Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

VOGLIAMO VEDERE GESÙ. MA PERCHE’?

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VOGLIAMO VEDERE GESÙ. MA PERCHE’?

Alcuni si avvicinano agli Apostoli e chiedono di poter vedere Gesù. Perché chiedono di vedere Gesù? Forse perché hanno sentito parlare di Lui, di qualche miracolo, di qualche suo gesto. Vogliono vedere. Soltanto per curiosità? C’è ancora gente che oggi chiede di vedere Gesù? O si dà tutto per scontato? Nel senso che tutti pensano ormai di conoscerlo già e quindi non c’è alcuna curiosità in loro?

Forse sarebbe bello pensare che ancora oggi qualcuno ha veramente desiderio di poter vedere e incontrare Gesù.

A tutti noi oggi è data la possibilità di vederlo.

Mi dirai: dove? Negli occhi di un fratello bisognoso, di un amico che è indifferente ad ogni discorso su Gesù, di quella persona tanto povera, oppure nei tanti amici che frequentano la chiesa o l’oratorio, e soprattutto nella preghiera.

Oggi puoi vedere Gesù. Non è lontano e devi solo cercarlo. Devi metterti in ascolto se lo vuoi vedere. Devi solo far lo sforzo di rinunciare un pochino alle tue abitudini che non ti aiutano a vedere Gesù.

Ti fanno vedere forse tante tante cose, ma ti impediscono di vedere veramente Gesù. Oggi è il momento di prendere coscienza che senza Gesù la tua vita è vuota. Peccato accorgersene dopo, peccato davvero.

SARANNO CANONIZZATI I PASTORELLI DI FATIMA FRANCESCO E GIACINTA

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Saranno presto canonizzati i Beati Francesco Marto e Giacinta Marto,

i due fratellini che insieme a Suor Lucia Dos Santos, morta nel 2005, ebbero a Fatima le apparizioni della Vergine, di cui quest’anno cade il 100.mo anniversario, che sarà suggellato dalla visita di Papa Francesco, il 12 e 13 maggio, nel Santuario mariano nei pressi della cittadina portoghese.

I due fanciulli morirono pochi anni dopo i miracolosi incontri con la Signora di Fatima, a soli 11 anni Francesco e 10 anni Giacinta.

NON ABBIATE PAURA. 24 MARZO 2017. XXV GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO IN MEMORIA DEI MISSIONARI MARTIRI.

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“Non abbiate paura” è l’invito che più ripete Gesù Risorto tutte le volte che si mostra ai suoi discepoli.

Un invito che aiuta ad affrontare momenti bui, difficili, di persecuzione, sapendo che il Signore è sempre accanto ad ognuno di noi.

Papa Francesco ci ricorda l’importanza e il senso del martirio nella vita della Chiesa e per l’evangelizzazione nel mondo.

«I martiri sono quelli che sostengono la Chiesa, che l’hanno sostenuta e la sostengono oggi. E oggi ce ne sono più dei primi secoli, i media non lo dicono perché non fa notizia, ma tanti cristiani nel mondo oggi sono beati perché perseguitati, insultati, carcerati. Ce ne sono tanti in carcere, soltanto per portare una croce o per confessare Gesù Cristo!

Questa è la gloria della Chiesa e il nostro sostegno e anche la nostra umiliazione: noi che abbiamo tutto, tutto sembra facile per noi e se ci manca qualcosa ci lamentiamo… Pensiamo a questi fratelli e sorelle che soffrono il martirio!».

Cosa significa oggi donare la vita per amore del Vangelo? In una stagione di egoismi, di chiusure, di steccati che si alzano in mille modi pur di salvaguardare la nostra proprietà, può sembrare un’impresa ardua se non impossibile donare qualcosa di sé agli altri senza preclusioni o pregiudizi.  

Ma come Cristo ci ha amato senza riserve, dando la sua vita per noi e per tutti, così i martiri hanno speso la loro vita per l’altro nel suo nome.

BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE E DELLE CASE DELLA NOSTRA PARROCCHIA

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BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE E DELLE CASE DELLA NOSTRA PARROCCHIA

 La benedizione  pasquale alle case e alle famiglie della nostra Parrocchia è iniziata lunedì 13 marzo con il seguente orario: ore 17-19.30 dal  lunedì al venerdì.

 Chiunque desidera la visita dei sacerdoti, si può prenotare con la scheda che trovate all’ingresso della Chiesa parrocchiale e che potrete consegnarla all’ufficio parrocchiale o direttamente ad un Sacerdote della Parrocchia.

Si può prenotare anche telefonicamente al numero 067842759 presso l’ufficio parrocchiale.

Perché la benedizione  pasquale per le case e le famiglie della  Parrocchia?

La benedizione non è un sacramento ma un sacramentale. Che  differenza c’è? Ci viene in aiuto il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) — che il Papa raccomanda di conoscere e diffondere — il quale così recita: «La santa Madre Chiesa ha istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita».

La visita alle famiglie prevede un momento di ascolto della Parola, la conoscenza cordiale tra il sacerdote e i membri della famiglia e il rito di benedizione.

 

IL 24 MARZO 1980, MENTRE CELEBRAVA L'EUCARESTIA, VENNE UCCISO MONSIGNOR OSCAR A. ROMERO VESCOVO DI SAN SALVADOR NEL PICCOLO STATO CENTROAMERICANO DI EL SALVADOR.

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La celebrazione annuale di una Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, il 24 marzo, prende ispirazione da quell'evento sia per fare memoria di quanti lungo i secoli hanno immolato la propria vita proclamando il primato di Cristo e annunciando il Vangelo fino alle estreme conseguenze, sia per ricordare il valore supremo della vita che è dono per tutti.

Fare memoria dei martiri è acquisire una capacità interiore di interpretare la storia oltre la semplice conoscenza.

VORREI ESORTARVI AD ESSERE MISSIONARI DELLA GIOIA.

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VORREI ESORTARVI AD ESSERE MISSIONARI DELLA GIOIA.

Non si può essere felici se gli altri non lo sono: la gioia quindi deve essere condivisa. Andate a raccontare agli altri giovani la vostra gioia di aver trovato quel tesoro prezioso che è Gesù stesso.

Non possiamo tenere per noi la gioia della fede: perché essa possa restare in noi, dobbiamo trasmetterla.

Portate a coloro che soffrono, a coloro che sono in ricerca, la gioia che Gesù vuole donare.

Portatela nelle vostre famiglie, nelle vostre scuole e università, nei vostri luoghi di lavoro e nei vostri gruppi di amici, là dove vivete.

Vedrete che essa è contagiosa.

Benedetto XVI, Messaggio GMG 2012

GESÙ HA DETTO: “BEATI GLI OCCHI CHE VEDONO QUELLO CHE VOI VEDETE!”

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Gesù ha detto: “Beati gli occhi che vedono quello che voi vedete!”

“Se non abbiamo mai riflettuto seriamente su quanto siamo fortunati noi che crediamo in Cristo, forse è l’occasione per farlo.

Perché “beati”, se i cristiani non hanno certo più motivo degli altri di rallegrarsi in questo mondo e anzi in molte regioni della terra sono continuamente esposti alla morte, proprio per la loro fede in Cristo?

La risposta ce la da Gesù stesso: “Perché vedete!”. Perché conoscete il senso della vita e della morte, perché vostro è il regno dei cieli, nel senso che voi ne siete già parte, ne gustate le primizie. Voi avete me!

La frase più bella che una sposa può dire allo sposo e viceversa, è: “Mi hai reso felice!”

Gesù merita che la sua sposa, la Chiesa, glielo dica dal profondo del cuore. Io glielo dico e invito voi, a fare altrettanto. Oggi stesso, per non dimenticarcelo. Se poi non sentiamo di poter dire che ci ha fatto felici Gesù, è bene che ci domandiamo: perché, che cosa glielo ha impedito?”.

 

Padre Raniero Cantalamessa. RADIO VATICANA. 17 MARZO 2017

LA FEDE DEI CRISTIANI È LA DIVINITÀ DI CRISTO.

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La fede dei cristiani è la divinità di Cristo.

Bisogna chiedersi allora che posto occupa Gesù Cristo nella nostra società e nella vita stessa dei cristiani.

In cosa credono, in realtà, quelli che si definiscono 'credenti' in Europa e altrove? Credono, il più delle volte, nell’esistenza di un Essere supremo, di un Creatore; credono che esiste un 'aldilà'.

Questa però è una fede deistica, non ancora una fede cristiana.

Diverse indagini sociologiche rilevano questo dato di fatto anche in paesi e regioni di antica tradizione cristiana. Gesù Cristo è in pratica assente in questo tipo di religiosità.

 

Padre Raniero Cantalamessa. Radio Vaticana. 17 MARZO 2017

I MASS MEDIA SONO ORMAI DIVENTATI CONTENITORI INDISPENSABILI ALLA FORMAZIONE DELL’INDIVISUO

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I MASS MEDIA SONO ORMAI DIVENTATI CONTENITORI INDISPENSABILI ALLA FORMAZIONE DELL’INDIVISUO,

ma possono essere pericolosi quando attivano meccanismi di identificazione nell’età evolutiva fuori dal controllo degli adulti.

Un programma televisivo, un film o una pubblicità possono diventare luoghi di frustrazione: vedere posti lussuosi, situazioni ideali di vita, di famiglia, di affettività, può portare lo spettatore a immedesimarsi, rifugiandosi in un mondo astratto, oppure percepire vissuti di inferiorità e inadeguatezza nel confronto con le proprie condizioni esistenziali e quelle proposte invece dai mass media.

Vera Slepoj, L’età dell’incertezza.

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