui, malvisto anche da una parte del clero, che trovava scomodo un vescovo troppo esigente, resse la diocesi di Tours per 27 anni. in mezzo a contrasti e persecuzioni. 

Nell'anno 397 udì che a Candate era sorto un grave scisma: benché ottantenne, si portò colà, convocò clero e popolo e ricompose gli animi nella pace. Ma stando per tornare alla sua sede, fu assalito da febbri mortali. Volle essere adagiato sulla nuda terra e cosparso di cenere, per morire, come sempre aveva vissuto, da penitente. 

Fu sepolto a Tours, ove gli fu dedicata la cattedrale e dove egli compì innumerevoli miracoli.

12 NOVEMBRE 2017. XXXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO. FOGLIETTO PARROCCHIALE SETTIMANALE

on .

FOGLIETTO PARROCCHIALE 12 NOVEMBRE

 

XXXII DOMENICA

DEL TEMPO ORDINARIO

«Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora». (Mt 25,13)

vierges folles et sages

Parabola ultra conosciuta, quella delle dieci vergini, che la liturgia della XXXII domenica propone. Eppure risentirla scomoda ogni volta, mette in discussione alcune certezze.

Spesso e volentieri pensiamo che l’attesa sia fatta di veglia, di quel non assopirsi nella notte, di resistenza assoluta e determinata. Poi però leggi il Vangelo e scopri che non è il sonno né le lampade a fare la differenza. Sia le vergini sagge sia le vergini stolte hanno le lampade. Entrambe attendono. Entrambe si addormentano.

La vera differenza sta nell’olio. Le sagge lo prendono, le stolte no. Le sagge coltivano nel cuore il senso dell’attesa, le stolte no.

Le sagge sanno, nel profondo del loro cuore, che chi ama sa attendere; le stolte si riducono al tutto e subito.

Le sagge hanno la consapevolezza di dover portare il carico pesante dell’attesa, perché sarà solo quel personale esercizio interiore a renderle capaci di svegliarsi nella notte, all’arrivo dello sposo, con la stessa gioia e vivacità con cui si sono addormentate; le stolte pretendono che siano altre a farlo.

Le sagge non hanno paura di addormentarsi, perché sono certe che ciò che hanno messo da parte permetterà loro di ricominciare al momento giusto: e lo faranno. Le stolte dormono, ma quel lasciare tutto al caso impedirà loro di essere davvero pronte.

Così per noi. In ciò che viviamo ogni giorno, ciò che conta è vivere ogni attesa, anche la più sofferta, mettendo da parte l’olio della speranza.

 


Conosciamo Sant’Annibale Maria

Il rogate  fu  la  sua  intuizione lungimirante

13346416 10208840461590355 7834215463560868282 n 

 Padre Annibale, con saggia  intuizione, accenna anche all'apostolato dei laici, estendendo così il concetto di “operaio” del Vangelo oltre le file del clero: «Domandare operai per la Santa Chiesa vuol dire in primo luogo chiedere al Signore sacerdoti secondo il suo cuore, in secondo luogo uomini e donne religiosi e religiose, o anche secolari (= laici] che pieni dello Spirito di Dio e dello zelo santo  s'impegnino alla salvezza delle anime con ogni mezzo possibile.

«Ubbidire a quel divino Rogate, vale pure domandare alla divina Bontà maestri ed educatori e direttori d'Istituti credenti, praticanti, timorati di Dio, che mentre istruiscono la  mente con sana istruzione, santamente ne educano il cuore.

«Vale pure questa Preghiera perché il buon Dio dia lumi e grazie a tutti i genitori che hanno nelle loro mani la gran messe delle future generazioni, perché sappiano edificare col buon esempio i loro figli e sappiano tenerli lontano dai pericoli dell'anima, li crescano con santa educazione e li presentino bene riusciti, o avviati a buona riuscita, a quel Dio che a questo fine loro li ha dati.

Ma ahimè, quanto rari sono questi genitori, e come spesso la casa e la famiglia formano proprio quel mondo che è uno dei tre formidabili nemici dell'uomo!”.

 


Prova  a  cambiare

non vedente

 

 

 Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: «Sono cieco, aiutatemi per favore»

Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello.

Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase

Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.

Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.

Il pubblicitario rispose:"Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo".
Sorrise e se ne andò.
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:

«Oggi è primavera e io non posso vederla».

Morale: Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio.

 



LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO

la messa non è uno spettacolo

 

ultima cena 1

Il Papa nell’Udienza di mercoledì 8 in Piazza San Pietro si è soffermato più volte sulla bellezza dell’Eucaristia perché “il Signore è lì con noi presente”, dice, anche se tante volte “chiacchieriamo fra noi mentre il sacerdote celebra l’Eucaristia”.

Se oggi venisse qui il presidente della Repubblica o qualche persona molto importante del mondo – dice il Papa - è sicuro che tutti saremmo vicino a lui, che vorremmo salutarlo”.

'Ma, pensa: quando tu vai a Messa, lì c’è il Signore! E tu sei distratto, giri … È il Signore! Dobbiamo pensare a questo'. Qualcuno però - avverte Francesco - potrebbe obiettare: 'Padre, è che le messe sono noiose'. 'Ma cosa dici, che il Signore è noioso?'. 'No, no. La Messa no, i preti'. 'Ah, che si convertano i preti, ma è il Signore che sta lì, eh!'. Capito? Non dimenticate”.

 “Partecipare alla Messa è vivere un’altra volta la passione e la morte redentrice di Cristo", ribadisce ancora Francesco che pone anche alcune domande per stimolare i fedeli nella loro vita cristiana.

Prima di tutto si raccomanda di insegnare ai bambini “a fare bene il segno della croce”. Poi, a interrogarsi sul significato delle Letture o su alcune parole del sacerdote. Ad esempio, quando dice “in alto i nostri cuori” non “in alto i nostri telefonini” per fare fotografie. “Niente telefonini”, avverte con chiarezza.

“A me dà tanta tristezza quando celebro qui in Piazza o in Basilica e vedo tanti telefonini alzati non solo dei fedeli, anche di alcuni preti e anche vescovi. Ma per favore! 

La Messa non è uno spettacolo: è andare all’incontro della passione, della resurrezione del Signore”.

Bisogna tornare alle fondamenta, come San Tommaso che chiede di “toccare” in qualche modo Dio per poterlo riconoscere. E sono proprio i Sacramenti e la Celebrazione eucaristica "vie privilegiate” per incontrarci con l’amore di Dio. Riscoprire questa bellezza, conclude, “dà senso pieno alla vita di ciascuno”.

 


L'angolo della preghiera

 

DAVANTI ALLE MOLTE COSE

 

C’è un appuntamento decisivo

 che non possiamo perdere, Gesù.

Non è in gioco solo la partecipazione

ad una qualche festa, ad un banchetto,

 ma quello che ci accadrà per l’eternità.

 In effetti la tua proposta,

quel regno dei cieli di cui ci parli,

 è un mondo nuovo di grazia e di misericordia,

 in cui potremo entrare,

 ma anche esserne tenuti fuori.

Dipende da noi, dalla nostra vigilanza:

solo se saremo pronti

al momento in cui lo sposo arriva,

solo se le nostre lampade

 saranno ancora accese,

 grazie alla riserva d’olio,

potremo partecipare alle nozze.

Senza quell’olio, nel protrarsi dell’attesa

le nostre lampade potrebbero spegnersi

 e al momento giusto risulteremmo

 completamente immersi nel buio.

Senza quell’olio, potremmo distrarci

e lasciarci afferrare da altre preoccupazioni,

che riempiono il cuore e la mente

ed impediscono di vivere l’attesa, 

di scrutare la notte

per cogliere l’arrivo dello sposo.

Senza quell’olio rischiamo di trovarci

davanti ad una porta inesorabilmente chiusa

 e alla dolorosa coscienza di aver perso tutto.

 

Roberto Laurita

 


Immagine100

 

Giovedì 16 alle ore 17.30

Adorazione Eucaristica Vocazionale

 

Domenica 19 alle ore 11.30

P. Paolo Bertapelle saluterà dopo la Celebrazione Eucaristica tutti i parrocchiani prima di partire per la sua nuova sede.


 

 

LA VERA FELICITÀ È IL FUTURO DEI CRISTIANI.

on .

felicita

La fede non toglie la sofferenza, non è una droga. Credere è accogliere una luce che conforta, beneficiare di un amore che viene dall’alto. Sapere da dove si viene e dove si va. Le persone troppo sicure delle loro capacità intellettuali rischiano di non interessarsi di questa luce che viene da Cristo, non hanno bisogno di Lui.

Al contrario quelli che soffrono cercano speranza e forza e si aprono più spontaneamente a Dio. Lungi dall’umiliare l’essere umano, la fede alleggerisce il peso dell’esistenza

10 NOVEMBRE. MEMORIA DI SAN LEONE MAGNO, PAPA. SIAMO TUTTI PARTECIPI DELLA STIRPE REGALE E DELL'UFFICIO SACERDOTALE.

on .

SAN LEONE

Tutti quelli che sono rinati in Cristo conseguono dignità regale per il segno della croce. Con l'unzione dello Spirito Santo poi sono consacrati sacerdoti. Non c'è quindi solo quel servizio specifico proprio del nostro ministero, perché tutti i cristiani sono rivestiti di un carisma spirituale e soprannaturale, che li rende partecipi della stirpe regale e dell'ufficio sacerdotale.

Non è forse funzione regale il fatto che un'anima, sottomessa a Dio, governi il suo corpo? Non è forse funzione sacerdotale consacrare al Signore una coscienza pura e offrirgli sull'altare del cuore i sacrifici immacolati del nostro culto? Per grazia di Dio queste funzioni sono comuni a tutti. 

SAN LEONE MAGNO, PAPA. DISCORSI

UA-90394871-1