Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

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O Gesù, Pastore eterno delle anime, 

ascolta la preghiera nostra per i nostri Sacerdoti.

Illumina i pastori nella scelta, i direttori di spirito nel consiglio, gli educatori nella cultura delle vocazioni.

Donaci Sacerdoti che siano Angeli per purezza, tutti perfetti nell'umiltà, pieni di santo amore, eroi di sacrificio, apostoli della Tua gloria, salvatori e santificatori delle anime.

Cuore Sacerdotale di Gesù, donaci santi sacerdoti.

Cuore Immacolato di Maria, donaci santi Sacerdoti.

 SAN PIO X, PAPA

PADRE MA IO HO LA VOCAZIONE A FARMI PRETE? RIMANGO INDECISO!

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PADRE MA IO HO LA VOCAZIONE A FARMI PRETE? RIMANGO INDECISO!

Perché me lo chiedi? San Tommaso diceva che occorrono più ragioni per non farsi religioso che per farlo. A volte, la volontà di Dio si manifesta subito e con estrema chiarezza. Altre volte, le vie di Dio si manifestano gradualmente nel tempo. Dio esige la nostra buona volontà, la nostra ricerca.

Avviene assai spesso che la vocazione non si manifesti di per sé spontaneamente, ma che occorra scoprirla, quasi come la gemma evangelica nascosta nel campo.

Anzitutto la vocazione viene da Dio, non da noi. Non voi avete scelto Me … La prospettiva cambia. Non siamo noi che dobbiamo scegliere in primo luogo, ma Dio. Non si tratta dunque di sapere se mi piace o no, se mi troverò bene con gli altri, ma se Dio mi chiama. 

Una volta risolta davanti a Dio e nella propria coscienza la disponibilità personale a seguire la chiamata di Dio, bisogna smettere di consultare a destra e a sinistra ed esitare. 

I genitori o gli amici non hanno il diritto di impedire a un giovane di donarsi a Dio, e nemmeno di imporre una lunga dilazione, per esempio chiedendo di attendere la maggiore età, la conclusione degli studi, il raggiungimento di questo o quell’obbiettivo … può essere un abuso di cui dovranno rendere conto a Dio. Il giovane che domandò a Gesù il permesso di seppellire suo padre prima di rispondere alla chiamata, non ritornò.

Il giovane non faccia attendere Dio. Per ciò che gli riguarda, quando la situazione è chiara, si doni subito generosamente a Cristo e, appena sarà possibile, realizzi il suo progetto.

“Temo il Signore che passa e più non torna” diceva Sant’Agostino.

VERGINE BELLA, CHE DI SOL VESTITA

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VERGINE BELLA, CHE DI SOL VESTITA,

coronata di stelle, al sommo Sole
piacesti sì, che 'n te Sua luce ascose, 
amor mi spinge a dir di te parole:

ma non so 'ncominciar senza tu' aita,
et di Colui ch'amando in te si pose.
Invoco lei che ben sempre rispose,
chi la chiamò con fede:

Vergine, s'a mercede
miseria extrema de l'humane cose
già mai ti volse, al mio prego t'inchina,
soccorri a la mia guerra,
bench'io sia terra, et tu del ciel regina.

Francesco PETRARCA. Canzoniere. Preghiera alla Vergine. 1372

CARI AMICI, NON SCORAGGIATEVI DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ E AI DUBBI; FIDATEVI DI DIO

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NON SCORAGGIATEVI DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ E AI DUBBI; FIDATEVI DI DIO

e seguite fedelmente Gesù e sarete i testimoni della gioia che scaturisce dall’unione intima con lui.

Ad imitazione della Vergine Maria, che le generazioni proclamano beata perché ha creduto (cfr Lc 1,48), impegnatevi con ogni energia spirituale a realizzare il progetto salvifico del Padre celeste, coltivando nel vostro cuore, come Lei, la capacità di stupirvi e di adorare Colui che ha il potere di fare "grandi cose" perché Santo è il suo nome (cfr ibid., 1,49).

PAPA BENEDETTO XVI. Messaggio per la Giornata mondiale di Preghiera per le Vocazioni 2009.

5 MAGGIO. SANTA MARIA, VERGINE MADRE, FACCI IL REGALO DELLA SERENITÀ E DELL’AMICIZIA

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SANTA MARIA, VERGINE MADRE, FACCI IL REGALO DELLA SERENITÀ E DELL’AMICIZIA.

Alleggerisci con carezze di madre la sofferenza dei malati. Riempi di presenze amiche e discrete il tempo amaro di chi è solo. Preserva da ogni male i nostri cari che lavorano lontani da noi per necessità e conforta chi ha perso la fiducia nella vita.

Non ci lasciare soli a ripetere le nostre paure. Anzi, nei momenti dell'oscurità stai vicina a noi e parlaci di Dio e del suo amore, sicché potremo assieme a te attendere l’aurora e andare incontro alla gioia che ci dona la luce di Dio. Così sia.

COMUNICARE IL VANGELO A PARTIRE DALLA SCELTA DEI POVERI

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COMUNICARE IL VANGELO A PARTIRE DALLA SCELTA DEI POVERI.

Santo Annibale Maria Di Francia si era posto questo problema, quando all’inizio del ministero sacerdotale, si era imbattuto in un accattone che importunava i passanti chiedendo l’elemosina.

“Le sai le cose di Dio?” egli chiese? “E chi viene a insegnarmele?” fu la risposta.

Come si fa a parlare di Dio a un mendicante? Che senso può avere l’annuncio del vangelo, la lettura delle beatitudini, il sermone della montagna, a chi è stato emarginato dalla vita, a chi gli sono stati negati i diritti primari per sopravvivere in questa società benestante? Come può sentirsi accolto in una comunità cristiana un uomo che viene relegato ai margini della società e vive di espedienti? Come si può essere figlio di Dio se vieni rinnegato in quanto uomo?

Una prima soluzione nata da considerazioni di ordine pastorale, Sant’Annibale Maria la trovò nella parola di Gesù nel vangelo quando incoraggia i suoi discepoli a pregare il Padrone della messe perché mandi i “buoni operai”.

In una lettura sociologica e soltanto politica parleremmo di preparazione di una leadership cristiana impegnata nella soluzione di problemi di ordine sociale. In una visione carismatica invece, Annibale Maria diventa nella Chiesa l’apostolo di una pastorale vocazionale rinnovata e sempre attuale, come attuali sono le richieste e le esigenze del popolo di Dio. 

ADAMO CALO’. Pastorale vocazionale e promozione umana. 17 marzo 2004. www.padreadamo.com

EDUCARE NON PUÒ FARSI SENZA DIO

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Nel progetto educativo di santo Annibale Maria di Francia, concretizzato negli anni dai Padri Rogazionisti, la Congregazione religiosa da lui fondata, nelle strutture educative e assistenziali da loro gestite, i ragazzi sono al centro dell’attenzione non come oggetti passivi da plasmare nelle mani dell’educatore, ma protagonisti della loro educazione, individui che hanno ricevuto da Dio una particolare vocazione.

Rimane compito dell’educatore aiutare i ragazzi a leggere il progetto di Dio su di loro e realizzarlo con serenità e maturità, porre le premesse e offrire le conoscenze necessarie ai ragazzi e ai giovani, sostenendoli nel tempo, nelle scelte che sono chiamati a fare nelle molteplici situazioni della vita, in ambito scolastico, nella scelta del lavoro, negli impegni di vita di coppia e di famiglia, guidati da retti principi morali e dalla fede religiosa.

Educare non può farsi senza Dio. L’educazione per Santo Annibale Maria deve portare a configurare cittadini onesti e buoni cristiani, riscoprendo il senso del dovere e della responsabilità, sapendo prendere decisioni mature, con fortezza d’animo. Educazione è orientamento alla vita e graduale inserimento nella società.

ADAMO CALO’. Vita rogazionista, educare non può farsi senza Dio, marzo 2004.

NOI SIAMO TUTTI FIGLI DELL’ALTISSIMO. TUTTI.

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NOI SIAMO TUTTI FIGLI DELL’ALTISSIMO. TUTTI.

Il più povero, il più ripugnante, un neonato, un vecchio decrepito, l’essere umano meno intelligente, il più abietto, un idiota, un pazzo, un peccatore, il più grande peccatore, il più ignorante, l’ultimo degli uomini, quello che ripugna moralmente e fisicamente è un figlio di Dio, un figlio dell’Altissimo.

CHARLES DE FOUCAULD

VERGINE MADRE, FIGLIA DEL TUO FIGLIO, UMILE ED ALTA PIÙ CHE CREATURA, TERMINE FISSO D'ETERNO CONSIGLIO.

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VERGINE MADRE, FIGLIA DEL TUO FIGLIO,
UMILE ED ALTA PIÙ CHE CREATURA,
TERMINE FISSO D'ETERNO CONSIGLIO.

Tu se' colei che l'umana natura
Nobilitasti sì, che il suo Fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore
Per lo cui caldo nell'eterna pace
Così è germinato questo fiore.

Qui se' a noi meridïana face
Di caritate; e giuso, intra i mortali,
Se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
Che, qual vuol grazia e a te non ricorre,
Sua disïanza vuol volar senz'ali.

La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al domandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
In te magnificenza, in te s'aduna
Quantunque in creatura è di bontate!

Or questi, che dall'infima lacuna
De l'universo infin qui ha vedute
Le vite spiritali ad una ad una,

Supplica a te, per grazia, di virtute
Tanto, che possa con gli occhi levarsi
Più alto verso l'ultima Salute.

Ed io, che mai per mio vedere non arsi
Più ch'io fo per lo suo, tutti i miei prieghi
Ti porgo, e prego che non sieno scarsi.

Perchè tu ogni nube gli disleghi
Di sua mortalità coi prieghi tuoi.
Sì che il sommo Piacer gli si dispieghi.

Ancor ti prego, regina che puoi
Ciò che tu vuoli, che conservi sani,
Dopo tanto veder, gli affetti suoi.

Vinca tua guardia i movimenti umani!
Vedi Beatrice con quanti beati
Per li miei prieghi ti chiudon le mani!

(Dante Alighieri. Paradiso, XXXIII, 1-39)

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