Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

VORREI FAR CAPIRE LORO CHE ESSERE CRISTIANI È BELLO!

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vorrei far capire

E’ questa un’espressione di Papa Benedetto XVI.

La fede in ciascuno di noi cresce ed è sincera quando è percepita come esperienza di amore e viene comunicata come esperienza di gioia.

Chi sono i nemici della felicità cristiana? L'ansia del futuro, la preoccupazione, l'affanno, la paura, la tentazione di poter credere che basterebbero soldi e salute per assicurarsi la vita.

Atteggiamenti che creano sempre un senso di vuoto, un rinchiudersi in se stessi.

La gioia di sentirsi cristiani non è scontata in tutti i credenti, essa rimane frutto di un’esperienza quotidiana e personale.

La gioia di sapersi e di sentirsi figli del Padre: non orfani né vagabondi, non schiavi né mercenari, ma figli amati.

A un cristianesimo stanco, scoraggiato, bisogna proporre un altro modo di essere cristiani, pieni di slancio, di gioia, di felicità.

5 AGOSTO. SANTA MARIA DELLA NEVE. DEDICAZIONE DELLA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE.

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MAONNA DELLA NEVE

La festa della Beata Vergine della Neve è una delle più celebri, specie in Italia, ove numerosi sono i Santuari dedicati alla Madonna sotto questo titolo. 

Viveva in Roma, sotto il pontificato del Papa Liberio, nel quinto secolo, un nobile patrizio di nome Giovanni, il quale, non meno che la sua consorte, di nome Maria, era acceso di grande amore verso la SS. Vergine. Non avendo figliuoli, andava pensando quale fosse la volontà di Dio a loro riguardo perché potessero sempre meglio servirlo usando in bene le loro ricchezze.

Maria Santissima, alla quale essi di continuo rivolgevano ferventi suppliche, apparve in sogno ai due suoi devoti manifestando il suo desiderio che in Roma venisse eretto un santuario in suo onore; indicò pure il luogo ove dovevano farlo costruire, annunziando che nel giorno appresso avrebbero trovato uno dei sette colli di Roma bianco di neve. 

Giovanni e Maria furono assai contenti e ringraziarono il Signore di gran cuore. Venuta poi la mattina, Giovanni volle visitare i colli sicuro di vedervi il miracolo nonostante la calma di agosto; ed il miracolo era veramente avvenuto sull'Esquilino ove doveva essere costruita la chiesa.

Manifestò la visione e il miracolo al Papa, e questi, che aveva avuto la medesima visione «io pure, disse il Papa, ebbi la stessa visione, ed è segno che Maria scelse quel colle a sua gloria», fu ben lieto di approvare e benedire l'opera.

Subito si scavarono le fondamenta ed in poco tempo la basilica fu compiuta per opera dei due bravi cristiani, rimanendo così a perpetuo ricordo della loro devozione a Maria. 

Questo grandioso monumento alla Madre di Dio fu dapprima chiamato Basilica Liberiana per ricordale il Pontefice Liberio che aveva approvato i disegni; ma in seguito, oltre al nome di S. Maria al Presepe venutole per la culla del Redentore ivi portata, venne chiamata S. Maria Maggiore e dedicata alla Beata Vergine della Neve.

E’ questa la più antica chiesa in Occidente dedicata alla Santissima Vergine Maria.

In S. Maria Maggiore si venera pure il Presepio o Culla di Gesù Bambino che è il più prezioso tesoro posseduto da questo celebre santuario; nel giorno di Natale viene esposto alla pubblica venerazione.

CHI È IL MIO PROSSIMO IN QUESTO NUOVO MONDO?

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wwweb

Affermare che internet sia ormai una vera e propria rivoluzione culturale per le nuove generazioni e non solo, non appare più una dichiarazione precipitosa. E’ ormai da tutti ammesso che esso rappresenta sia una novità, ma soprattutto offre nuove potenzialità, perché concede di poter disporre di un efficace strumento di comunicazione e di accesso alle informazioni impensabile fino a qualche anno addietro.

Siamo testimoni di un regolare tragitto che le agenzie formative e informative hanno percorso in questi ultimi decenni. Prima c’era la famiglia, poi venne la scuola, poi arrivò la tv, poi il computer, poi internet, poi i social network, un libro che non riuscirai mai a finire di sfogliare, un mondo sconosciuto e attraente nel quale è possibile perdersi o far perdere le tracce.

Quanto più il web aiuta il ragazzo a chattare e a parlare di se e con gli altri, venendo incontro al bisogno di comunicazione e amicizia, che ciascuno di noi si porta dentro, tanto meno tempo rimane da riservare ai rapporti interpersonali, alle amicizie fisiche, all’incontro concreto con gli altri, siano essi i genitori, siano i compagni di scuola, siano gli amici. E quanto più breve è il tempo trascorso con gli amici visibili tanto più nasce la voglia di chattare fino a tardi nella propria camera senza voler incontrare nessuno.

Chi è il mio prossimo in questo nuovo mondo? Le nuove tecnologie permettono alle persone di incontrarsi oltre i confini dello spazio e delle stesse culture, inaugurando così un intero nuovo mondo di potenziali amicizie, ma è importante ricordare sempre che il contatto virtuale non può e non deve sostituire il contatto umano diretto con le persone a tutti i livelli della nostra vita.

ADAMO CALO’. World Wide Web. Una ragnatela grande quanto il mondo. Pubblicato in MONDO VOC,  Febbraio 2011.

L’ANIMA È IL MONDO DI DIO.

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L ANIMA

Perché tutti gli uomini che hanno guardato dentro nel mistero del cuore umano, hanno un occhio tanto triste? Forse che essi vedano i tesori meravigliosi di Dio sciupati dall’opera dell’uomo? Non le so dire come la cura delle anime mi trovi, ogni giorno di più, meno sicuro di me stesso, dei metodi e delle teorie.


L’anima è il mondo di Dio, avvicinandola, occorre rispetto, venerazione, preghiera. D’altronde nessuno di noi può e ha diritto di comandare in un’anima: nessuno può dare leggi alla creatura più perfetta uscita dalle mani di Dio. Tutto questo, invece di limitare il nostro ministero, lo allarga salvandolo nello stesso tempo dai nostri piccoli giudizi.

Don Primo MAZZOLARI. Lettera del 21 giugno 1927

IL PASTORE SECONDO GESÙ HA IL CUORE LIBERO

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IL PASTORE SECONDO

IL PASTORE SECONDO GESÙ HA IL CUORE LIBERO PER LASCIARE LE SUE COSE, non vive rendicontando quello che ha e le ore di servizio: non è un ragioniere dello spirito, ma un buon Samaritano in cerca di chi ha bisogno.

È un pastore, non un ispettore del gregge, e si dedica alla missione non al cinquanta o al sessanta per cento, ma con tutto sé stesso. Andando in cerca trova, e trova perché rischia. Se il pastore non rischia, non trova.

Non si ferma dopo le delusioni e nelle fatiche non si arrende; è infatti ostinato nel bene, unto della divina ostinazione che nessuno si smarrisca. Per questo non solo tiene aperte le porte, ma esce in cerca di chi per la porta non vuole più entrare. E come ogni buon cristiano, e come esempio per ogni cristiano, è sempre in uscita da sé.

L’epicentro del suo cuore si trova fuori di lui: è un decentrato da sé stesso, centrato soltanto in Gesù. Non è attirato dal suo io, ma dal Tu di Dio e dal noi degli uomini.

PAPA FRANCESCO. Omelia per il Giubileo dei sacerdoti. 3 giugno 2016

4 AGOSTO. SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY, SACERDOTE

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CURATO D ARS

Dardilly, piccolo paesello della diocesi di Lione, fu la patria del santo Curato. La sua famiglia si dedicava ai lavori agricoli, e Giovanni medesimo quando fu giunto all'età di sette anni dovette, aiutare il fratello maggiore nei campi. Ma in quella buona casa regnava l'amor di Dio e del prossimo. 

Sente nell'anima il desiderio ardente di farsi sacerdote; egli vorrebbe subito seguire la divina chiamata, ma per un pò ne è impedito dai lavori campestri. In questo tempo però egli si esercita nella grammatica latina ed impara a recitare il Rosario: senonché la chiamata alle armi interrompe gli studi. 

Dopo 14 lunghi mesi di perplessità e di fatiche, viene quasi miracolosamente rimandato a casa, e viene ammesso in seminario. 

Viene ammesso agli ordini sacri il 9 agosto del 1815. 

Sacerdote, viene eletto come vicario di Ecully e poi mandato parroco ad Ars.

Trovò quella parrocchia completamente abbandonata e subito si diede a risanarla dai corrotti costumi. Il suo zelo, la sua eroica penitenza, la sua profonda umiltà, la sua ardente carità, in poco tempo avevano cambiato quel popolo: la chiesa era frequentata, i fedeli si accostavano spesso ai Sacramenti ed i vizi lasciavano il posto alle virtù: in qualsiasi tempo i fedeli si recassero alla parrocchia, trovavano il loro Curato in chiesa.

Il confessionale era il suo luogo ordinario di abitazione e non passarono molti anni che Ars divenne la mèta degli uomini più eminenti: persone di stato, letterati e vescovi, si recavano dal santo Curato per ricevere i suoi illuminati consigli. 

Fu ammirabile nella devozione a Maria, al Rosario, all'Eucaristia: queste furono le sorgenti della sua efficacia sulle anime. Il demonio però non mancò di mettere a dura prova la virtù del Santo. Ma tutto ciò non fece che irrobustire il suo spirito. 

Estenuato dalle fatiche, macerato dai digiuni e dalle penitenze, il 4 agosto 1859 terminò i suoi giorni nel bacio del Signore. Ma dal cielo il suo apostolato si perpetua coll'esempio della sua vita e delle sue virtù. 

RICORDANDO CHARLIE GARD. L'HANNO UCCISO, L'HANNO SOFFOCATO, PERCHÉ DAVA FASTIDIO

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charlie

“L'uccisione di Charlie Gard ha avuto luogo come avevano annunciato: al bambino è stato tolto il tubo con cui riusciva a respirare ed è morto soffocato. Siamo vicini nel dolore a Connie e Chris e a tutti i loro familiari.

"Charlie è stato ucciso perché dava fastidio. Dava fastidio a chi vuol credere e vuol far credere che la vita è solo piacere, godimento, denaro. Charlie dava fastidio a chi vuol anestetizzare le coscienze per rendere le persone docili e mansuete come pecore (con un paio di videogiochi, un campionato di calcio, tanto sesso e soprattutto telefonini, automobili, viaggi … a costo di indebitarsi, a costo di non far figli…).

"Charlie, con la sua piccola vita e il suo misterioso silenzio, ha risvegliato le coscienze, ha toccato i cuori, ha fatto riflettere sul senso della vita, della morte, sui legami d'amore familiari, sulla ingerenza dispotica delle istituzioni.

"Per questo hanno messo a tacere Charlie. Sta a noi tenerlo vivo nel ricordo, sempre: noi faremo tutto quello che possiamo per impedire che questo accada ad altri bambini, o a persone disabili, o ad anziani. 

Noi ci batteremo con ogni mezzo perché altri non finiscano, come Charlie, nel tritacarne ideologico e utilitaristico di quella che ancora si ha il coraggio di chiamare “democrazia occidentale”.

Toni Brandi. Presidente Associazione ProVita Onlus

O MIEI BAMBINI, UN DÌ VERRÀ

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O miei bambini, un dì verrà che voi

 Saprete il mio martirio e l’amor mio,

 Che più non ama il padre i nati suoi,

Che per voi scongiurai gli uomini e Dio!

S. ANNIBALE M. di FRANCIA

SONO ANDATO ALLA FINE DELLA TERRA

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SONO ANDATO ALLA FINE

SONO ANDATO ALLA FINE DELLA TERRA,

sono andato alla fine delle acque,

sono andato alla fine del cielo,

sono andato alla fine delle montagne,

non ho trovato nessuno che non fosse un mio amico.

(Canto per il Dio della Piccola Guerra, Navajo)

O MARIA, MADRE DI GESÙ E MADRE DELLA CHIESA

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O MARIA MADRE DI GESU E MADRE DELLA CHIESA

O MARIA, MADRE DI GESÙ E MADRE DELLA CHIESA,

accetta il mio patto di amore con Te.

A te io dono e consacro il mio cuore e l’anima mia.

Il mio corpo i miei sensi, i miei affetti

e tutto quanto possiedo sulla terra,

perché sia tutto tuo nel tempo e nell’eternità. Amen.

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