Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

LASCIAMOCI RESTAURARE DA DIO, DALLA SUA MISERICORDIA

on .

 

Lasciamoci restaurare da Dio, dalla sua misericordia.

Il fatto che sia stata la Madonnina ad aspettarmi alla porta di Milano mi ha fatto ricordare quando da bambini, da ragazzi, tornavamo da scuola e c’era la mamma sulla porta ad aspettarci. La Madonna è madre! E sempre arriva prima, va avanti per accoglierci, per aspettarci.

Ed è significativo il fatto che questa vostra Madonnina è stata restaurata, come la Chiesa ha sempre bisogno di essere “restaurata”, perché è fatta da noi, che siamo peccatori. Lasciamoci restaurare da Dio, dalla sua misericordia. Lasciamoci ripulire nel cuore, specialmente in questo tempo di Quaresima.

La Madonna è senza peccato, lei non ha bisogno di restauri, ma la sua statua sì, e così come Madre ci insegna a lasciarci ripulire dalla misericordia di Dio, per testimoniare la santità di Gesù.

PAPA FRANCESCO. Ai fedeli della parrocchia nel quartiere delle Case Bianche in Milano. 25 MARZO 2017.

EDUCARE OGGI. QUANDO VIENE MENO L’ASCOLTO IL DIALOGO E L’AFFETTO

on .

 

EDUCARE OGGI. QUANDO VIENE MENO L’ASCOLTO IL DIALOGO E L’AFFETTO.

Non è raro il caso di genitori e figli che non hanno niente da dirsi.

Dall’adolescenza in poi molti ragazzi e ragazze dovranno misurarsi con la vita da soli; a vedersela con una molteplicità di proposte culturali, di condotte allettanti e permissive, senza avere accanto genitori in grado di aiutarli.

Varcata la soglia della maggiore età, si acuiscono i sentimenti di distacco e di alienazione dalla propria famiglia. Nel nostro tempo i giovani sembrano vivere separati dagli adulti; si comprende così perché essi appaiano spesso senza una vera progettualità, frammentati in proposte a corto raggio, sollecitati a vivere nel privato e nel quotidiano.

Tutto questo è conseguenza del silenzio tra genitori e figli, frutto della rinuncia dei genitori a essere i primi educatori dei figli.

Il problema della relazione tra giovani e adulti chiede spiegazione soprattutto agli adulti perché essi talvolta appaiono come figure grigie che non trasmettono niente di nuovo ai giovani. I giovani hanno bisogno di essere ascoltati, di essere capiti da adulti disponibili.

Essi devono incontrare nella propria esperienza persone adulte che siano interessanti, sufficientemente riuscite e realizzate, sufficientemente mature; riscoprire in loro una ricchezza relazionale, culturale, affettiva.

QUALE FASCINO VOCAZIONALE PUÒ ANCORA SUSCITARE TRA I GIOVANI OGGI UN CLERO VECCHIO IN ETÀ E FORSE INVECCHIATO NEL CUORE

on .

 

QUALE FASCINO VOCAZIONALE PUÒ ANCORA SUSCITARE TRA I GIOVANI OGGI UN CLERO VECCHIO IN ETÀ E FORSE INVECCHIATO NEL CUORE.

Come fa un giovane oggi a innamorarsi di una vocazione guardando i tanti vecchi preti in giro membri di una chiesa pesante e appesantita. Dobbiamo prendere atto del carattere anestetico di tante nostre celebrazioni.

Se tanti giovani hanno atteggiamenti di diffidenza verso la proposta della vita sacerdotale e religiosa la causa può essere anche la visuale offerta da un clero occupato e spesso preoccupato dal valore sociale delle programmazioni apostoliche per ricavarne apprezzamenti sociali e visibilità di immagine, e forse sempre meno coinvolto a proporre e vivere con coerenza una esperienza di vita apostolica che faccia riferimento a Cristo e al suo stile vita in questo mondo.

(cfr. Adamo Calò, in: Linee programmatiche per la Provincia religiosa, 2011)

SE IL CHICCO DI GRANO CADUTO IN TERRA NON MUORE NON PRODUCE FRUTTO

on .

 

SE IL CHICCO DI GRANO CADUTO IN TERRA NON MUORE NON PRODUCE FRUTTO.

E’ importante quello che Gesù dice riguardo alla morte. Gesù, parlando della propria morte, usa il paragone di un chicco che si trasforma in una spiga. Cosa significa questo? Perché riguarda non soltanto la morte di Gesù, ma anche la nostra morte, quella dei nostri cari: in ogni individuo c’è una ricchezza di vita, ci sono delle potenzialità, delle energie, che nel breve arco della esistenza non riescono a emergere.

L'immagine del chicco getta una luce grande prima di tutto sulla vicenda personale di Gesù e poi anche su quella di tutti i suoi discepoli. Il chicco di grano è innanzitutto Lui stesso, Gesù. Come il chicco di grano Egli è caduto in terra, nella sua passione e morte, ma è rispuntato e ha portato, con la sua risurrezione, i frutti abbondanti della salvezza.

Ma la storia del piccolo chicco di grano aiuta anche noi a capire noi stessi e il senso della nostra esistenza, a lottare contro il male e l'egoismo, a spenderci per vivere la vita come amore, a confidare nella bontà di Dio che rende molto fruttuosa la sofferenza, proprio nel momento in cui abbiamo l'impressione di non poter far più nulla, perché malati o impossibilitati.

E' difficile oggi fare un discorso come questo. La mentalità del benessere come un diritto dell'uomo, del consumismo, della vita concepita come divertimento, è radicalmente contraria alla mentalità evangelica.

EMERGENZA EDUCATIVA IN ITALIA. È DIVENTATO NORMALE PENSARE CHE TUTTO È UGUALE, CHE NULLA IN FONDO HA VALORE SE NON I SOLDI, IL POTERE E LA POSIZIONE SOCIALE

on .

 

EMERGENZA EDUCATIVA IN ITALIA. È DIVENTATO NORMALE PENSARE CHE TUTTO È UGUALE, CHE NULLA IN FONDO HA VALORE SE NON I SOLDI, IL POTERE E LA POSIZIONE SOCIALE.

Si vive come se la verità non esistesse, come se il desiderio di felicità di cui è fatto il cuore dell’uomo fosse destinato a rimanere senza risposta.

È stata negata la realtà, la speranza di un significato positivo della vita, e per questo rischia di crescere una generazione di ragazzi che si sentono orfani, senza padri e senza maestri, costretti a camminare come sulle sabbie mobili, bloccati di fronte alla vita, annoiati e a volte violenti, comunque in balia delle mode e del potere.

Ma la loro noia è figlia della nostra, la loro incertezza è figlia di una cultura che ha sistematicamente demolito le condizioni e i luoghi stessi dell’educazione: la famiglia, la scuola, la Chiesa.

(cfr. Giorgio Cittadini, Appello su Emergenza educativa in Italia, novembre 2005)

CARI BAMBINI, CIASCUNO DI VOI È UN REGALO DI DIO PER IL MONDO

on .

 

CARI BAMBINI, CIASCUNO DI VOI È UN REGALO DI DIO PER IL MONDO.

Voi occupate un posto molto importante nel cuore del Papa. Voi, miei piccoli amici, non siete soli, in questo momento desidero che lo sappiano tutti i bambini, particolarmente quelli che sopportano il peso della sofferenza, l’abbandono, la violenza o la fame.

Sono venuto perché sentiate il mio affetto. Ciascuno di voi è un regalo di Dio per il mondo.

La vostra famiglia, la Chiesa, la scuola e chi ha responsabilità nella società devono lavorare uniti perché voi possiate ricevere come eredità un mondo migliore, senza invidie né divisioni. Per questo, desidero levare la mia voce invitando tutti a proteggere e accudire i bambini, perché mai si spenga il loro sorriso, possano vivere in pace e guardare al futuro con fiducia.

Papa Benedetto XVI in Guanajuato, durante la sua visita in Messico.

25 MARZO. ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE. ECCO LA SERVA DEL SIGNORE: AVVENGA PER ME SECONDO LA TUA PAROLA.

on .

 

25 MARZO. ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE. ECCO LA SERVA DEL SIGNORE: AVVENGA PER ME SECONDO LA TUA PAROLA.

Oggi la Chiesa celebra l’Annunciazione del Signore, il momento in cui il Verbo di Dio cominciò ad essere uomo nel grembo di Maria.

L'incarnazione è il cuore del disegno di Dio creatore e salvatore. È il sogno dell'amore di Dio che si realizza. Tutto fu creato in vista di questo momento. "Il Verbo si fece carne" e l'Eterno entrò nella storia; Dio si legò agli uomini per sempre. Una giovane donna, di uno sperduto villaggio di questo mondo, viene messa dinanzi ad un mistero eterno che deve compiersi nella sua vita. Lei dovrà essere la Madre del Figlio dell'Altissimo.

L'Angelo Gabriele dice alla giovane donna che nulla è impossibile a Dio. "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola".

Solo chi è umile può fare una tale professione di fede, consegnando l'intera vita al suo Dio e Signore.

Solo chi ha il cuore puro riesce ad aprirsi a Dio nella sua Parola. Il cuore puro infatti vede Dio in ogni sua manifestazione naturale e soprannaturale.

Attraverso Maria l'annuncio era destinato a tutto il genere umano. Maria era figura della Chiesa e dell'umanità intera. Rappresentava tutti noi. In lei tutti abbiamo ricevuto la buona notizia di Dio fatto uomo, per essere il nostro Salvatore.

SILVIO DISSEGNA. UN BAMBINO MERAVIGLIOSO

on .

 

 

Nasce il 1 luglio 1967 a Moncalieri. I genitori si impegnano subito a dargli una educazione veramente cristiana. Nella sua casa prova una grande gioia quando i suoi genitori gli fanno conoscere Gesù e gli insegnano a pregare mattino e sera. A scuola, si distingue per l’intelligenza e per l’impegno, ma gli piace pure giocare e fare passeggiate a piedi o in bicicletta nei prati e nei boschi. Incanta tutti con il suo affetto, con il suo “grazie” sempre pronto e il suo continuo sorriso. Gli piace tanto giocare al pallone e vuole diventare da grande come Gori della Juve.

Nella primavera del 1978 si lamenta di un dolore insistente alla gamba sinistra. All’ospedale di Moncalieri, i medici scoprono che si tratta di un brutto tumore alle ossa. Silvio ha 11 anni ma intuisce che cosa gli sta capitando.

Non dispera, desidera guarire. Il 4 giugno 1978, chiede ai suoi: ”Dite a don Luigi di portarmi la Comunione a casa. Voglio Gesù tutti i giorni”. Gesù che riceve ogni giorno gli fa comprendere il valore della sofferenza:

”Oggi offro le mie sofferenze per il Papa, i peccatori, la Chiesa, per la conversione dei peccatori, per i missionari, affinché Gesù sia conosciuto ed amato. Le mie sofferenze mi preparano a vedere Dio”.

Nel maggio 1979 la gamba sinistra si spezza. In giugno perde la vista. I dolori lo schiantano. Ampie piaghe si aprono nel suo corpo. Eppure non si lamenta quasi mai. Solo chiede la Comunione ogni giorno per avere la forza lui e darla anche a papà e mamma.

Il 24 settembre alle ore 21,20, Silvio, a 12 anni, va incontro a Gesù nella luce.

EDUCARE NON PUÒ FARSI SENZA DIO. PARTENDO DAL PRINCIPIO CHE OGNI VITA È VOCAZIONE

on .

 

EDUCARE NON PUÒ FARSI SENZA DIO. PARTENDO DAL PRINCIPIO CHE OGNI VITA È VOCAZIONE, ogni processo educativo diventa orientamento vocazionale, perché esso è preparazione e introduzione alla vita.

Educare non può farsi senza Dio.

Nel pieno rispetto delle coscienze e della libertà delle persone, man mano che alla fanciullezza subentra l'adolescenza e poi la giovinezza, gli insegnanti e gli educatori cristiani, i genitori stessi, che si ispirano agli orientamenti educativi lasciati da S Annibale Maria Di Francia e vissuti da lui nella sue esperienza di vita sacerdotale, devono tutti sentirsi corresponsabili della proposta e dell'accompagnamento vocazionale degli alunni e dei propri figli, aiutandoli a dare senso alla propria vita riconoscendola progetto di Dio per ciascuno di loro.

(cfr. Adamo Calò, in Omelia festa S. Annibale Maria, Padova, 1 giugno 2004, www.padreadamo.com )

 

UA-90394871-1