Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

VARCATA LA SOGLIA DELLA MAGGIORE ETÀ, SI ACUISCONO TRA I RAGAZZI I SENTIMENTI DI DISTACCO E DI ALIENAZIONE DALLA PROPRIA FAMIGLIA.

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GENITORI E FIGLI

Dall’adolescenza in poi molti ragazze e ragazzi dovranno misurarsi con la vita da soli. A vedersela con una molteplicità di proposte culturali, di condotte allettanti e permissive, senza avere accanto genitori in grado di aiutarli.

Varcata la soglia della maggiore età, si acuiscono i sentimenti di distacco e di alienazione dalla propria famiglia.

Il problema della relazione tra giovani e adulti chiede spiegazione soprattutto agli adulti perché figure grigie che non trasmettono più niente di nuovo ai giovani.

I giovani hanno bisogno di essere ascoltati, di essere capiti da adulti disponibili. Essi devono incontrare nella propria esperienza adulti che siano persone interessanti, sufficientemente riuscite e realizzate, sufficientemente mature; riscoprire in loro una ricchezza relazionale, culturale, affettiva.

Nel nostro tempo molti giovani sembrano vivere separati dagli adulti; si comprende così perché essi appaiano spesso senza una vera progettualità, frammentati in proposte a corto raggio, sollecitati a vivere nel privato e nel quotidiano.

Tutto questo è conseguenza del silenzio tra genitori e figli, frutto della rinuncia dei genitori ad essere i primi educatori dei figli.

2 AGOSTO. SANT' EUSEBIO DI VERCELLI, VESCOVO

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SANT EUSEBIO

Nacque a Cagliari da famiglia benestante e cristiana. Il padre, di cui non si sa il nome, morì martire. La madre, di nome Restituta, fu una santa donna, e l'unica sorella, Eusebia, coronò la vita col martirio.

La sua educazione, più che a Cagliari, la ricevette in Roma, dove si recò all'età di quindici anni in compagnia della sorella. Qui venne istruito nella religione cristiana, specialmente nelle Sacre Scritture. Spessissimo si portava presso le tombe dei martiri per venerarne le reliquie e pregare. Questo influì non poco sul suo animo, che, infiammato dallo spirito del Signore, decise di dedicarsi totalmente all'apostolato tra i pagani. Si preparò quindi convenientemente con lo studio, e, nell'anno 335, venne ordinato sacerdote. 

Ma la pietà e la erudizione del Santo non poteva sfuggire al Papa Giulio, che lo ordinò vescovo e lo mandò a reggere la diocesi di Vercelli.

Intanto in Oriente l'eresia di Ano si estendeva, e non tardò a penetrare anche in Italia e persino a Roma, nel centro del Cristianesimo. Quivi gli ariani, protetti dall'imperatore Costanzo, si impossessarono delle chiese.

In tale frangente Eusebio, richiamato dal Papa, si portò sollecitamente a Roma, dove, trovando la chiesa di Santa Maria Maggiore già invasa dagli ariani, si presentò alle porte per prenderne possesso, ma essi gliele chiusero in faccia. Il santo Vescovo però non si sgomentò. Radunati i fedeli, li invitò a pregare ed a confidare nel Signore.

Pochi giorni dopo andò processionalmente verso la chiesa con grande seguito di popolo, e, percossa leggermente la porta con il pastorale, subito si spezzarono i catenacci ed i battenti si aprirono. Atterriti da questo fatto gli ariani fuggirono, lasciando libero ingresso al santo Vescovo. 

Ma gli ariani giurarono vendetta contro il vescovo Eusebio e protetti dall'imperatore lo fecero relegare a Scitopoli nella Tebaide, coll'intento di farlo morire di fame. Ebbe invece abbondanti soccorsi dall'Italia, specialmente dai suoi fedeli di Vercelli, per cui scampò dalla morte. Infuriati maggiormente per questa protezione, i nemici, caricandolo di ingiurie, lo trascinarono in una oscura prigione. Eusebio non volle ricevere nessun cibo dalle mani di questi sacrileghi, e scrisse una protesta in questi termini: Io Eusebio, servo di Dio, lascio il mio corpo nelle mani dei miei persecutori, ma riserbo l'anima mia al mio Dio, Padre e Figliuolo e Spirito Santo. 

La sua morte avvenne in esilio nell'anno 371, ed il suo corpo è ancora venerato nella cattedrale di Vercelli. 

LO STATO NON PUÒ E NON RIESCE AD AMARE I POVERI: PERCHE’ ESSI RAPPRESENTANO SPESSO IL FALLIMENTO DI OGNI SUA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

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LO STATO NON PUO

LO STATO NON PUÒ E NON RIESCE AD AMARE I POVERI: PERCHE’ ESSI RAPPRESENTANO SPESSO IL FALLIMENTO DI OGNI SUA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA; esso può soltanto tollerarli.

Eppure per questo problema l’uomo continua a cercare tra le sue possibilità, una soluzione politica, umana, scopertamente razionale e mondana, senza nessun riferimento a Dio.

L’unica dimensione che ormai viene riconosciuta all’uomo è la sua materialità, e i suoi connotati sono ormai ridotti a lavoro, cibo, casa, servizi pubblici; la sua lotta di promozione sociale, volutamente ingigantita, a giudicare bene, spesso nasconde la povertà di altri ideali.

Si colloca in questo orizzonte la vita e la testimonianza cristiana di S. Annibale Maria Di Francia.

Di fronte ad una società che privilegia le classi produttive, emancipate, solidali con lo stato, egli si dirige al sottoproletariato, alla massa che non conta niente, incapace di partecipare alla lotta rivoluzionaria delle masse lavoratrici, perché priva della stessa coscienza di classe, consapevole soltanto di appartenere ad un mondo subumano e inumano.

QUAL È LA DIFFERENZA TRA UN RICCO ED IL POVERO?

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RICCO E POVERO

Qual è la differenza tra un ricco ed il povero?

il ricco trova parenti anche tra gli sconosciuti,

mentre il povero trova sconosciuti anche tra parenti

il povero ha le tasche vuote però il suo cuore è ricco 

il ricco ha le tasche pieno ma cuore vuoto.

EDUCARE NON PUÒ FARSI SENZA DIO.

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educare non puo farsi senza Dio

Avviare con un ragazzo un processo educativo vuol dire desiderare ardentemente il suo bene, considerare la sua persona come qualcosa di assolutamente prezioso.

Colui che si assume la responsabilità dell'azione educativa, non può sottovalutare mai che ogni ragazzo a lui affidato va sempre considerato come persona, un soggetto originale e irripetibile.

In questa ottica ogni singolo ragazzo e giovane necessita di un proprio itinerario educativo.

Secondo la nostra tradizione rogazionista in ambito educativo, la confidenza, la fiducia, l'amorevolezza e la collaborazione, sono le condizioni per un autentico rapporto educativo, per trasformare un rapporto educativo in rapporto filiale e l'ambiente educativo in una casa e in una famiglia, lavorando in modo tale da sollecitare la collaborazione del ragazzo e del giovane e che egli si senta soprattutto accolto e amato.

Nella convinzione che la vita è un dono e diventa un progetto quando vissuta nel rispetto di Dio. Educare non può farsi senza Dio.

IL PARADISO DI DIO È IL CUORE DELL'UOMO.

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IL PARADISO DI DIO

Dio vi ama? Amatelo. Prendete il costume di parlargli da solo a solo, familiarmente, e con confidenza ed amore, come ad un vostro amico, il più caro che avete e che più vi ama.

Altro non vi si domanda, se non che, senza tralasciare le vostre occupazioni, facciate verso Dio quello che fate nelle occasioni verso coloro che vi amano e che voi amate. Il vostro Dio sta sempre appresso di voi, anzi dentro di voi. 

S. ALFONSO MARIA de LIGUORI

1 AGOSTO. SANT' ALFONSO MARIA DE' LIGUORI. VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA

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SANT ALFONSO

Nacque il 27 settembre del 1696 a Napoli dalla nobile famiglia De' Liguori.

Ricevette dai suoi buoni genitori un'educazione santa ed energica, a cui il piccolo Alfonso non mancò di corrispondere, conservando per tutta la vita una predilezione speciale ed un vivo sentimento di riconoscenza verso sua madre. 

Con uno studio accurato ed indefesso ottenne la laurea di avvocato a soli sedici anni. Dopo avere esercitato con brillante successo la sua professione per parecchi anni, per un errore commesso involontariamente nel trattare una causa in tribunale rimase talmente scosso, che decise di abbandonare il mondo per seguire la voce di Dio che lo chiamava al sacerdozio. Tale cambiamento non era facile; numerose difficoltà gli si paravano innanzi: era nobile, di ottime qualità, abile nella professione, amava con grande affetto la sua famiglia ed era da essa riamato; ma egli rimase immobile nel suo proposito. 

Divenuto sacerdote, si esercitò nella predicazione popolare e nell'insegnamento del catechismo. A tutti rivolgeva la sua parola semplice, caritatevole, senza ricercatezza, e per predicare il Vangelo ai poveri, fondò la congregazione religiosa dei Redentoristi.

Fu autore di molteplici opere letterarie, teologiche e di celebri melodie natalizie, tra cui la famosissima "Tu scendi dalle stelle", derivato come versione in italiano dall'originale "Quanno nascette Ninno"

Nel 1762, a 66 anni, fu eletto vescovo di S. Agata dei Goti. Esercitò l'episcopato con grande zelo, facendo di tutto per estirpare il male e salvare le anime. Dopo tredici anni, colpito da gravi malattie, domandò ed ottenne di essere esonerato dall'episcopato e ritornare nel suo istituto. Ebbe a sopportare terribili prove anche nella vecchiaia. Morì il 1 agosto del 1787 alla veneranda età di 91 anni. 

Fra le continue occupazioni della sua vita sacerdotale ed episcopale, trovò modo di scrivere numerosissime ed importanti opere, fra le quali è celebre la Teologia Morale in diversi volumi.

In quasi tutti gli scritti si prefisse lo scopo di difendere l'infallibilità pontificia e la Verginità di Maria, onde ebbe il merito d'aver preparato la definizione e la propagazione di questi due dogmi, che avvenne circa un secolo dopo per opera di Pio IX.

Molto popolari e utili alle anime sono: Il gran mezzo della preghiera, Le visite al SS. Sacramento, Le glorie di Maria, L'apparecchio alla morte, La via della salute. 

PASSA LA PAROLA ANCHE TU

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PASSA LA PAROLA

PASSA LA PAROLA ANCHE TU
e fai conoscere l'amore di Gesù
passa tutto il bene che puoi e vedrai
il cielo ti sorriderà!

Il tesoro che hai dentro di te
è prezioso sai, non lo nascondere
ma lascialo brillare, tienilo nel cuore
sempre ti accompagnerà!

E fai conoscere a tutto il mondo che
Gesù, il migliore Amico è!
La sua Parola può cambiare il mondo
adesso gridalo con me!

ALBINO MONTISCI. Parole di un canto

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