Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

7 MAGGIO. SANTA MARIA, DONNA DEL POPOLO

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Santa Maria, donna del popolo,

oggi più che mai abbiamo bisogno di te.

Viviamo tempi difficili, in cui allo spirito comunitario si sovrappone la sindrome della setta. Agli ideali di più vasta solidarietà si sostituisce l’istinto della fazione.

Dacci, ti preghiamo, una mano d’aiuto perché possiamo rafforzare la nostra declinante coscienza di popolo. Noi credenti, che per definizione ci chiamiamo popolo di Dio, sentiamo di dover offrire una forte testimonianza di comunione, sulla quale il mondo possa cadenzare i suoi passi.

Santa Maria, donna del popolo, insegnaci a condividere con la gente le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce che contrassegnano il cammino della nostra civiltà.

Donaci il gusto di stare in mezzo, come te nel cenacolo.

Liberaci dall’autosufficienza. E snidaci dalle tane dell’isolamento.

 

DON TONINO BELLO

SANTA MARIA, VERGINE DELLA NOTTE

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Santa Maria, Vergine della notte,
noi t’imploriamo di starci vicino
quando incombe il dolore,
e irrompe la prova,
e sibila il vento della disperazione,
e sovrastano sulla nostra esistenza il cielo nero degli affanni
o il freddo delle delusioni,
o l’ala severa della morte.

Liberaci dai brividi delle tenebre.
Nell’ora del nostro Calvario,
tu, che hai sperimentato l’eclisse del sole,
stendi il tuo manto su di noi,
sicché, fasciati dal tuo respiro,
ci sia più sopportabile la lunga attesa della libertà.

Alleggerisci con carezze di madre
la sofferenza dei malati.
Riempi di presenze amiche e discrete
il tempo amaro di chi è solo.

Spegni i focolai di nostalgia nel cuore dei naviganti,
e offri loro la spalla perché vi poggino il capo.

Preserva da ogni male i nostri cari che faticano
in terre lontane
e conforta, col baleno struggente degli occhi,
chi ha perso la fiducia nella vita.

Ripeti ancora oggi la canzone del Magnifìcat,
e annuncia straripamenti di giustizia
a tutti gli oppressi della terra.

Non ci lasciare soli nella notte a salmodiare le nostre paure.
Anzi, se nei momenti dell’oscurità ti metterai vicino a noi
e ci sussurrerai che anche tu,
Vergine dell’avvento,
stai aspettando la luce,
le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto.

E sveglieremo insieme l’aurora.

DON TONINO BELLO

DOMENICA DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI. SIGNORE, DONACI PRETI DA BATTAGLIA

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SIGNORE, DONACI PRETI DA BATTAGLIA.

PRETI APPASSIONATI DEI GIOVANI E DEI POVERI

Signore, donaci dei preti nuovi, plasmati su di te. Preti adatti al mondo di oggi, che resistano a tutti gli sbandamenti e a tutte le mode. Preti pieni di Spirito Santo, preti innamorati di te, dell’Eucaristia, della Parola, preti spezzati alla preghiera. Preti che non guardano l’orologio quando stanno davanti a te, preti capaci di pregare di giorno e di notte, capaci come Gesù, di passare anche le notti in preghiera.

Preti che insegnano a pregare. Preti ap­passionati dei giovani, dei poveri, degli ultimi. Preti rotti a tutte le carità, che sanno accogliere il drogato, il carcerato, la ragazza che abortisce, l’omosessuale, la coppia sfasciata; capaci di tenerezza e di misericordia per tutte le disperazioni del mondo di oggi.

Signore, mandaci dei preti da battaglia, umili, senza storie per la testa; umili e fedeli alla Chiesa, che insegnano ad amare la Chiesa, che correggono su se stessi i mali della Chiesa, che si puntano il dito addosso prima di puntarlo sulla Chiesa.

Mandaci preti senza storie borghesi, allenati al sacrificio, che sanno parlare ai giovani di sacrificio, che vivono la povertà evangelica, che sanno dividere tutto quello che hanno con il povero.

Mandaci preti aggiornati, con una teologia dagli scarponi ferrati che sa resistere alle mode di pensiero e ai compromessi mondani. Preti che non si aggiogano al carro di chi la sa più lunga dei Vescovi e del Papa.

Mandaci preti di punta, preti creativi, dal cuore grande come il cuore di Cristo, instancabili nell’insegnare, nel guidare, nel formare.

Preti costanti, resistenti, tenaci. Mandaci preti profeti, forti, umili, che non si scandalizzano di nessuna miseria umana.

Mandaci preti che si sentano peccatori come noi, fedeli e fieri del loro celiba­to, preti limpidi che portino il Vangelo stampato nella loro vita più che nelle loro parole.

Signore, donaci il coraggio di chiedere preti santi e di meritarli un poco, almeno con la preghiera umile, costante e coraggiosa.

Maria, Madre dei preti, Madre della Chiesa, aggiungi tu quello che manca a questa preghiera e presentala a Cristo per noi. Amen.

PADRE ANDREA GASPARINO

LA VOCAZIONE ALLA VITA RELIGIOSA E SACERDOTALE È UNA RISPOSTA PERSONALE AD UNA CHIAMATA PERSONALE DI DIO

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La vocazione alla vita religiosa e sacerdotale è una risposta personale ad una chiamata personale di Dio; questo è il senso proprio della parola vocazione.

Nel vangelo vediamo che è Gesù a chiamare a sé coloro che poi farà suoi discepoli. Solo rispondendo a questa chiamata divina, ognuno di noi trova pace con se stesso e si realizza pienamente.

La nostra personale vocazione non è, come spesso si sente dire, un'opzione tra molte scelte possibili. Essa è l'opportunità concessa alla nostra esistenza, la singolare alternativa che Dio ha riservato per noi. La vocazione è qualcosa di unico, che si identifica con la nostra stessa esistenza.

Ogni cristiano in questa ottica è sempre un chiamato. Perché nessuno di noi è venuto in questo mondo per caso o vive per sbaglio. Se Dio ci ha voluto far nascere, se ci ha dato la vita in questo mondo è perché aveva previsto per ciascuno di noi un progetto, frutto della sua predilezione e amore, una vocazione.

Perciò è fuori luogo dire che si perde la vocazione. Noi possiamo rifiutarla o respingerla o essere indifferenti e distratti. Ma non perderla.

Adamo Calò. Omelia in occasione della Professione religiosa dei giovani Rogazionisti. Messina 8 settembre 2005

PEDAGOGIA ROGAZIONISTA. EDUCAZIONE È TENEREZZA E RELAZIONE AFFETTIVA

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EDUCAZIONE È TENEREZZA E RELAZIONE AFFETTIVA.

Fondamento di ogni educazione è l’amore che cambia il rapporto tra l’adulto e il ragazzo in una intesa immediata e trasforma l’ambiente educativo in una famiglia accogliente. Il rapporto educativo si traduce in amicizia, condivisione ed esperienza di valori e di ideali.

E’ uno stile di vita partecipata, che oltre a preoccuparsi dei rischi ai quali vanno incontro i ragazzi e i giovani di ogni tempo, nella loro avventura quotidiana in questo mondo, richiede dai genitori e dagli educatori professionali l’impegno personale a proporre, incoraggiare, aiutare il ragazzo e il giovane a diventare quello che è e deve essere, e poter concretizzare quelle scelte operative che sono conformi al suo progetto di vita e alla sua personale vocazione.

Opera santa, scriveva S. Annibale M. di Francia, è quella di dedicarsi alla educazione dei fanciulli, strappandoli ai pericoli, per avviarli ad una educazione e istruzione, per produrli buoni cristiani, perfetti cattolici, onesti e laboriosi cittadini e un giorno buoni padri di famiglia se Iddio a tanto li destina. 

ADAMO CALO’. Padre Annibale Maria Di Francia e la sua proposta educativa. www.padreadamo.com, 17 marzo 2004

7 MAGGIO 2017. XXI GIORNATA BAMBINI VITTIME. I PICCOLI SONO I VERI GRANDI.

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I piccoli sono i veri grandi.

È questo il tema della XXI Giornata Bambini Vittime contro la violenza, lo sfruttamento e l’indifferenza e la pedofilia. I bambini sono abusati da chiunque, non c’è una categoria sociale specifica. Vengono devastati nella loro intimità ed i loro corpi sono oggetto talvolta di traffico e mercato. Non possiamo tollerare questa assurda mercificazione che con Internet ha trovato canali di diffusione inimmaginabile e lucrativa. In questa XXI Giornata per i bambini vittime della violenza affidiamo al Signore tutti i piccoli che soffrono a causa di una cultura che non ama la vita.

La pedofilia in sé è un crimine odioso, un comportamento da deplorare e da condannare, perché offende Dio e ferisce la dignità della persona umana. Di pedofilia e di abusi bisogna sempre stare attenti a parlare però con sobrietà. Si esige una delicatezza che non è sempre nelle abitudini dei media, ma che è richiesta invece dal rispetto per le vittime, e per tutti coloro che erroneamente venissero accusati. Sobrietà e delicatezza non significano tacere o minimizzare, ma chiamare le cose con il loro nome, sforzandosi di presentare tutti i dati della problematica, attenendosi ai fatti accertati.

La Giornata dei Bambini Vittime (GBV) della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza, contro la pedofilia, viene celebrata sin dal 1995, a seguito del tentato omicidio nei confronti di una bambina di 11 anni, dei racconti di alcuni episodi di abuso e del suicidio di un ragazzo di 14 anni e la criminale produzione, diffusione e commercio della pedofilia e pedopornografia.

Dal 2002, su sollecitazione istituzionale ed ecclesiale, la GBV è diventata un appuntamento e un forte richiamo in Italia e all’estero per la Chiesa, per la società civile e per le realtà politiche e culturali.

6 MAGGIO. MEMORIA DI SAN DOMENICO SAVIO. I MIEI AMICI SARANNO GESÙ E MARIA.

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DOMENICO SAVIO era nato a San Giovanni di Riva presso Chieri, il 2 aprile 1842 è morì a 14 anni il 9 marzo 1857.

Fu un allievo di san Giovanni Bosco, al quale aveva scritto un biglietto: "Mi aiuti a farmi santo?"

E Don Bosco gli rispose con i cosiddetti "segreti della santità": Allegria, Impegno nei doveri di studio e di preghiera, Fare del bene.

A sette anni ricevette la Prima Comunione, per la quale sc, risse alcune righe nelle quali riassumeva il suo progetto di vita:


- Mi confesserò molto sovente e farò la comunione tutte le volte che il confessore me lo permetterà.
- Voglio santificare i giorni festivi.
- I miei amici saranno Gesù e Maria.
- La morte ma non peccati.

L’ATEISMO È LA PIÙ TREMENDA DELLE SOLITUDINI UMANE

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L’ateo non ha un Padre in cui rifugiarsi e una Provvidenza in cui sperare.

Per l’ateo vale l’espressione di Fedor Dostoévsky: “Se Dio non esistesse, tutto è permesso”.

Essere ateo tuttavia non è una colpa, se egli è sincero con se stesso e rispettoso degli altri. L’ateo che vive un suo travaglio interiore è degno di ogni rispetto.

L’ateo invece che vive nell’arroganza della sua negazione, non si rende conto della sua irrazionalità e va compatito.

L’ateo comunque è una provocazione alla fede di tanti cristiani mediocri.

ANTONIO UGENTI. I problemi dei giovani. Gribaudi editore. 1992

PREGHIERA A MARIA PER I GIOVANI IN RICERCA VOCAZIONALE

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O Maria santissima, prediletta creatura, Figlia di Dio Padre onnipotente,

ascolta la nostra voce filiale, interprete del cuore di tutta la Chiesa.

A te, sorgente della Vita, consegniamo le attese dei giovani, inquieti nella ricerca di un mondo più giusto e umano, e fiduciosi chiediamo: Orienta i loro passi verso il Cristo, primogenito dell'umanità rinnovata, perché nella sua luce si compongano i loro sforzi e si compiano le loro speranze.

PAPA PAOLO VI

PREGHIERA A MARIA MADRE DELLE VOCAZIONI

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 6 MAGGIO. MEMORIA DI MARIA NOSTRA SIGNORA DEL ROGATE

 

O Maria, Madre di Dio, Madre della Chiesa,
affidiamo a te la nostra vita,
a te, che hai accolto con fedeltà assoluta la Parola di Dio 
e ti sei dedicata al suo progetto di salvezza e di grazia,
aderendo con totale docilità all’azione dello Spirito Santo;
a te, che hai avuto dal tuo Figlio la missione
di accogliere e custodire il discepolo che egli amava (cf. Gv 20, 26); 
a te ripetiamo, tutti e ciascuno, “totus tuus ego sum”,
perché tu assuma la nostra consacrazione 
e la unisca a quella di Gesù e alla tua, 
come offerta a Dio Padre, per la vita del mondo.

Noi ti preghiamo di guardare alla indigenza dei tuoi figli, 
come hai fatto a Cana, quando ti sei presa a cuore
la situazione di quella famiglia. 
Oggi, l’indigenza più grande di questa tua famiglia 
è quella delle vocazioni presbiterali, diaconali, religiose e missionarie.
Raggiungi dunque, con la tua “onnipotenza supplice”, 
il cuore di molti nostri fratelli, 
perché ascoltino, intendano, rispondano alla voce del Signore. 
Ripeti loro, nel profondo della coscienza, l’invito fatto ai servi di Cana: 
Fate tutto quello che Gesù vi dirà (cf. Gv 2, 5).

Noi saremo Ministri di Dio e della Chiesa, 
votati ad evangelizzare, santificare, pascere i nostri fratelli: 
insegnaci e donaci le attitudini del buon pastore; 
alimenta e accresci la nostra dedizione apostolica;
fortifica e rigenera sempre il nostro amore per chi soffre;
illumina e vivifica il nostro proposito di verginità per il Regno dei cieli;
infondi e custodisci in noi il senso di fraternità e di comunione.

Con le nostre vite ti affidiamo, o Madre nostra, 
quelle dei nostri genitori e familiari;
quelle dei fratelli che raggiungeremo con il nostro ministero,
perché le tue premure materne
precedano sempre ogni nostro passo verso di loro
e orientino costantemente il cammino verso la Patria,
che ci ha preparato con la sua Redenzione, 
Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Amen

SAN GIOVANNI PAOLO II, PAPA

 

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