Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

IL NOSTRO IMPEGNO EDUCATIVO DI ROGAZIONISTI TRA I RAGAZZI E I GIOVANI NON SI LIMITA A CHE ESSI IMPARINO UN MESTIERE E SVOLGANO UNA PROFESSIONE SEPPUR DIGNITOSA E GRATIFICANTE

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Per noi educazione vuol dire promozione umana del singolo e questa trova significato nella realizzazione e nella risposta positiva ad una vocazione divina, al progetto umano e cristiano, che ciascuno di noi riceve venendo in questo mondo.

Una persona non può essere privata della sua dignità intrinseca, né questa essere commisurata esclusivamente sulla base della riuscita in determinati affari.

Il nostro impegno educativo tra i ragazzi non si limita a che essi imparino un mestiere e svolgano una professione seppur dignitosa e gratificante, a servizio della propria realizzazione nella famiglia e nella società.

Ma a ciascuno di loro viene proposto un orizzonte più ampio, dove in risposta alla volontà di Dio, ciascuno accolga la propria vita come dono, la vive nella dimensione del dono, con gioia e gratitudine.

ADAMO CALO’. Conferenza Incontro Superiori Comunità e Responsabili attività educative e di assistenza per minori. Roma. 15 maggio 2005

LA PREGHIERA DEL BUON UMORE.

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UMORISMO

Dammi, o Signore, una buona digestione ed anche qualcosa da digerire.

Dammi la salute del corpo, col buon umore necessario per mantenerla.

Dammi un’anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri e i lamenti.

Dammi, o Signore, il senso del ridicolo.

Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo, affinché conosca nella vita un po’ di gioia e possa farne parte anche ad altri. 

TOMMASO MORO

SEI TU, SIGNORE, LA MIA SPERANZA, LA MIA FIDUCIA FIN DALLA MIA GIOVINEZZA

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SEI TU SIGNORE LA MIA SPERANZA

SEI TU, SIGNORE, LA MIA SPERANZA, LA MIA FIDUCIA FIN DALLA MIA GIOVINEZZA.

Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno; a te la mia lode senza fine.

Sono parso a molti quasi un prodigio: eri tu il mio rifugio sicuro.

Non mi respingere nel tempo della vecchiaia, non abbandonarmi quando declinano le mie forze.

Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi.

E ora, nella vecchiaia e nella canizie, Dio, non abbandonarmi, finché io annunzi la tua potenza, a tutte le generazioni le tue meraviglie.

MA DIO DOVE LO POSSIAMO TROVARE? MI SEMBRA ASSURDO CREDERE IN QUELLO CHE CI INSEGNAVANO AL CATECHISMO.

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MA DIO DOVE

Quando andavo al catechismo,  - così mi scrive sulla mia e-mail Danilo di Torpignattara, un quartiere di Roma,  - mi hanno insegnato che Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo.

L’ho sempre dato per scontato, e ancora oggi non dubito di questo, forse anche perché non ho mai seriamente riflettuto su certi argomenti.

Ma certe volte mi sembrano frasi fatte, che possono anche non significare niente. Mi riesce difficile immaginare la figura di Dio. Sono di quelle notizie che vanno e vengono dal computer ma che non cambiano la vita a nessuno. Veramente noi pensiamo di poter collocare Dio in qualche posto?

Carissimo Danilo, mi ricordo anch’io queste espressioni imparate a memoria andando al catechismo ed essere ammessi alla prima comunione.

Forse hai ragione. Noi non potremmo mai definire uno spazio per Dio. Né dargli un volto umano. Se non a Gesù che secondo la nostra fede si è fatto uomo come noi.

L’espressione usata dal tuo catechista voleva soltanto sottolineare che il nostro Dio non può essere contenuto in un angolo del mondo, perché supera ogni spazio e tempo.

Dio nessuno lo ha mai visto, perché Egli non può essere visto con occhi umani.

Ma la tua fede può aiutarti a fartelo sentire vicino nei momenti di preghiera, nella lettura e meditazione della Bibbia, e, ancora la tua fede, ti aiuterà a scoprire il volto di Dio quando con amore sarai capace di accogliere e aiutare il fratello soprattutto quello povero.

MA GLI ESSERI UMANI CON BASSA QUALITÀ DI VITA, HANNO FORSE UNA DIGNITÀ E UN VALORE INFERIORE AGLI ALTRI?

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charlie gard

Charlie Gard è affetto da una patologia inguaribile, ma inguaribile non significa incurabile. Dove non si può guarire, si può curare e dove le terapie non possono incidere positivamente sulla sorte ineluttabile di un paziente, resta il dovere di accompagnarlo, nel migliore dei modi, sino alla fine.

Perché un bimbo anche se gravemente malato e avviato a un esito infausto, dovrebbe essere fatto morire in anticipo sottraendo presidi vitali indispensabili?

Si intravede, dietro questa decisione, un atteggiamento mentale che sta inquinando alle radici la pratica medica, le legislazioni e il sentire diffuso: l’idea che gli esseri umani con bassa qualità di vita, perché segnati dall’handicap o dalla malattia, abbiamo una dignità e un valore inferiore agli altri e che sia irragionevole sprecare per essi preziose risorse che potrebbero essere destinate altrimenti.

È la cultura dello scarto che ha assunto ormai la parvenza della buona pratica medica e di cui il caso di Charlie è diventato simbolo drammatico, con l’aggravante che qui la medicina, rafforzata dalla legge, si è imposta violentemente persino sulla volontà dei genitori.

Accanto a Charlie i suoi coraggiosi genitori. Essi hanno accolto il loro bambino con amore. Lo hanno circondato di cure. Hanno lottato per la sua vita. Adesso, per ragioni non note, viene negata loro persino la consolazione di farlo morire a casa.

Intorno a questi genitori, sono fiorite la solidarietà e la generosità di molte persone, importanti o sconosciute.

Assordante è, invece, il silenzio di tanti paladini della libertà di cura che si mobilitano con dispiego di mezzi e di argomenti quando si tratta di difendere un diritto alla morte, ma sembrano ammutolirsi quando qualcuno rivendica il diritto alla vita.

ALCUNE COSE SONO PIU' IMPORTANTI DEI SOLDI NELLA VITA E IN FAMIGLIA

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Figlio: "Papà, posso farti una domanda?"
Papà: "Certo, di cosa si tratta?"
Figlio: "Papà, quanti soldi guadagni in un ora?"
Papà: "Non sono affari tuoi. Perché mi fai una domanda del genere?"

Figlio: "Volevo solo saperlo. Per favore dimmelo, quanti soldi guadagni in un ora?"
Papà: "Se proprio lo vuoi sapere, guadagno $100 in un’ora"
Figlio: "Oh! (con la testa rivolta verso il basso)
Figlio: "Papà, mi presteresti $50?"
Il padre si infuriò.

Papà: "La sola ragione per cui me lo hai chiesto era per chiedermi in prestito dei soldi per comprare uno stupido giocattolo o qualche altra cosa senza senso, adesso tu fili dritto per la tua stanza e vai a letto.
Pensa al perché stai diventando così egoista. Io lavoro duro ogni giorno per questo atteggiamento infantile.

Il piccolo bambino andrò in silenzio nella sua stanza e chiuse la porta.
L'uomo si sedette e diventò ancora più arrabbiato pensando alla domanda della ragazzo. Come ha avuto il coraggio di farmi una domanda simile solo per avere dei soldi?

Dopo un’ora o poco più, l'uomo si calmò, e cominciò a pensare:
Forse c'era qualcosa di cui aveva davvero bisogno di comprare con $50, non chiede dei soldi molto spesso.
L'uomo andò nella stanza del piccolo bambino e aprì la porta.

Papà: "Stai dormendo, figlio?"
Figlio: "No papà, sono sveglio".
Papà: "Stavo pensando, forse sono stato troppo duro con te prima. È stato un giorno faticoso per me oggi e mi sono scaricato su di te. Questi sono i $50 che mi hai chiesto".

Il piccolo bambino si sedette subito e cominciò a sorridere.
Figlio: "Oh, grazie papà!"
Dopo, da sotto il suo cuscino ha tirato via delle banconote stropicciate. L'uomo vide che il bambino aveva già dei soldi, e iniziò ad infuriarsi di nuovo. Il piccolo bambino iniziò lentamente a contare i suoi soldi, e dopo guardò il padre.

Papà: "Perché vuoi altri soldi se ne hai già"?
Figlio: "Perché non ne avevo abbastanza, ma adesso sì".
"Papà, ho $100 adesso. Posso comprare un’ora del tuo tempo? Per favore vieni prima domani. Mi piacerebbe cenare con te."

Il padre rimase impietrito. Mise le sue braccio attorno al suo bambino e lo implorò di perdonarlo.

Questo è solamente una storia per ricordare a tutti voi che non bisogna sempre lavorare così duramente nella vita. Non ci rendiamo conto che il tempo ci scivola via tra le dita senza averne speso un po' con le persone più importanti della nostra vita, quelle vicino ai nostri cuori.

Ti ricorderai che $100 valgono il tuo tempo con la persona che ami? Se noi morissimo domani, la società per cui lavoriamo ci potrà facilmente sostituire in qualche giorno. Ma la famiglia e gli amici che ci lasciamo dietro sentiranno la mancanza per il resto delle loro vite.

E inizia a pensarci, noi mettiamo tutto ciò che abbiamo sul lavoro piuttosto che sulla nostra famiglia.
Alcune cose sono più importanti.

MONSIGNOR MARIO DELPINI È IL NUOVO ARCIVESCOVO DI MILANO.

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I nostri migliori auguri a Monsignor Mario DELPINI che Papa Francesco ha scelto in questi giorni come sostituto del cardinale Angelo Scola, che aveva rassegnato le dimissioni al compimento dei suoi 75 anni di età.

Nato a Gallarate nel 1951, ordinato sacerdote nel 1975, Mario Delpini, che e stato rettore dei seminari di Milano, e dal 2012 era vicario generale della diocesi ambrosiana.

Lo ricordiamo con piacere per la sua affabilità e disponibilità a visitare e trascorrere del tempo con i confratelli della nostra comunità religiosa parrocchiale in Trezzano sul Naviglio.

Il Signore gli conceda salute e serenità per svolgere al meglio il suo nuovo ministero. Da parte nostra assicuriamo la nostra preghiera amicizia e sostegno.

Nelle foto Monsignor Delpini, che volle incontrare la comunità religiosa durante la Visita Canonica del Superiore provinciale, condividendo un momento di preghiera e il pranzo con i confratelli.

LE ORE E I GIORNI i mesi e gli anni passano.

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orologio del tempo

LE ORE E I GIORNI

i mesi e gli anni passano.

e la vita procede

verso il misterioso domani.

Intanto si alternano gioie e dolori,

fortune e sventure,

amori e dolori,

tristezze e piaceri

per ognuno e per tutti.

La vita è milizia e teatro;

noi siamo eroi e marionette;

ogni giorno un impegno

e ogni sera un esame.

Ma dobbiamo essere con vinti di questo:

ogni mattina la speranza si alza

sempre un’ora prima del sole.

La vera misura del tempo

non è l’orologio,

la vera misura del tempo è la speranza.

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