Sant'Antonio di Padova dei padri Rogazionisti in Circonvallazione Appia - Roma 

IL MATRIMONIO, AMORE FRA DUE … MA NON SOLO!

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IL MATRIMONIO, AMORE FRA DUE … MA NON SOLO!

“Siamo due uomini. – un blogger che si confessa su facebook e che si stima gay - Ma siamo due uomini che si amano l'un l'altro. Invito chi ha commentato, chi vuole commentare, chi giudica e parla, a guardare con gli occhi di un essere umano gli altri esseri umani, con tutti gli stati d'animo, pulsioni, sensazioni, e sentimenti che comporta essere tali, qualsiasi sia la loro identità sessuale. Da gay posso assicurare che le mie paure, delusioni, gioie, dolori, passioni bruciano tanto quanto quelle di qualunque altro essere umano. E lo stesso fa il mio Amore”.

L’argomentazione in favore dell’apertura del matrimonio alle persone dello stesso sesso parte da una visione monca del diritto. Sceglie di mantenere del matrimonio civile soltanto il legame affettivo e giudica dunque discriminante rifiutare il matrimonio alle persone dello stesso sesso, in quanto anche queste hanno un legame affettivo. Non dare loro accesso al matrimonio significherebbe allora mettere in dubbio la sincerità e l’autenticità dei loro sentimenti, addirittura della loro capacità d’amare.

In realtà non si tratta di questo. Contrariamente a ciò che viene affermato, il matrimonio non è mai stato un semplice certificato di riconoscimento di un sentimento amoroso. Il matrimonio ha sempre avuto la funzione sociale d’inquadrare la trasmissione della vita regolando, nel campo personale e patrimoniale, i diritti e i doveri degli sposi, fra di essi e nei confronti dei figli a venire. La concezione individualista del matrimonio, ancorché diffusa, non si trova nei testi di nessuna cultura e tradizione. 

(cfr. Adamo Calò, in: sempre più ragazzi/e che amano i ragazzi/e. Articolo pubblicato in Mondo Voc, Aprile 2013)

FIGLIO, NON MANCARE DI FIDUCIA NELLA TUA PREGHIERA

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FIGLIO, NON MANCARE DI FIDUCIA NELLA TUA PREGHIERA

e non trascurare di fare elemosina.

Non deridere un uomo dall'animo amareggiato.

Non fabbricare menzogne contro tuo fratello né contro un tuo amico.

Non volere in nessun modo ricorrere alla menzogna.

(Cfr. Sir 7, 8)

TRA TUTTI GLI UOMINI SOLO PIETRO VIENE SCELTO PER ESSERE IL PRIMO A CHIAMARE TUTTE LE GENTI ALLA SALVEZZA

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Tra tutti gli uomini solo Pietro viene scelto per essere il primo a chiamare tutte le genti alla salvezza e per essere il capo di tutti gli apostoli e di tutti i Padri della Chiesa.

Nel popolo di Dio sono molti i sacerdoti e i pastori, ma la vera guida di tutti è Pietro, sotto la scorta suprema di Cristo. Carissimi, Dio si è degnato di rendere quest'uomo partecipe del suo potere in misura grande e mirabile. E se ha voluto che anche gli altri prìncipi della Chiesa avessero qualche cosa in comune con lui, è sempre per mezzo di lui che trasmette quanto agli altri non ha negato.

A tutti gli apostoli il Signore domanda che cosa gli uomini pensino di lui e tutti danno la stessa risposta fino a che essa continua ad essere l'espressione ambigua della comune ignoranza umana. Ma quando gli apostoli sono interpellati sulla loro opinione personale, allora il primo a professare la fede nel Signore è colui che è primo anche nella dignità apostolica.

È per questo che a san Pietro viene detto: «A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16,19). Certo, il diritto di esercitare questo potere è stato trasmesso anche agli altri apostoli, questo decreto costitutivo è passato a tutti i prìncipi della Chiesa. Ma non senza ragione è stato consegnato a uno solo ciò che doveva essere comunicato a tutti. Questo potere infatti è affidato personalmente a Pietro, perché la dignità di Pietro supera quella di tutti i capi della Chiesa.

San Leone Magno. Discorsi. (Disc. 4 sul suo anniversario di elezione, 2-3; PL 54,149-151)

22 FEBBRAIO. FESTA DELLA CATTEDRA DI SAN PIETRO.

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Il 22 febbraio il calendario della Chiesa celebra la festa della Cattedra di San Pietro.

Si tratta della ricorrenza in cui viene messa in modo particolare al centro la memoria della particolare missione affidata da Gesù a Pietro.

Con il simbolo della cattedra si pone in rilievo la missione di maestro e di pastore conferita da Cristo a Pietro, da lui costituito, nella sua persona e in quella dei suoi successori, principio e fondamento visibile dell'unità della Chiesa.

La cattedra di S. Pietro indica quindi la sua posizione preminente nel collegio apostolico, dimostrata dalla esplicita volontà di Gesù, che gli assegna il compito di "pascere" il gregge, cioè di guidare il nuovo popolo di Dio, la Chiesa.

A VOI GIOVANI: ABBIATE SEMPRE GLI OCCHI RIVOLTI AL FUTURO.

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A VOI GIOVANI: ABBIATE SEMPRE GLI OCCHI RIVOLTI AL FUTURO.

Siate terreno fertile in cammino con l’umanità. Siate rinnovamento nella cultura, nella società e nella Chiesa. Ci vuole coraggio, umiltà e ascolto per dare espressione al rinnovamento.

PAPA FRANCESCO

CONTROLLA TU STESSO, SIGNORE, DALL’ALTO DEI CIELI, LA MIA CONTABILITÀ E IL LUNGO ELENCO DELLE PROMESSE FORSE NON ANCORA MANTENUTE.

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CONTROLLA TU STESSO, SIGNORE, DALL’ALTO DEI CIELI, LA MIA CONTABILITÀ

E IL LUNGO ELENCO DELLE PROMESSE FORSE NON ANCORA MANTENUTE.

Sto alla tua porta e busso. Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

Mi hai messo in difficoltà con questa tua frase Signore. Ho cercato di dare significato e importanza a questa tua affermazione o Signore. Ho cercato di non mandare via nessuno, senza prima aiutarlo, nessuno di coloro che mi chiedevano aiuto. Vedevo in essi il tuo volto Signore, talvolta bagnato di lacrime. Per tanti anni, in tante occasioni. Anche perché Tu hai sempre toccato il cuore di amici e benefattori che mi riempivano le mani, permettendomi di distribuire tutto quello che ricevevo per amor tuo.

Controlla tu stesso, dall’alto dei cieli, la mia contabilità e il lungo elenco delle promesse forse non ancora mantenute.

DAI CONFINI DELLA TERRA IO TI INVOCO, MENTRE IL MIO CUORE È ANGOSCIATO

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DAI CONFINI DELLA TERRA IO TI INVOCO, MENTRE IL MIO CUORE È ANGOSCIATO

(Sal 60,2).

La vita in questo pellegrinaggio non può essere esente da prove e il nostro progresso si compie attraverso la tentazione. Nessuno può conoscere se stesso se non è tentato, né potrà essere coronato senza aver vinto, né può vincere senza combattere; il combattimento suppone un nemico, una prova. Come Cristo nel deserto.

Ma se tu fermi la tua attenzione al fatto che Cristo fu tentato, perché non consideri che Egli ha anche vinto

SANT' AGOSTINO. Commento sui Salmi

SII BENEDETTO, PADRE NOSTRO, DIO DELLA LUCE.

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SII BENEDETTO, PADRE NOSTRO, DIO DELLA LUCE.

Toccaci, Signore, e guidaci con mano sicura.
Siamo ciechi che si ignorano, che credono di vedere,
ma inciampano, Signore, su tutte le strade.

Cerchiamo a tentoni il Tuo volto nella notte,
persi nella nebbia dei dubbi e dei tentennamenti.

AMATE I VOSTRI NEMICI E PREGATE PER QUELLI CHE VI PERSEGUITANO, AFFINCHÉ SIATE FIGLI DEL PADRE VOSTRO CHE È NEI CIELI

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19 FEBBRAIO. VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
(dal Vangelo di Matteo 5, 38-48)

COMMENTO AL VANGELO

La storia ci racconta di uomini e donne che hanno creduto in modo coraggioso e testardo che si potessero superare le divisioni, i razzismi e le guerre, e hanno lottato perché i popoli non rinunciassero a superare questi limiti.
Gesù è uno di questi!

Tutto il vangelo ci racconta di questo modo di pensare, e in modo particolare emerge proprio dalle parole del brano di vangelo di questa domenica.
“…siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”, è in fondo il punto di partenza per Gesù, è l’obiettivo altissimo che il Maestro mette davanti a se e ai suoi discepoli, che da lui imparano.

I discepoli sono chiamati non solo ad amare gli amici, a prestare a chi può restituire e a non vendicarsi più di tanto… i discepoli sono chiamati ad andare ben oltre quelli che sembrano i limiti delle possibilità umane dell’amore, arrivando addirittura ad amare i nemici, a dare il doppio di quel che è chiesto, ad intraprendere relazioni umane anche con chi è distante e non è parente e amico.

Questo è lo stile di Gesù. Uno stile che davvero non pone limiti alla capacità umana di amare, perdonare e ricostruire strade di dialogo.

Gesù è esigente con i suoi discepoli e con noi. Ma lo fa perché sa che ne siamo capaci. Gesù conosce i nostri limiti ma conosce anche le nostre immense possibilità di andare oltre nell’amore.

NON È DEL TUO AVERE CHE TU FAI DONO AL POVERO

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Non è del tuo avere che tu fai dono al povero; tu non fai che rendergli ciò che gli appartiene. Poiché è quel che è dato in comune per l’uso di tutti ciò che tu ti annetti. La terra è data a tutti, e non solamente ai ricchi.

sant’Ambrogio

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