Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

CHI PUÒ DEFINIRE OGGI LA FIGURA DI UN EDUCATORE? A CHI SPETTA EDUCARE? SU CHI IL RAGAZZO O IL GIOVANE DOVREBBE FARE AFFIDAMENTO PER SENTIRSI AIUTATO NEL SUO DIVENIRE ADULTO?

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CHI PUO

Poniamo poca attenzione su quale potrebbe essere il giudizio della generazione giovane sui comportamenti degli adulti, sulla decadente cultura e ambiguità etica che caratterizza la nostra generazione adulta.

Nel contesto educativo odierno, in una società sempre più liquida che fa di ogni tematica e di ogni evento una immagine provvisoria, in una visione progettuale di vita indefinita e sospesa, fatta di opinioni, di punti di vista, talvolta inaffidabili, talvolta provvisori, comunque sempre barattabili, sarà difficile costruire la propria vita e definire una propria identità, facendo riferimento a figure stabili e genitoriali, a valori etici e morali condivisi, a richiami e testimonianze di vita, a convinzioni interiori, sui quali vivere la quotidianità e gettare le basi per il futuro.

ADAMO CALO’. CONFERENZA EDUCATORI ROGAZIONISTI. ROMA 2004

NICOLINO DI MEO, APOSTOLINO ROGAZIONISTA. UN MODELLO PER TUTTI I NOSTRI RAGAZZI DELLE COMUNITA’ ROGAZIONISTE.

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NICOLINO

NICOLINO1

NICOLINO2

Nativo di Trani, ( 5 marzo 1920), ancora adolescente desiderava diventare sacerdote.

Il suo desiderio sembrò realizzarsi quando il 16 settembre del 1932 entrò nella Scuola Apostolica dei Padri Rogazionisti, ma venne meno quando il ragazzo si ammalò di tubercolosi, che gli fece lasciare questo mondo all’età di sedici anni.

Offriva le sue sofferenze per i suoi superiori e per i loro confratelli: «Signore, fa’ che tutti i Padri siano dei veri Rogazionisti! E che le loro prediche convertano tante, ma tante anime!». Morì il 2 luglio del 1936.


(nelle foto: 1. Nicolino con l'abito del seminarista. 2. La casa dove egli nacque. 3 la lapide posta sulla tomba)

NON RICORDO NIENTE DI COME AVVENNE. ERO SOLTANTO UN BAMBINO QUANDO VENNI DATO IN ADOZIONE.

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ADOZIONE

Così una mail di Valerio che vive in un paese in provincia di Lecce. Ho sempre saputo però che questi erano i miei genitori adottivi. Di mia madre e del mio paese mi rimane soltanto qualche vago ricordo nella testa. Ho sempre stimato questi genitori adottivi.

Credo di averli amati o forse soltanto stimati. Ormai non li considero più miei genitori e talvolta faccio come voglio e vado via da casa a passare il tempo con gli amici a fumare da qualche parte. Ora vorrei incontrare i miei genitori naturali e capire veramente ciò che è avvenuto nella mia vita.

CARISSIMO VALERIO, sembra cosa piuttosto normale e ordinaria che a una certa età i giovani si pongano domande spesso sul proprio futuro, talvolta anche sul proprio passato, soprattutto se nel loro passato ci sono degli eventi che non quadrano.

Le motivazioni perché una mamma accetta di dare in affido o in adozione il proprio bambino possono essere infinite, sono sempre dolorose, e non sempre dipende dalla semplice volontà della mamma.

Così come potrà essere doloroso per un giovane ripensare al proprio passato nel dubbio di un rifiuto o di un abbandono da parte dei genitori naturali. Rimane tuo diritto informarti su dove essi ora vivono e cosa fanno. Riallacciare i rapporti con la mamma naturale se lei è disposta a farlo.

Tuoi genitori comunque sono coloro che ti vogliono bene, si prendono cura di te e ti aiutano a diventare uomo.

QUELLO CHE IL FUTURO PAPA FRANCESCO NON TOLLERAVA, ERA LA DOPPIA VITA DI ALCUNI SACERDOTI.

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bergoglio

«Se uno viene da me e mi dice che ha messo incinta una donna, io lo ascolto - diceva Bergoglio nel dialogo con un rabbino - cerco di tranquillizzarlo e poco a poco gli faccio capire che il diritto naturale viene prima del suo diritto in quanto prete.

“Di conseguenza deve lasciare il ministero e farsi carico del figlio, anche nel caso decida di non sposare la donna. Perché come quel bambino ha diritto ad avere una madre, ha anche diritto ad avere un padre con un volto. Io mi impegno a regolarizzare tutti i suoi documenti a Roma, ma lui deve lasciare tutto.

“Ora, se un prete mi dice che si è lasciato trascinare dalla passione, che ha commesso un errore, lo aiuto a correggersi. Ci sono preti che si correggono, altri no. Alcuni purtroppo non vengono nemmeno a dirlo al vescovo. Correggersi significa fare penitenza, rispettare il celibato. La doppia vita non ci fa bene, non mi piace, significa dare sostanza alla falsità. A volte dico loro: "Se non sei in grado di sopportarlo, prendi una decisione"».

NON BASTA PREOCCUPARSI DEI FIGLI, BISOGNA OCCUPARSI DI LORO.

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occuparsi

Dare loro tempo, non denaro; dialogo non regali; aiutarli ad acquisire competenze, non far trovare tutto pronto; trasmettere valori e non cose materiali.

Sì alla creatività che costruisce e no alla banalità che distrugge, sì alla vita e no alla morte; sì allo svago e no allo sballo.

LUCIO SORAVITO, Vescovo

5 NOVEMBRE. XXXI DOMENICA TEMPO ORDINARIO. CHE COSA SIGNIFICA ESSERE CRISTIANO OGGI?

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FARISEI

Andare a Messa quando è possibile la domenica, battezzare i propri figli, fare la comunione a Pasqua, rispettare i comandamenti, non rubare, non desiderare la donna degli altri?

Nel Vangelo di oggi, Cristo svela la falsità della religiosità dei farisei del suo tempo servendosi dell’esempio dei sacerdoti dell’Antico Testamento: “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo; ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno”. 

Viene da pensare a tanti genitori, agli insegnanti ed educatori, ai tanti sacerdoti, ai tanti magari credenti, ma non credibili. Esame duro quello della Parola di Dio, e che coinvolge tutti: infatti nessuno può dirsi esente dall'incoerenza tra il dire e il fare. Dice Gesù che non basta parlare o insegnare, bisogna dare il buon esempio.

Quante volte un papà alcolizzato, una madre negligente o degli educatori poco adatti avviano i bambini alla menzogna? 

Essere cristiani vuol dire questo: non tanto rispettare ciecamente delle formule o dei precetti, ma donare Cristo agli altri, mediante una vita cristiana onesta, perché, grazie all’apostolato della preghiera, della sofferenza e delle opere, il cristiano possa divenire una forza vivente del Vangelo di Cristo. 

Questo è l’insegnamento di Gesù ed è così che deve vivere chi vuole essere cristiano oggi. 

TUTTI SIAMO CERTAMENTE DEBOLI, LO AMMETTO, MA IL SIGNORE DIO METTE A NOSTRA DISPOSIZIONE MEZZI TALI CHE, SE LO VOGLIAMO, POSSIAMO FAR MOLTO.

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SINODO MILANO

Senza di essi però non sarà possibile tener fede all'impegno della propria vocazione. Facciamo il caso di un sacerdote che riconosca bensì di dover essere temperante, di dover dar esempio di costumi severi e santi, ma che poi rifiuti ogni mortificazione, non digiuni, non preghi, ami conversazioni e familiarità poco edificanti; come potrà costui essere all'altezza del suo ufficio?

Hai il mandato di predicare e di insegnare? Studia e applicati a quelle cose che sono necessarie per compiere bene questo incarico. Da' sempre buon esempio e cerca di essere il primo in ogni cosa. Predica prima di tutto con la vita e la santità, perché non succeda che essendo la tua condotta in contraddizione con la tua predica tu perda ogni credibilità.

SAN CARLO BORROMEO. DISCORSO SINODO. MILANO 1599

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